
NATO: nasce la nuova era dell’addestramento virtuale multinazionale
Il 15 ottobre 2025, tredici Stati membri della NATO — Canada, Cechia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Turchia e Regno Unito — hanno firmato un Memorandum d’Intesa per l’avvio del Distributed Synthetic Training High Visibility Project (HVP), una nuova capacità di addestramento simulato multinazionale destinata a rivoluzionare il modo in cui gli Alleati si preparano insieme. La firma, avvenuta presso il quartier generale della NATO a Bruxelles durante la riunione dei ministri della Difesa, rappresenta un passo concreto verso un modello di cooperazione tecnologica più efficiente e integrato.
L’obiettivo dell’HVP è creare un network sicuro di simulazione avanzata e immersiva, capace di collegare le infrastrutture di addestramento virtuale già esistenti nei Paesi partecipanti. Questo permetterà di svolgere esercitazioni multinazionali in tempo reale, senza la necessità di spostare mezzi e personale, riducendo così i costi e i tempi di pianificazione. L’iniziativa risponde a una crescente esigenza di addestramento congiunto, soprattutto in un contesto operativo che oggi richiede interoperabilità tra forze di terra, aria, mare, spazio e cyber.

Secondo la Vice Segretario Generale Radmila Šekerinska, “il progetto preparerà le nostre truppe a un ambiente operativo sempre più dinamico e pericoloso, assicurando che l’Alleanza disponga delle forze e della prontezza necessarie per difendersi da qualsiasi minaccia”.
Il progetto sarà implementato in collaborazione con la NATO Support and Procurement Agency (NSPA), che coordinerà la parte tecnica e logistica, inclusa la creazione di un “marketplace digitale” per mettere in contatto le esigenze di addestramento dei vari Paesi con le opportunità disponibili. Attraverso questa piattaforma, gli Alleati potranno accedere a scenari simulativi condivisi e aggiornabili, testare nuove dottrine e valutare in modo realistico la prontezza delle proprie unità.
Il vantaggio principale risiede nella possibilità di condurre addestramento multidominio distribuito, dove reparti di nazioni diverse potranno operare nello stesso scenario simulato da sedi geografiche lontane. Le esercitazioni virtuali consentiranno di addestrare in modo coordinato piloti, comandanti di brigata, operatori di droni o reparti cibernetici, riducendo al minimo i costi legati alle esercitazioni fisiche e limitando l’impatto ambientale.
L’HVP, oltre a essere un programma ad alta visibilità, punta a massimizzare l’uso delle capacità già disponibili nei Paesi membri, evitando duplicazioni e favorendo economie di scala. È anche aperto ai Partner indo-pacifici della NATO, come Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda, segno della volontà dell’Alleanza di ampliare la cooperazione in un quadro di sicurezza globale sempre più interconnesso.
Per l’Italia, che già investe nella modernizzazione dei propri centri di simulazione e nei programmi digital twin dell’Esercito e dell’Aeronautica, il progetto rappresenta un’occasione per rafforzare il proprio ruolo all’interno dell’Alleanza e valorizzare l’industria nazionale della difesa nel campo della simulazione avanzata.

Il Distributed Synthetic Training HVP si inserisce nella strategia della NATO di adattare l’addestramento alle nuove sfide operative e tecnologiche. L’uso crescente di ambienti digitali permette di accelerare il ciclo di preparazione, testare tattiche e procedure in contesti complessi e preparare i militari a situazioni che sarebbe difficile o rischioso replicare sul campo. Tuttavia, l’attuazione del progetto comporta anche delle sfide.
La prima riguarda la cybersicurezza: collegare in rete sistemi simulativi nazionali richiede standard elevati di protezione e interoperabilità. La seconda è la standardizzazione tecnica: occorrerà uniformare software, protocolli e architetture digitali per consentire una piena integrazione tra i diversi sistemi. Infine, rimane da definire la governance del progetto, in termini di finanziamenti, accesso alle infrastrutture e ripartizione delle risorse.
Nonostante queste difficoltà, i benefici superano le criticità. La NATO potrà ridurre i costi operativi, migliorare la cooperazione tra forze alleate e garantire un livello di prontezza militare costantemente elevato. L’addestramento distribuito permetterà inoltre di reagire più rapidamente a crisi improvvise, con esercitazioni virtuali che simulano scenari reali di guerra ibrida, cyber-attacchi o crisi multi-dominio.
Con l’avanzare delle tecnologie immersive — come la realtà aumentata, i gemelli digitali e l’intelligenza artificiale applicata al training — il progetto HVP potrebbe diventare il modello di riferimento per la formazione militare del futuro. Un’infrastruttura che unisce efficacia, sostenibilità e interoperabilità, rafforzando il principio cardine della NATO: la capacità di addestrarsi e operare insieme, in ogni dominio e contro ogni minaccia.

NATO: nasce la nuova era dell’addestramento virtuale multinazionale
Fonte: https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_238491.htm?selectedLocale=en
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