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La Cina supera gli Stati Uniti nella costruzione di navi militari: oltre il doppio del tonnellaggio in due anni

Il rapporto di Euronaval registra 636.208 tonnellate cinesi nel 2024-25, contro le 270.509 statunitensi.

Il cacciatorpediniere cinese Qingdao (DDG-113) durante una visita alla base navale di Pearl Harbor, nel 2013.
Il cacciatorpediniere cinese Qingdao (DDG-113) durante una visita alla base navale di Pearl Harbor, nel 2013. - © Foto d'archivio: U.S. Navy / PO1 Cynthia Clark – Public Domain.
Il cacciatorpediniere cinese Qingdao (DDG-113) durante una visita alla base navale di Pearl Harbor, nel 2013.
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La Cina supera gli Stati Uniti nella costruzione di navi militari: oltre il doppio del tonnellaggio in due anni
Il cacciatorpediniere cinese Qingdao (DDG-113) durante una visita alla base navale di Pearl Harbor, nel 2013. - © Foto d'archivio: U.S. Navy / PO1 Cynthia Clark – Public Domain.
Redazione Redazione 6 min di lettura 0 Scarica PDF

Nel biennio 2024-2025 la Cina ha costruito oltre il doppio del tonnellaggio navale militare degli Stati Uniti: 636.208 tonnellate contro 270.509, per un valore rispettivamente di 43,5 e 26,8 miliardi di dollari. Secondo il rapporto World Defense Shipbuilding di Euronaval, Washington mantiene tuttavia il primato per tonnellaggio complessivo della flotta.

Il rapporto World Defense Shipbuilding presentato in vista di Euronaval 2026 fotografa un cambiamento negli equilibri dell'industria navale militare mondiale. Tra il 2024 e il 2025 i cantieri cinesi hanno prodotto oltre 636mila tonnellate di unità militari, contro le 270mila degli Stati Uniti. Washington conserva una flotta complessivamente più grande, ma Pechino sta riducendo rapidamente il divario. L'Italia è quinta al mondo per tonnellaggio costruito.

La Cina ha superato nettamente gli Stati Uniti nella produzione di navi militari, raggiungendo in appena due anni un volume di costruzioni navali pari a oltre il doppio di quello americano. È quanto emerge dal rapporto World Defense Shipbuilding, pubblicato in vista di Euronaval 2026, il salone internazionale della difesa navale che si terrà a Parigi dal 3 al 6 novembre.

Secondo i dati elaborati dalla pubblicazione specializzata Flottes de Combat e dall'associazione francese dell'industria navale GICAN, nel biennio 2024-2025 i cantieri cinesi hanno costruito unità militari per un tonnellaggio complessivo di 636.208 tonnellate, contro le 270.509 tonnellate degli Stati Uniti.

Il rapporto, ripreso dalla testata americana Defense News, evidenzia una trasformazione significativa della capacità produttiva dei due principali competitori navali mondiali.

Non si tratta soltanto di un aumento del numero di navi costruite, ma di un cambiamento della capacità industriale di sostenere l'espansione e il rinnovamento delle flotte militari.

Il sorpasso cinese: nel 2022-2023 erano gli Stati Uniti a produrre di più

Il confronto con il biennio precedente permette di comprendere la rapidità dell'espansione cinese.

Nel periodo 2022-2023, infatti, gli Stati Uniti avevano prodotto 245.703 tonnellate di naviglio militare, contro le 202.520 tonnellate della Cina.

Nel giro di due anni la situazione si è completamente ribaltata: la produzione cinese è più che triplicata, mentre quella statunitense è aumentata di circa il 10%.

La crescita di Pechino assume un significato ancora più rilevante considerando che la Cina rappresenta ormai oltre un terzo dell'intero tonnellaggio navale militare costruito nel mondo.

L'espansione dei cantieri cinesi riflette la volontà di rafforzare la Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLAN), che sta ampliando progressivamente le proprie capacità operative attraverso nuove unità di superficie, sottomarini e piattaforme navali di maggiore complessità.

Gli Stati Uniti conservano la flotta più grande, ma il divario si riduce

Il primato cinese nella produzione non significa che Pechino abbia già superato Washington per dimensioni complessive della flotta, almeno considerando il tonnellaggio.

Al 1º gennaio 2026, secondo il rapporto, la Marina statunitense disponeva di unità da combattimento superiori alle 200 tonnellate per un tonnellaggio complessivo di 3,11 milioni di tonnellate, contro 1,44 milioni della Cina.

Due anni prima, il rapporto era di 3,22 milioni di tonnellate per gli Stati Uniti e 1,30 milioni per la Cina.

La flotta americana conserva quindi una consistenza complessiva molto superiore, ma i dati mostrano due tendenze differenti: il tonnellaggio statunitense diminuisce, mentre quello cinese continua a crescere.

Il vantaggio americano resta importante anche sul piano delle capacità operative, delle portaerei a propulsione nucleare, della componente subacquea e dell'esperienza nelle operazioni navali su scala globale.

Tuttavia, in un eventuale confronto militare prolungato, la capacità di produrre nuove unità, sostituire quelle danneggiate e sostenere l'attività dei cantieri rappresenterebbe un fattore strategico fondamentale.

Il tonnellaggio, da solo, non misura l'effettiva superiorità militare di una flotta, ma costituisce un indicatore significativo della capacità industriale che ne sostiene l'espansione.

La costruzione navale militare mondiale cresce di oltre il 50%

Il rafforzamento cinese si inserisce in un'espansione più ampia dell'industria navale militare internazionale.

Nel biennio 2024-2025 sono state costruite complessivamente 1,47 milioni di tonnellate di naviglio militare, rispetto alle 959.671 tonnellate del periodo precedente.

Anche il valore economico delle costruzioni è aumentato sensibilmente, passando da 81,8 miliardi di dollari nel 2022-2023 a 123,9 miliardi nel 2024-2025.

Per quanto riguarda i due principali protagonisti, il rapporto attribuisce alla produzione cinese un valore di 43,5 miliardi di dollari, contro i 26,8 miliardi degli Stati Uniti.

Philippe Missoffe, direttore generale di GICAN, ha sottolineato durante la presentazione dello studio la considerevole espansione delle forze navali e delle attività cantieristiche, evidenziando in particolare il rafforzamento delle capacità militari legate ai sottomarini nucleari d'attacco.

Il dato conferma come il settore navale sia tornato a occupare una posizione centrale nei programmi di investimento militare di numerosi Paesi.

L'Italia quinta al mondo nella costruzione navale militare

Il rapporto Euronaval offre anche un quadro della posizione italiana nell'industria navale internazionale.

Nel biennio 2024-2025, l'Italia si è classificata al quinto posto mondiale per tonnellaggio di naviglio militare costruito, con 53.700 tonnellate.

La graduatoria vede la Cina al primo posto, seguita dagli Stati Uniti, dalla Russia e dall'India.

Paese Tonnellaggio costruito 2024-2025
Cina 636.208 t
Stati Uniti 270.509 t
Russia 149.056 t
India 76.430 t
Italia 53.700 t

Alle spalle dell'Italia figurano Turchia, Francia, Giappone, Corea del Sud e Romania, che completano le prime dieci posizioni.

Il quinto posto italiano testimonia il peso dell'industria cantieristica nazionale nel settore militare, un comparto nel quale operano realtà industriali di rilievo internazionale, a partire da Fincantieri, insieme a una filiera di imprese specializzate nella progettazione, costruzione e integrazione dei sistemi di bordo.

Il posizionamento assume particolare importanza in una fase caratterizzata dall'ammodernamento delle flotte europee e dalla crescente domanda internazionale di nuove unità navali.

La sfida tra Washington e Pechino passa anche dai cantieri

L'espansione cinese pone una questione strategica per gli Stati Uniti: la capacità di mantenere nel tempo il proprio vantaggio navale di fronte a un concorrente che dispone di una base industriale in rapida crescita.

Negli ultimi anni, esponenti del Congresso americano e analisti della difesa hanno richiamato l'attenzione sui ritardi e sulle difficoltà produttive dei cantieri statunitensi, considerati un possibile ostacolo al mantenimento del ritmo di modernizzazione della flotta.

La questione assume un peso particolare nello scenario dell'Indo-Pacifico, dove la crescente presenza della Marina cinese si inserisce nelle tensioni regionali, comprese quelle relative a Taiwan e al Mar Cinese Meridionale.

La capacità produttiva di una nazione non determina automaticamente l'esito di un confronto navale, nel quale intervengono fattori tecnologici, operativi, logistici e strategici. Tuttavia, la possibilità di sostenere un elevato ritmo di costruzione rappresenta una risorsa importante, soprattutto nell'ipotesi di un conflitto di lunga durata.

I dati pubblicati in vista di Euronaval 2026 mostrano quindi un cambiamento che va oltre il semplice confronto numerico tra flotte.

Gli Stati Uniti mantengono un netto vantaggio nel tonnellaggio complessivo delle proprie forze navali, ma la Cina dispone oggi di una capacità produttiva militare che, nel biennio esaminato, è stata superiore di oltre 2,3 volte a quella americana.

Una differenza destinata a pesare sulla pianificazione navale e industriale delle due potenze nei prossimi anni.

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