Nel corso del suo intervento alla conferenza per i 20 anni di Confindustria Energia, il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha illustrato le prossime tappe per l'individuazione del Deposito Unico Nazionale destinato ai rifiuti radioattivi a bassa e media attività. Tra le opzioni al vaglio per superare l'impasse sulle candidature dei Comuni figura la destinazione di alcune aree demaniali militari.
La misura viene prospettata come una soluzione di supporto per garantire il rispetto dei tempi previsti per la chiusura della procedura, fissati entro un anno.
Quadro normativo e aspetti tecnici
-
Coinvolgimento della Difesa: Secondo quanto dichiarato dal ministro, sussisterebbe una prima disponibilità da parte del Ministero della Difesa per la valutazione di specifici siti.
-
Decreti attuativi: I provvedimenti attuativi legati alla legge delega sul nucleare saranno presentati entro il mese di dicembre. È in corso di valutazione la scelta tra un testo unico articolato o decreti separati.
-
Sviluppo tecnologico: L'orientamento dell'esecutivo prevede un approccio aperto rispetto alle tecnologie future — quali i reattori modulari SMR e AMR — mantenendo l'obiettivo dell'autosufficienza energetica attraverso l'integrazione tra fonti rinnovabili e nucleare.
Aspetti da chiarire
Resta da verificare attraverso i canali istituzionali in che modo la proposta verrà coordinata con lo Stato Maggiore della Difesa e quali saranno i criteri di selezione per l'eventuale compatibilità tra le attività militari e la gestione dei rifiuti radioattivi.
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo!