Nel quadro delle crescenti sinergie tattiche e dottrinali tra le forze NATO e i reparti specializzati di Kyiv, l’esercitazione Combined Resolve 26-07, svoltasi nella primavera del 2026 presso il centro d’addestramento dell’U.S. Army a Hohenfels, in Baviera, ha offerto una dimostrazione pratica di come la guerra dei droni stia ridefinendo il combattimento ad alta intensità.
A mettere a dura prova le difese americane è stato un distaccamento del 412° Unmanned Systems Regiment Ucraino (noto come “Nemesis”), impiegato nel ruolo di forza opponente (OPFOR) contro la 3ª Brigata Corazzata “Greywolf” della 1ª Divisione di Cavalleria dell'U.S. Army.
Il "battesimo del fuoco" a Hohenfels
I dati emersi dalle prime fasi della simulazione tracciano un quadro critico per le formazioni corazzate convenzionali:
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Efficacia devastante: Nei primi tre giorni di manovre, gli operatori di droni ucraini hanno inflitto circa il 70% delle perdite totali subite dalla brigata corazzata americana.
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Volume d'attacco: Nel corso della rotazione di 10 giorni, la forza opponente ha avviato contatti tattici mediante UAS oltre 750 volte, sia tramite attacchi diretti che in funzione di osservatori avanzati per l'artiglieria.
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Vulnerabilità logistica: I cacciatori di droni hanno preso di mira sistematicamente le linee di rifornimento, raddoppiando i tempi previsti per il riassortimento logistico della brigata.
In un'analisi pubblicata sulla rivista professionale Military Review, il Colonnello Michael Ziegelhofer (comandante della brigata "Greywolf") e sei suoi ufficiali hanno descritto l'impatto di questa minaccia, sottolineando come la brigata sia stata costretta a modificare radicalmente il proprio approccio tattico per sopravvivere.
Adattamento tattico e mitigazione della traccia elettronica
Entro il terzo giorno di esercitazione, la brigata americana è riuscita a ridurre l'impatto dei droni nemiche portando le perdite attribuibili agli UAS a meno del 30%. Tale risultato non è stato ottenuto solo mediante l'impiego di assetti ad alta tecnologia, ma prevalentemente attraverso il ripristino delle fondamentali discipline tattiche di campagna (fieldcraft):
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Limiti del jamming e droni a fibra ottica: Le bolle di disturbo elettronico (EW) di brigata — capaci di schermare settori fino a 2 km — richiedevano posizionamenti statici, lasciando i mezzi scoperti durante il movimento. Inoltre, i sistemi EW si sono rivelati inefficaci contro i droni a guida su fibra ottica, immuni al disturbo delle frequenze radio.
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Riduzione della traccia E.M.: Per non essere localizzati, gli equipaggi hanno spento i sistemi Blue Force Tracker, ridotto al minimo le trasmissioni radio e disattivato persino i terminali satellitari Starshield.
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Dispersione e movimento: Più della metà della formazione ha fatto affidamento su mimetizzazione, percorsi secondari, dispersione delle colonne e veloci manovre di reazione per sottrarsi ai bombardamenti dell'artiglieria guidata dai droni.
"Circa il 60% della difesa anti-drone a livello di brigata è fatto di addestramento di base e disciplina tattica sul terreno," sottolineano gli autori della relazione su Military Review.
La risposta offensiva: oltre 700 droni schierati
Nella successiva fase offensiva, la brigata "Greywolf" ha risposto integrando il 3° Battaglione del 504° Reggimento Fanteria Paracadutisti (unità sperimentale per l'impiego massivo di droni) e schierando sul campo oltre 700 velivoli non equipaggiati.
| Parametro Tattico |
Dettaglio Operativo |
| Portata Operativa |
Grazie all'uso di droni ponte/ripetitori, il raggio d'azione è esteso a 25-40 km, coprendo l'intera area addestrativa (14x27 km). |
| Decentralizzazione del Comando |
Passaggio dalla gestione centralizzata a direttive basate sull'intent del comandante, lasciando ai reparti droni libertà di caccia autonoma. |
| Targeting Prioritario |
Priorità assoluta di ingaggio data alle stazioni di controllo a terra (GCS) dei droni nemici. |
| Integrazione del Fuoco |
Avanzamento della linea di coordinamento del fuoco per colpire oltre la cavalleria senza ulteriori autorizzazioni. |
Grazie a questa ristrutturazione, la brigata è riuscita a condurre con successo due penetrazioni simultanee attraverso una densa area boschiva a 6 km di distanza l'una dall'altra, neutralizzando le riserve nemiche prima che potessero essere impiegate.
Le raccomandazioni per il futuro delle forze corazzate
Come riportato anche dalle testimonianze dirette dei comandanti di compagnia su Task & Purpose, l'esperienza dei reparti ucraini ha fornito una vera e propria "masterclass nella gestione rapida della catena di ingaggio sensor-to-shooter".
Tra le principali raccomandazioni formulate dagli ufficiali dell'U.S. Army per l'evoluzione delle brigate corazzate figurano:
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Nuove Compagnie d'Attacco Multifunzionali: Creazione di unità dedicate integrate da tre plotoni specializzati (ricognizione a lungo raggio oltre i 40 km, bombardieri medi/pesanti e droni kamikaze con ponti radio).
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Quadro Operativo Comune (COP): Adozione di un'unica piattaforma di tracciamento e gestione dello spazio aereo per tutti i droni della brigata, sul modello del sistema di gestione del campo di battaglia ucraino Delta.
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Protezione Anti-Drone in Movimento: Necessità di sistemi di difesa attiva (hard-kill) e radar di ricerca installati direttamente su ogni veicolo da combattimento.
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