Dal 1959 la Marina Militare conduce senza interruzioni la Vigilanza Pesca nelle acque dello Stretto di Sicilia e del Mediterraneo centrale. L’attività sostiene la sicurezza della navigazione e la salvaguardia delle risorse ittiche.
Le unità impegnate sorvegliano l’area, mantengono i contatti con la flotta peschereccia italiana e intervengono quando necessario. Il servizio offre supporto ai marittimi anche a notevole distanza dalle coste nazionali.
A descriverne organizzazione e compiti è il tenente di vascello Andrea Iachini, comandante di Nave Orione. L’unità dipende dalla Quarta Divisione Navale di Augusta, in provincia di Siracusa.
Tutela della pesca e soccorso
La Vigilanza Pesca, abbreviata Vi.Pe., tutela gli interessi nazionali nel Mediterraneo centrale. La missione consente alla flotta italiana di pescare nelle acque internazionali, nel rispetto delle norme vigenti.
Allo stesso tempo, le navi costituiscono un presidio per la sicurezza della navigazione. Devono poter intervenire in ogni momento a sostegno dei marittimi e per la salvaguardia della vita umana in mare.
La Marina impiega soprattutto pattugliatori di altura, scelti per autonomia e flessibilità operativa. Le unità dispongono di un elicottero imbarcato, che amplia il raggio di scoperta e permette di accelerare gli interventi.
A bordo opera inoltre un team sanitario per l’assistenza medica immediata. È presente anche personale addestrato della Brigata Marina San Marco, mentre all’attività partecipano velivoli da pattugliamento marittimo basati a terra.
Contatti radio sempre disponibili
Le comunicazioni con i pescherecci utilizzano le frequenze radio previste per la sicurezza della navigazione marittima. Le unità mantengono un contatto costante con le imbarcazioni presenti nell’area.
Attraverso questi canali vengono trasmessi dati utili alla navigazione, bollettini meteorologici e avvisi di sicurezza ai naviganti. Le frequenze dedicate restano operative per richieste di soccorso e attività di coordinamento in mare.
La presenza della Marina nell’area operativa è assicurata per 365 giorni all’anno. L’Ufficio Operazioni della Quarta Divisione propone la turnazione, successivamente approvata dal Comando in Capo della Squadra Navale, CINCNAV.
L’avvicendamento periodico consente di mantenere il servizio senza interruzioni. Secondo il comandante di Nave Orione, questa organizzazione garantisce l’efficienza e l’efficacia operativa necessarie.
Procedure per emergenze e avarie
Ogni emergenza viene affrontata secondo procedure standardizzate e consolidate. In presenza di un problema sanitario, il personale medico di bordo svolge una prima valutazione e attiva la catena dei soccorsi.
Se necessario, il team raggiunge il peschereccio con l’elicottero o un battello veloce per stabilizzare il paziente. Quando un guasto compromette la navigabilità, l’unità in Vi.Pe. invia invece personale tecnico.
L’obiettivo dell’intervento è prestare assistenza e mettere in sicurezza l’imbarcazione. Le richieste più comuni riguardano proprio problemi tecnici e sanitari, dai malori improvvisi agli infortuni legati al lavoro a bordo.
Tra le altre esigenze ricorrenti figurano le avarie agli impianti, quando possono compromettere la sicurezza in alto mare. Distanze e condizioni meteo-marine rappresentano le principali criticità delle operazioni lontano dalle coste italiane.
Le unità destinate alla Vigilanza Pesca sono strutturate ed equipaggiate per affrontare tali difficoltà. Possono fornire assistenza sanitaria d’urgenza e inviare personale per intervenire sui guasti dei pescherecci.
Il trasferimento urgente di un ferito
Andrea Iachini ha ricordato un intervento compiuto durante un pomeriggio di sorveglianza. Un peschereccio italiano aveva segnalato una emergenza medica dopo l’esplosione di una batteria elettrica.
Un componente dell’equipaggio era stato colpito al volto. Le possibili lesioni avrebbero potuto comprometterne la vista, rendendo necessario un intervento rapido degli assetti disponibili a bordo.
Il team sanitario ha eseguito il primo trattamento e stabilizzato il marittimo. In seguito è stato impiegato l’assetto di volo imbarcato per trasferire d’urgenza il ferito.
Il paziente è stato portato alla struttura ospedaliera nazionale più vicina, dove avrebbe potuto ricevere le cure specialistiche necessarie. L’episodio riassume le funzioni di sorveglianza, assistenza e soccorso svolte dalla missione.
Maggiori informazioni a questo link: https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20261020_La-vigilanza-pesca.aspx
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