A Roma un workshop dedicato allo sviluppo dei sistemi a pilotaggio remoto e alle capacità di contrasto. Al centro formazione, intelligenza artificiale, guerra elettronica e collaborazione con l'industria della difesa.
L’Esercito Italiano ha riunito rappresentanti delle Forze Armate, dell'industria e del mondo dell'informazione per approfondire il ruolo dei droni nei moderni scenari operativi e le strategie necessarie a contrastarne l'impiego ostile.
Il workshop, intitolato “I droni nei moderni scenari operativi: sviluppo della capacità e contrasto della minaccia”, si è svolto il 29 ottobre 2026 presso la caserma “Giuseppe Perotti” di Roma, con la partecipazione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello.
L'incontro ha affrontato le trasformazioni introdotte dall'impiego sempre più diffuso dei sistemi senza pilota nei conflitti contemporanei, ponendo particolare attenzione allo sviluppo delle capacità UAS (Unmanned Aerial System) e C-UAS (Counter Unmanned Aerial System).
Masiello: la sfida principale è cambiare la mentalità
Nel suo intervento, il Generale Masiello ha evidenziato come i sistemi senza pilota abbiano assunto un ruolo determinante nelle operazioni militari, rendendo necessario accelerarne la diffusione all'interno della Forza Armata.
«È ormai evidente il ruolo decisivo dei sistemi senza pilota nei moderni scenari operativi: per questo, l’Esercito profonde il massimo impegno, affinché siano progressivamente diffusi in tutta la Forza Armata», ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore.
Masiello ha tuttavia sottolineato che l'introduzione di nuove tecnologie rappresenta soltanto una parte della trasformazione in corso. Il cambiamento più importante riguarda l'approccio culturale e operativo del personale militare.
«La sfida più impegnativa, tuttavia, riguarda la mentalità: i droni devono diventare parte integrante della cultura operativa», ha affermato.
In quest'ottica, l'Esercito sta investendo nella formazione e nell'addestramento, con l'obiettivo di preparare i militari a utilizzare i sistemi a pilotaggio remoto come strumenti integrati nelle attività operative.
Il Generale ha inoltre richiamato l'importanza della collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca, considerata essenziale per affrontare le nuove esigenze tecnologiche e operative.
L'impiego massivo dei droni cambia il campo di battaglia
Il workshop è stato articolato in tre panel tematici, dedicati all'evoluzione della minaccia, alle tecnologie emergenti e ai processi di sviluppo e acquisizione delle nuove capacità.
Il primo confronto ha analizzato l'impatto dell'impiego massivo dei droni nei conflitti recenti, evidenziando come questi sistemi abbiano modificato le modalità di combattimento e le esigenze di protezione delle forze e delle infrastrutture critiche.
L'ampia diffusione degli assetti unmanned impone infatti lo sviluppo di nuove capacità difensive, basate su sistemi di individuazione, identificazione e contrasto capaci di operare su più livelli.
Il tema è stato approfondito dalla giornalista RAI Barbara Carfagna, moderatrice dell'incontro, insieme al Generale di Divisione Giuseppe Bossa e a Filippo Scarante, Direttore Affari Pubblici e Relazioni Governative di Rheinmetall Italia.
Il confronto ha messo in evidenza la necessità di adeguare le capacità militari all'evoluzione della minaccia, sviluppando soluzioni che consentano sia l'impiego efficace dei droni sia la protezione contro quelli avversari.
Intelligenza artificiale, sensori e guerra elettronica
Il secondo panel si è concentrato sulle tecnologie destinate a trasformare ulteriormente l'impiego dei sistemi a pilotaggio remoto e le capacità di difesa anti-drone.
La giornalista de Il Foglio, Cecilia Sala, e il Generale di Corpo d'Armata Lorenzo D'Addario hanno approfondito il contributo dell'intelligenza artificiale, della sensoristica avanzata, della guerra elettronica e dei sistemi autonomi.
Queste tecnologie assumono un'importanza crescente nello sviluppo degli assetti unmanned e dei sistemi Counter-UAS, in particolare per migliorare l'individuazione delle minacce e supportare le decisioni operative.
L'evoluzione tecnologica richiede inoltre una crescente integrazione tra le diverse componenti, affinché le capacità di sorveglianza, protezione e contrasto possano operare in maniera coordinata.
Leonardo e AIAD: accelerare lo sviluppo delle nuove capacità
Il terzo panel ha affrontato le esigenze industriali e organizzative legate alla crescente diffusione dei sistemi unmanned.
L'evoluzione delle minacce rende necessario ridurre i tempi di sviluppo e acquisizione delle tecnologie militari, rafforzando la collaborazione tra Forze Armate, industria e ricerca.
Il confronto è stato condotto da Gianluca Di Feo, Defence Correspondent de la Repubblica, con la partecipazione dell'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, Lorenzo Mariani, e di Luisa Riccardi, Direttore Generale di AIAD, già Vice Direttore Nazionale degli Armamenti.
Al centro della discussione, la necessità di sviluppare sistemi UAS e Counter-UAS efficaci, sostenibili e adeguati alla rapidità con cui cambiano le esigenze operative.
La collaborazione tra il comparto industriale e lo strumento militare assume quindi un ruolo fondamentale per trasformare le innovazioni tecnologiche in capacità concretamente disponibili per i reparti.
Gagliano: formazione e sperimentazione per diffondere i droni nell'Esercito
Il Generale di Corpo d'Armata Giovanni Gagliano, Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento e referente per lo sviluppo della capacità droni dell'Esercito, ha richiamato l'attenzione sulle attività di studio e sperimentazione attualmente in corso.
Tra gli obiettivi del workshop figura infatti la necessità di favorire una maggiore integrazione dei sistemi a pilotaggio remoto nelle attività della Forza Armata, accompagnandone la diffusione con percorsi formativi adeguati.
Particolare importanza viene attribuita all'addestramento del personale e alla capacità di integrare le nuove tecnologie con i sistemi e le procedure già impiegati dai reparti.
L'obiettivo è sviluppare competenze che permettano un utilizzo sempre più diffuso dei droni, superando una concezione che ne limiti l'impiego esclusivamente a specifiche componenti specialistiche.
Droni e sistemi di contrasto, due capacità da sviluppare insieme
Il workshop ha evidenziato come la trasformazione tecnologica del campo di battaglia imponga all'Esercito di procedere parallelamente su due direttrici: incrementare le capacità di impiego dei sistemi senza pilota e rafforzare gli strumenti necessari a contrastare quelli avversari.
La diffusione dei droni richiede infatti non soltanto nuovi equipaggiamenti, ma anche un aggiornamento delle procedure operative, dei programmi addestrativi e delle competenze del personale.
In questo contesto, il dialogo tra Esercito, industria e ricerca rappresenta uno degli strumenti attraverso cui accelerare lo sviluppo tecnologico e favorire l'integrazione delle nuove capacità.
Come sottolineato dal Generale Masiello, la trasformazione non riguarda esclusivamente i mezzi a disposizione dei militari, ma soprattutto la loro preparazione e la capacità di adattarsi a uno scenario operativo in continua evoluzione.
Fonte: Esercito Italiano – I droni nei moderni scenari operativi, 29 ottobre 2026.
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