Vai al contenuto
Difesa News
ULTIMEEsercito Italiano, il Generale Gagliano illustra l'evoluzione e il futuro dei droni militari ai futuri Sottufficiali
Esercito

Esercito Italiano, a Persano l'esercitazione “Snake Pit 26” tra logistica e difesa CBRN

Il Reggimento Gestione Aree di Transito-RSOM ha addestrato posti comando e reparti nella gestione di personale, mezzi e materiali.

procedure di decontaminazione
procedure di decontaminazione - © Esercito Italiano
procedure di decontaminazione
Esercito
Esercito Italiano, a Persano l'esercitazione “Snake Pit 26” tra logistica e difesa CBRN
procedure di decontaminazione - © Esercito Italiano
Redazione Redazione 6 min di lettura 18 Scarica PDF

Nel Comprensorio di Persano, il Reggimento Gestione Aree di Transito-RSOM ha svolto Snake Pit 26 con i Battaglioni Gestione Transiti RSOM e Logistico di Bari. In quattro settimane sono state verificate ricezione, stazionamento e movimentazione di personale, mezzi e materiali, insieme ai posti comando, ai servizi per i convogli e alle procedure di identificazione CBRN e decontaminazione.

Il Reggimento Gestione Aree di Transito-RSOM (Reception, Staging, Onward Movement), appartenente alla Brigata Logistica del Comando dei Supporti Logistici dell'Esercito Italiano, ha condotto l'esercitazione “Snake Pit 26” nelle aree addestrative del Comprensorio militare di Persano, in provincia di Salerno.

L'attività, sviluppata nell'arco di quattro settimane, ha coinvolto il personale dei dipendenti Battaglioni Gestione Transiti RSOM e Logistico di Bari, con l'obiettivo di verificare e consolidare le capacità necessarie alla ricezione, all'organizzazione, al sostegno e alla movimentazione di personale, mezzi e materiali verso le rispettive destinazioni operative.

L'esercitazione ha riprodotto scenari logistici complessi, integrando attività pratiche sul terreno e simulazioni informatiche, secondo i principi e le procedure adottati dalla NATO.

Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione dei flussi logistici, al funzionamento dei posti comando, al sostegno dei convogli in transito e alle procedure di protezione contro le minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN).

La logistica militare: dalla ricezione delle forze al trasferimento verso le aree operative

Uno degli obiettivi principali della “Snake Pit 26” è stato verificare le capacità del Reggimento di gestire tutte le fasi del processo RSOM, fondamentale per il movimento e lo schieramento delle forze militari.

Il sistema Reception, Staging, Onward Movement comprende tre fasi strettamente collegate: la ricezione del personale e dei materiali in arrivo, la loro organizzazione nelle aree di stazionamento e il successivo trasferimento verso le destinazioni assegnate.

Queste attività rivestono un ruolo essenziale soprattutto nelle operazioni multinazionali, nelle quali contingenti provenienti da differenti Paesi devono essere accolti, organizzati e trasferiti in maniera coordinata, assicurando continuità al flusso di uomini, mezzi ed equipaggiamenti.

Durante l'esercitazione, il personale ha applicato procedure di pianificazione, coordinamento e comando e controllo, con l'obiettivo di garantire la gestione ordinata dei movimenti e la disponibilità delle risorse necessarie.

La capacità di ricevere e movimentare rapidamente le forze rappresenta infatti un requisito fondamentale per assicurare la tempestività e l'efficacia dello schieramento militare, tanto nelle operazioni nazionali quanto negli impegni assunti nell'ambito dell'Alleanza Atlantica.

Allestito un punto di imbarco e sbarco campale

Tra le attività più significative dell'esercitazione figura l'allestimento di un punto di imbarco e sbarco campale (APOE/D – Air Port of Embarkation/Debarkation), destinato alla gestione della fase iniziale di ricezione delle forze.

La struttura è stata configurata per organizzare l'afflusso e il deflusso del personale, dei mezzi e dei materiali in transito, riproducendo le procedure necessarie alla gestione di un nodo logistico operativo.

L'addestramento ha permesso di verificare il coordinamento tra le diverse componenti impegnate nelle attività di ricezione, registrazione, organizzazione e successiva movimentazione delle risorse.

Parallelamente, per la fase di stazionamento, è stato attivato un Posto Comando affiancato da un'area servizi destinata ad accogliere i convogli in transito.

Il dispositivo ha consentito di simulare il sostegno logistico necessario durante le soste, garantendo la disponibilità delle principali funzioni di supporto prima della ripresa del movimento verso le destinazioni finali.

Rifornimenti, manutenzione e assistenza sanitaria per i convogli

Il dispositivo logistico realizzato a Persano ha riprodotto le condizioni operative di un'area di transito, nella quale i convogli militari possono effettuare soste tecniche e ricevere il sostegno necessario alla prosecuzione della missione.

Tra i servizi predisposti figuravano:

  • Rifornimento, per assicurare la disponibilità delle risorse necessarie alla prosecuzione dei movimenti.

  • Supporto manutentivo, destinato agli interventi tecnici sui mezzi.

  • Area di pernottamento, per consentire lo stazionamento temporaneo del personale.

  • Riservetta munizioni, per la gestione del materiale secondo le previste misure di sicurezza.

  • Assistenza sanitaria di primo soccorso, per garantire un primo livello di supporto al personale.

La presenza di queste componenti ha permesso di verificare la capacità di assicurare un sostegno logistico integrato, riducendo le criticità che possono verificarsi durante la movimentazione di consistenti quantità di personale e materiali.

L'efficienza di un dispositivo RSOM dipende infatti non soltanto dalla rapidità dei trasferimenti, ma anche dalla capacità di mantenere operative le unità durante tutte le fasi del movimento.

Addestramento CBRN: identificazione delle minacce e decontaminazione

Un'altra componente rilevante della “Snake Pit 26” è stata dedicata alla gestione delle minacce CBRN (Chimiche, Biologiche, Radiologiche e Nucleari).

Nel corso delle quattro settimane, il personale ha eseguito attività finalizzate alla verifica delle procedure di identificazione di potenziali contaminazioni e alla successiva decontaminazione di mezzi e militari.

Le operazioni sono state condotte da operatori qualificati, equipaggiati con indumenti protettivi specifici e strumenti per il rilevamento di agenti chimici e radiologici.

L'addestramento ha consentito di esercitare le procedure necessarie a intervenire in presenza di una possibile contaminazione, verificando il coordinamento tra gli operatori e l'applicazione delle misure di protezione previste.

La capacità di riconoscere una minaccia CBRN e adottare tempestivamente le procedure di sicurezza costituisce un elemento importante per garantire la protezione del personale e la continuità delle attività logistiche anche in ambienti operativi contaminati.

Le attività hanno contribuito inoltre alla preparazione dei nuclei JMOU (Joint Multimodal Operational Unit), destinati a operare nei differenti contesti nei quali è impegnato l'Esercito Italiano.

Posti comando e simulazioni secondo le procedure NATO

L'esercitazione ha previsto anche un'importante componente dedicata all'addestramento degli staff e al funzionamento dei posti comando.

Attraverso l'impiego di sistemi di simulazione informatica sono stati riprodotti scenari operativi complessi, nei quali il personale ha dovuto pianificare e coordinare le attività logistiche applicando le procedure standardizzate della NATO.

L'integrazione tra simulazione e attività sul terreno ha consentito di verificare la capacità degli staff di gestire le informazioni, organizzare le risorse disponibili e coordinare le diverse componenti del dispositivo.

Questa modalità addestrativa permette di esercitare non soltanto le competenze individuali, ma anche le procedure collettive necessarie al funzionamento di una struttura logistica articolata.

Il consolidamento delle capacità di comando e controllo assume particolare importanza nelle operazioni multinazionali, dove la standardizzazione delle procedure e l'interoperabilità tra le unità costituiscono requisiti essenziali per il successo della missione.

La preparazione logistica come elemento della prontezza operativa

La “Snake Pit 26” ha rappresentato un'importante occasione per verificare l'efficienza del dispositivo RSOM e consolidare le competenze del personale impegnato nelle attività di gestione dei transiti.

L'esercitazione ha permesso di integrare differenti capacità specialistiche, dalla pianificazione dei movimenti al sostegno dei convogli, fino alla gestione delle emergenze e alla protezione dalle minacce CBRN.

Nei moderni scenari operativi, caratterizzati dalla necessità di spostare rapidamente forze e materiali anche su grandi distanze, la logistica costituisce una componente determinante della capacità militare.

L'efficacia di un'operazione dipende infatti anche dalla disponibilità di un sistema capace di ricevere, sostenere e trasferire le unità, assicurando la continuità dei rifornimenti e il mantenimento delle capacità operative.

Con l'esercitazione “Snake Pit 26”, il Reggimento Gestione Aree di Transito-RSOM ha consolidato la preparazione del proprio personale e la capacità di operare secondo le procedure NATO, contribuendo alla prontezza operativa dell'Esercito Italiano e all'efficacia del sistema logistico militare.

© Esercito Italiano

Condividi

Newsletter

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter di DIFESA NEWS e ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

oppure

RICEVILE PER TELEGRAM

Commenti

Nessun commento ancora. Sii il primo!

Lascia un commento

Non sarà pubblicata.

I commenti vengono moderati prima della pubblicazione.