Un'ondata di vulnerabilità critiche sta scuotendo l'infrastruttura digitale del Paese. A seguito della recente individuazione di due gravissime falle all'interno del linguaggio di programmazione PHP — segnalate da OpenAI e monitorate dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e dal CSIRT Italia — il quadro della sicurezza informatica nazionale delinea uno scenario allarmante.
Il
bollettino d'allerta del CSIRT certifica un pericolo concreto di compromissione per centinaia di migliaia di portali web, spingendo le autorità a raccomandare una misura drastica:
mettere offline i siti qualora non sia possibile applicare tempestivamente le patch di sicurezza.
Che cos'è PHP e perché è così diffuso
Prima di analizzare i dettagli della crisi, è fondamentale comprendere quale sia il ruolo di PHP (Hypertext Preprocessor) all'interno del panorama digitale globale.
PHP è uno dei linguaggi di scripting open source più utilizzati al mondo, progettato per lo sviluppo di applicazioni web e pagine dinamiche. È la spina dorsale invisibile della maggioranza dei siti internet:
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Piattaforme CMS: Gestisce l'architettura di sistemi diffusissimi come WordPress (che alimenta oltre il 40% del web), Joomla e Drupal.
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E-commerce e portali aziendali: Negozi online, banche dati e backend aziendali si poggiano su PHP per gestire contenuti e utenti.
Proprio questa massiccia diffusione fa sì che qualsiasi vulnerabilità scovata in PHP si traduca immediatamente in una minaccia sistemica su scala globale, esponendo milioni di server a potenziali attacchi.
I dati in Italia: l'81,9% dei servizi monitorati è vulnerabile
Secondo i dati di esposizione aggiornati al 25 ottobre 2026 dal CSIRT Italia, la situazione sul territorio nazionale è critica:
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Servizi PHP rilevati in Italia: 741.523
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Servizi potenzialmente vulnerabili: 285.149 (pari all'81,9% dei servizi per i quali è stato possibile identificare la versione).
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Istanze aggiornate e protette: Appena 62.981.
Di fronte a numeri che evidenziano una superficie d'attacco smisurata, l'ACN ha avviato una campagna straordinaria, inviando notifiche di allerta direttamente ai gestori di circa 60 mila domini considerati più esposti.
La minaccia "Php2Shell" e i rischi per i server
Il complesso di falle, ribattezzato Php2Shell, apre le porte a scenari di rischio elevatissimi. Sfruttando queste falle, i criminali informatici possono eseguire codice malevolo da remoto, rubare dati sensibili o utilizzare le infrastrutture colpite per condurre ulteriori attacchi a catena.
Come sottolineato nel bollettino dell'ACN, lo sfruttamento della vulnerabilità consente l'esecuzione di codice da remoto (Remote Code Execution) in presenza di specifiche condizioni:
"In particolare, lo sfruttamento richiede che il parametro session.serialize_handler, inizialmente configurato su php_binary o php_serialize, venga modificato dinamicamente a php prima dell'avvio della sessione e che la funzionalità di monitoraggio dell'avanzamento degli upload risulti abilitata."
Le contromisure e l'indicazione dell'ACN
L'indicazione prioritaria per gli amministratori di sistema resta l'aggiornamento immediato del software alle versioni sicure. Tuttavia, laddove l'applicazione delle patch richieda tempi lunghi o sia impossibile, il consiglio formale dell'Acn è di disattivare temporaneamente i siti, isolandoli dalla rete per prevenire intrusioni devastanti.
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