Ucraina, Stati Uniti e partner europei hanno messo a punto le linee guida di un nuovo piano per porre fine al conflitto. A darne notizia è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, illustrando una strategia che unisce cessate il fuoco, ritiro delle truppe, creazione di una zona economica libera e garanzie di sicurezza internazionali.
Un’offerta di tregua che arriva in un momento di estrema delicatezza per il Cremlino: le fondamenta economiche della Russia, strette tra sanzioni, spese militari fuori controllo e l’impatto dei droni ucraini sulle infrastrutture energetiche, mostrano crepe sempre più profonde, lasciando presagire che Mosca potrebbe trovare conveniente cogliere l’opportunità di un negoziato.
Il pacchetto negoziale nasce dal confronto tra Kiev, Washington e i rappresentanti europei, con il coinvolgimento di emissari statunitensi come Jared Kushner e Steve Witkoff. L’obiettivo è mettere nero su bianco opzioni concrete per fermare la guerra, strutturate su tre punti chiave:
Secondo quanto riferito da Zelensky, le proposte avrebbero ricevuto una prima accoglienza positiva nei colloqui trilaterali tenuti a Ginevra, in attesa di una nuova visita degli emissari di Donald Trump a Kiev per i prossimi sviluppi.
Parallelamente al piano generale, l’Ucraina apre alla possibilità di accordi settoriali con Mosca per fermare i devastanti attacchi reciproci alle infrastrutture critiche, in particolare nel comparto energetico e agroalimentare.
«Se si tratta di un cessate il fuoco sull’energia, parliamone. Noi non attaccheremo la vostra benzina e il vostro diesel, ma voi non potete attaccare la nostra elettricità», ha dichiarato Zelensky.
Il leader di Kiev ha sottolineato come la Russia abbia tentato diverse strade per bloccare la difesa ucraina — dagli attacchi al corridoio del grano alle pressioni politiche — senza però riuscire a piegare la resistenza del Paese. Ora l’Ucraina si dice pronta a trattare su basi paritetiche, offrendo il proprio stop alle ritorsioni contro gli impianti petroliferi e la flotta russa in cambio della fine dei bombardamenti sulla rete elettrica nazionale e sulle rotte commerciali agricole.
La disponibilità ucraina a discutere una tregua energetica e territoriale si scontra, o forse si incrocia, con le crescenti difficoltà economiche che la Russia sta affrontando a quasi cinque anni dall’inizio del conflitto. Analisi recenti evidenziano come il tasso di crescita di Mosca si avvii verso lo “zero virgola” e che le capacità del bilancio pubblico di sostenere lo sviluppo interno si siano ampiamente esaurite.
Nonostante il Cremlino mantenga formalmente una forte spinta bellica — con circa il 40% del budget statale assorbito da spese militari e di sicurezza — il sistema economico mostra segnali di forte logoramento:
In questo scenario di progressiva erosione strutturale, l’offerta di un piano di tregua e di una zona franca potrebbe rappresentare per Mosca non solo un banco di prova politico, ma anche un’occasione per allentare la morsa di una crisi economica e finanziaria che rischia di rendere insostenibile il proseguimento indefinito della guerra di logoramento.

Trump, Carota e Bastone: Armi per l'Ucraina e Minacce di Tariffe per la Russia - DEFENSANEWS.COM - Noticias defensa y seguridad
Fonte: https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/26_agosto_23/ucraina-russia-news-guerra.shtml
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