La Finlandia si prepara ad acquistare circa un milione di mine antiuomo di produzione interna, per un investimento complessivo stimato in 100 milioni di euro.
Le forze armate di Helsinki stanno definendo il programma di approvvigionamento con l'obiettivo di avviare le gare d'appalto, chiudere gli accordi contrattuali entro la fine del 2027 e far partire le linee produttive entro il 2028.
L'intero ordine sarà consegnato nei primi anni del 2030, consentendo un progressivo e sostanziale incremento delle scorte strategiche.
Il piano prevede la produzione di due tipologie di ordigni: mine ad attivazione tramite filo a strappo e mine a pressione.
Come evidenziato dal colonnello Riku Mikkonen, ispettore del genio presso il Comando dell'Esercito, la base industriale finlandese è già pronta: almeno quattro aziende — tra cui Nammo Lapua, Insta, Raikka e Forced Explosives — hanno manifestato disponibilità e capacità per fabbricare componenti ed esplosivi.
Dalla Convenzione di Ottawa alla realtà: il pragmatismo democratico oltre i dogmi antimilitaristi
La decisione segna una netta svolta rispetto al percorso intrapreso nel recente passato. Nel 2012 la Finlandia aveva aderito alla Convenzione di Ottawa per il bando delle mine antiuomo, completando nel 2015 la distruzione della quasi totalità delle proprie scorte.
Tuttavia, il governo guidato dal premier conservatore Petteri Orpo ha notificato all'ONU il recesso dal trattato (divenuto effettivo il 10 gennaio 2026), motivando la scelta con il drastico peggioramento del quadro di sicurezza europeo in seguito all'invasione russa dell'Ucraina.
Questo passaggio evidenzia come l'ideologia antimilitarista e i principi del disarmo non abbiano impedito a una democrazia avanzata e pacifica come quella finlandese di prendere decisioni drastiche per la propria sopravvivenza.
Pur rimanendo uno dei Paesi con i più alti standard di diritti civili, welfare e democrazia al mondo, la Finlandia dimostra che la tutela della libertà e delle istituzioni democratiche richiede un realismo difensivo privo di sovrastrutture ideologiche quando la sicurezza nazionale è direttamente minacciata.
Deterrenza sul confine orientale: conservazione per l'emergenza e difesa del territorio
I vertici militari hanno precisato che le mine non verranno impiegate in tempo di pace: gli ordigni saranno stoccati in depositi ad alta sicurezza e utilizzati esclusivamente in caso di emergenza bellica o minaccia d'invasione.
L'obiettivo principale è sviluppare una capacità produttiva nazionale autonoma in grado di garantire un rapido incremento della fabbricazione qualora si verificasse una crisi prolungata.
La necessità di questo strumento d'interdizione nasce dalla geografia: la Finlandia condivide con la Russia 1.340 chilometri di confine terrestre.
Oltre ad aver completato una barriera fisica di 200 chilometri dotata di sensori, telecamere e sistemi di sorveglianza avanzati, il ripristino delle mine antiuomo rappresenta per Helsinki un tassello fondamentale per blindare la frontiera e garantire una deterrenza concreta contro qualsiasi aggressione.
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo!