Si è concluso presso la Caserma “S. Lesa” il corso di formazione per Soccorritori Militari (SO.MI.) sviluppato nell’ambito dell’implementazione e validazione del Brigate Medical Training Team (BMTT), dedicato al personale della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”. Un percorso addestrativo costruito attorno a un obiettivo essenziale: intervenire in ambiente ostile nei primissimi minuti, con procedure standardizzate e ripetibili, fino allo sgombero sanitario.
La logica operativa descritta dal corso – intervenire entro i primi dieci minuti dall’evento lesivo – si colloca nella filosofia della risposta ultra-precoce al trauma grave: ridurre al minimo i tempi “inermi” e concentrarsi su manovre a massimo impatto salvavita. Nella letteratura pre-ospedaliera questo concetto è spesso richiamato come platinum ten minutes, ossia una finestra temporale in cui l’azione rapida (controllo emorragie, gestione vie aeree e respirazione, prevenzione dell’ipotermia) può determinare l’esito prima ancora dell’evacuazione.

Il Tactical Combat Casualty Care (TCCC) nasce per rispondere a una realtà dura e documentata: una parte significativa delle morti in combattimento è legata a cause potenzialmente prevenibili con interventi corretti e tempestivi sul punto di ferimento, anche da personale non sanitario addestrato. Per questo il TCCC struttura l’assistenza in modo da perseguire tre finalità simultanee: curare il ferito, prevenire ulteriori perdite, completare la missione.
Un aspetto chiave è la gerarchia delle priorità cliniche: in ambiente tattico si punta a neutralizzare per prime le minacce più rapidamente letali. Documenti formativi e materiali TCCC richiamano come principali cause prevenibili in combattimento l’emorragia massiva (soprattutto agli arti/lesioni comprimibili), la pneumotorace iperteso e l’ostruzione delle vie aeree.
Le linee guida TCCC dividono l’intervento in tre fasi, ciascuna con vincoli e priorità differenti:
Questa scansione è coerente con l’impianto del corso SO.MI. descritto: capacità di intervenire subito, stabilizzare e mantenere il ferito fino allo sgombero sanitario, adattando le procedure al contesto.

Per “tradurre” il ragionamento clinico in un algoritmo semplice da ricordare e applicare in stress operativo, il TCCC utilizza comunemente l’approccio MARCH:
Il senso è pratico: prima di “raffinare”, si arrestano le cause di morte in minuti. Da qui anche l’attenzione, tipica dei protocolli TCCC, a strumenti e tecniche ad alta efficacia come laccio emostatico, packing con garze emostatiche, bendaggi compressivi, gestione delle vie aeree (es. presidi semplici quando indicati) e trattamento delle emergenze respiratorie compatibili con pneumotorace iperteso.
Un valore aggiunto dell’attività svolta alla Caserma “S. Lesa” è l’impostazione “di sistema”, in cui più attori concorrono alla stessa finalità:
In termini TCCC, questo significa non limitarsi alle procedure, ma assicurare continuità di competenza, allineamento dottrinale e controllo qualità (standard, aggiornamenti, valutazioni).

Inserire l’addestramento SO.MI./BMTT nel piano annuale della Brigata “Pozzuolo del Friuli” risponde a un’esigenza concreta: nelle operazioni moderne (nazionali e internazionali) la componente sanitaria “di prossimità” deve essere capace e autonoma nelle prime fasi, spesso prima dell’arrivo di risorse avanzate. La stessa struttura del TCCC, pensata per ambienti austere e dinamici, mira proprio a fornire un quadro comune per interventi precoci, salvavita e compatibili con la manovra.






