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Il Collo di Bottiglia dei razzi frena l'Europa: perché la corsa allo Spazio passa dalla Sardegna

L’Europa punta a ridurre la dipendenza da fornitori esteri per i lanci, mentre Ariane-6 e Vega-C registrano voli limitati e l’ESA valuta fondi per nuovi razzi e capsule. Argotec e Rheinmetall hanno portato in orbita un satellite per sorveglianza militare e difesa aerea; la Sardegna viene indicata per test di propulsori e micro-lanciatori, stazioni di terra e monitoraggio dei detriti spaziali.

Un modello del razzo europeo Ariane 1 al Museum of Air and Space (Musée de l'air et de l'espace, Le Bourget, France).
Un modello del razzo europeo Ariane 1 al Museum of Air and Space (Musée de l'air et de l'espace, Le Bourget, France). - © ignis · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Un modello del razzo europeo Ariane 1 al Museum of Air and Space (Musée de l'air et de l'espace, Le Bourget, France).
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Il Collo di Bottiglia dei razzi frena l'Europa: perché la corsa allo Spazio passa dalla Sardegna
Un modello del razzo europeo Ariane 1 al Museum of Air and Space (Musée de l'air et de l'espace, Le Bourget, France). - © ignis · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Redazione Redazione 4 min di lettura 21 Scarica PDF

L’Europa punta a ridurre la dipendenza da fornitori esteri per i lanci, mentre Ariane-6 e Vega-C registrano voli limitati e l’ESA valuta fondi per nuovi razzi e capsule. Argotec e Rheinmetall hanno portato in orbita un satellite per sorveglianza militare e difesa aerea; la Sardegna viene indicata per test di propulsori e micro-lanciatori, stazioni di terra e monitoraggio dei detriti spaziali.

L'Europa si trova ad affrontare una fase critica nel panorama della Space Economy mondiale. Come evidenziato dall'articolo "Ritardo Spaziale" di Giovanni Caprara, il settore aerospaziale continentale sconta una forte disomogeneità: eccelle nell'osservazione della Terra e nelle missioni scientifiche, ma soffre di una marcata impreparazione nel campo fondamentale del trasporto spaziale.

I punti chiave della crisi:

  • Il "collo di bottiglia" dei vettori: Negli ultimi anni, la mancanza di investimenti tempestivi e la scarsa frequenza di volo dei lanciatori europei come Ariane-6 e Vega-C hanno costretto l'Europa a dipendere quasi totalmente da attori privati terzi, in primis la SpaceX di Elon Musk, sia per la messa in orbita dei satelliti che per i voli abitati.
  • La ricognizione italiana: A livello nazionale, da tre anni si sta mappando la filiera per strutturare una reale Space Economy, con il coinvolgimento dei distretti regionali, dei centri di ricerca e dell'industria. Tuttavia, la mancanza di coordinamento e una certa diffidenza tra le amministrazioni e gli attori locali hanno spesso rallentato il processo.
  • La sfida dei vettori e delle capsule: Mentre la Germania avanza con iniziative come Isar Aerospace (con il lancio positivo del vettore Spectrum) e la Francia punta sul primo stadio riutilizzabile Maiaspace, in Italia Avio lavora al dimostratore FD1 sui fondi PNRR. Parallelamente, sul fronte del cargo spaziale si inseriscono progetti come The Exploration Company (con ThalesAleniaSpace).
  • Sovranità da riconquistare: Il vertice ministeriale dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha all'ordine del giorno l'approvazione di fondi cruciali per nuovi razzi e capsule abitate, indispensabili per garantire all'Europa un'autonomia strategica senza dover sborsare cifre ingenti per dipendere da fornitori esteri nei prossimi anni.

L'alleanza Argotec-Rheinmetall e il ruolo della Sardegna

Mentre l'Europa riflette su come superare il collo di bottiglia dei lanciatori, l'industria procede a ritmi elevati. L'azienda torinese Argotec — guidata dall'ex ufficiale della Folgore David Avino — ha stretto una partnership strategica con il colosso tedesco della difesa Rheinmetall. Le due realtà hanno portato in orbita il primo satellite di una costellazione dedicata alla sorveglianza militare, difesa aerea e rilevamento delle minacce, integrata da sistemi di intelligenza artificiale per l'elaborazione dei dati in tempo reale in orbita. Il programma, che ha già un secondo lancio in tabella di marcia per il 2028, dimostra come la capacità tecnologica satellitare italiana sia all'avanguardia a livello internazionale.

La Sardegna: una grande occasione di posizionamento

Se da un lato Argotec e le eccellenze industriali realizzano i satelliti e Rheinmetall ne cura l'integrazione nei sistemi di difesa, dall'altro rimane aperta la questione infrastrutturale: dove testare, tracciare e gestire questa nuova rete strategica?

In questo contesto, la Sardegna rappresenta una straordinaria opportunità strategica per l'Italia ed l'Europa:

  1. Test di motori e micro-lanciatori: Per risolvere il collo di bottiglia dei lanciatori servono siti per la sperimentazione di propulsori e la prova di piccoli vettori (microlaunchers). La Sardegna dispone di ampie aree di isolamento e poligoni militari/tecnologici ideali per test in sicurezza.
  2. Ground Segment e Space Situational Awareness (SSA): Grazie alla sua posizione geografica e alla presenza di infrastrutture scientifiche di rilievo (come il Sardinia Radio Telescope), la Sardegna è candidata naturale ad accogliere stazioni di terra per il tracciamento dei satelliti e il monitoraggio dei detriti spaziali.
  3. Polo Aerospaziale Regionale: Tramite il Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS), la regione può integrare la filiera della difesa e dello spazio, offrendo un ecosistema completo tra università, ricerca e industria per attirare i fondi nazionali ed europei destinati alla Space Economy.

Conclusioni

La sfida dei prossimi anni non sarà soltanto costruire satelliti avanzati come quelli prodotti dall'asse Argotec-Rheinmetall, ma garantirne l'accesso autonomo e la gestione in orbita. Superare il collo di bottiglia dei vettori è l'unica via per l'autonomia spaziale europea, e la Sardegna ha tutti i requisiti per posizionarsi come uno dei principali hub di supporto a questa rivoluzione industriale e di difesa.

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