I paracadutisti britannici si preparano a combattere su un campo di battaglia nel quale droni, sensori, guerra elettronica e intelligenza artificiale non rappresentano più capacità specialistiche, ma strumenti integrati nelle operazioni quotidiane della fanteria.
In Canada, presso il British Army Training Unit Suffield, la 16 Air Assault Brigade ha condotto l’esercitazione “Rhino Bizz”, attività addestrativa incentrata sul cosiddetto sistema “recce-strike”: individuare il nemico, condividere rapidamente le informazioni e colpirlo prima che possa agire contro le forze amiche.
L’unità principale impiegata è stata il 2nd Battalion, The Parachute Regiment, meglio conosciuto come 2 PARA, affiancato da artiglieri, genieri, trasmettitori e personale sanitario della 16 Air Assault Brigade.
All’attività hanno partecipato circa 350 militari britannici e canadesi. Alla componente aviotrasportata britannica si è unita una compagnia armi pesanti del 3rd Battalion, Princess Patricia’s Canadian Light Infantry, reparto dell’Esercito canadese dotato di veicoli tattici leggeri, mortai, mitragliatrici pesanti e tiratori scelti.
L’obiettivo non era semplicemente imparare a pilotare dei droni, ma sperimentare un nuovo metodo di combattimento nel quale ricognizione, comando e controllo, guerra elettronica e sistemi d’arma vengono collegati all’interno di un’unica rete.

Il concetto “recce-strike” unisce le capacità di ricognizione a quelle di attacco. Droni e sensori individuano le posizioni avversarie, mentre le informazioni raccolte vengono elaborate e trasmesse agli elementi in grado di intervenire.
Una volta localizzato il bersaglio, le forze possono impiegare droni d’attacco, mortai, missili anticarro Javelin o unità di fanteria. La guerra elettronica viene contemporaneamente utilizzata per localizzare le emissioni nemiche e disturbare segnali GPS e comunicazioni radio.
Il principio è semplice: vedere più lontano, comprendere più rapidamente ciò che sta accadendo e colpire il nemico prima che possa organizzare il proprio attacco.

Tra i mezzi sperimentati figura lo Scorpio 1000, sistema aereo pilotato attraverso visori FPV e predisposto per il trasporto e il rilascio di carichi bellici.
I militari del plotone Uncrewed Aircraft Systems del 2 PARA hanno preparato e impiegato questi velivoli nel corso di missioni di attacco contro bersagli sul terreno. Durante l’esercitazione sono stati utilizzati anche droni Puma, impiegati dalla 21 Air Assault Battery della Royal Artillery per la ricognizione e l’osservazione del campo di battaglia.
Secondo il produttore XTEND, cinque sistemi Scorpio 1000 sarebbero stati utilizzati direttamente dai paracadutisti britannici senza il supporto operativo del personale dell’azienda. Le missioni avrebbero interessato bersagli posti a distanze di 3,6, 6,5 e 7,5 chilometri, utilizzando carichi cinetici reali. Questi dati provengono tuttavia da una comunicazione aziendale e devono quindi essere considerati come dichiarazioni del produttore.

Due sistemi hanno avuto un ruolo centrale nella sperimentazione: Cain e Cobalt.
Cain costituisce la rete di comunicazione utilizzata per collegare soldati, sensori e sistemi d’arma. Cobalt impiega invece l’intelligenza artificiale per riunire, confrontare e analizzare le informazioni provenienti dalle diverse fonti.
L’obiettivo è fornire a militari sul terreno e comandanti una rappresentazione comune e aggiornata del campo di battaglia, riducendo i tempi necessari per individuare, valutare e ingaggiare un bersaglio.
Non si tratta quindi di affidare interamente all’intelligenza artificiale la decisione di colpire, ma di utilizzarla per elaborare grandi quantità di dati e velocizzare il processo decisionale umano.

Uno degli aspetti più significativi dell’esercitazione riguarda la trasformazione delle competenze richieste al singolo militare.
Il comandante del 2 PARA, tenente colonnello Craig Shephard, ha spiegato che i soldati hanno imparato a costruire e programmare apparati elettronici, pilotare droni e configurare sistemi basati sull’intelligenza artificiale, applicando contemporaneamente le tradizionali capacità tattiche della fanteria.
Secondo Shephard, la British Army sta cercando di apprendere le lezioni provenienti dai conflitti contemporanei, adottando tecnologie già disponibili e collaborando direttamente con l’industria per adattare rapidamente dottrina, equipaggiamenti e modalità operative.
Il 2 PARA aveva già costituito alla fine del 2024 un plotone specializzato nell’impiego degli Uncrewed Aircraft Systems. Il reparto ha sperimentato droni sia come forza amica sia simulando la minaccia nemica, con l’obiettivo di comprendere come coordinare questi sistemi con artiglieria, supporto aereo e comando e controllo.

Il poligono di Suffield, nella provincia canadese dell’Alberta, offre spazi difficilmente disponibili nel Regno Unito.
Le vaste dimensioni dell’area consentono di far volare i droni su lunghe distanze, impiegare munizionamento reale e utilizzare sistemi di disturbo elettronico contro GPS e comunicazioni senza le limitazioni normalmente imposte dalla densità dello spazio aereo e dalle normative civili britanniche.
Le truppe si sono inoltre esercitate contro una forza avversaria simulata, anch’essa dotata di droni, sensori e capacità di guerra elettronica. Un modo per evitare un addestramento a senso unico e riprodurre più fedelmente un ambiente nel quale entrambe le parti cercano contemporaneamente di osservare, disturbare e colpire.

L’esperienza del 2 PARA dimostra come il drone non sia più considerato soltanto uno strumento appartenente all’aviazione o alle unità di intelligence.
I piccoli sistemi senza pilota entrano direttamente nelle sezioni e nei plotoni, modificando il modo di muovere, osservare, comunicare e combattere. Allo stesso tempo, la diffusione dei droni costringe i reparti a ridurre la propria traccia elettronica, disperdere uomini e mezzi, cambiare frequentemente posizione e proteggere le comunicazioni.
Per i paracadutisti britannici, tradizionalmente destinati a operare rapidamente e spesso lontano dalle principali forze amiche, la capacità di combinare sensori, droni, guerra elettronica e fuoco di precisione può aumentare notevolmente autonomia e letalità.
Ma la tecnologia, da sola, non basta. L’efficacia dipende dalla capacità di integrarla con le competenze tradizionali del soldato: iniziativa, disciplina, mimetizzazione, movimento sul terreno e capacità di prendere decisioni in condizioni di incertezza.
L’esercitazione Rhino Bizz mostra quindi l’evoluzione di un reparto aviotrasportato che non abbandona le proprie caratteristiche, ma cerca di adattarle a un campo di battaglia nel quale chi viene individuato per primo rischia di essere anche il primo a essere colpito.

Un soldato della 21 Air Assault Battery della Royal Artillery lancia un drone Puma durante l’esercitazione Rhino Bizz.
Fonte: https://www.army.mod.uk/news/strike-fast-strike-first-paratroopers-rehearse-the-future-of-warfare/
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