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Leonardo macina record: ordini mai così alti e +74% di utile. La strategia del CEO Mariani per il 2026

Leonardo chiude i primi nove mesi del 2026 con ordini per 23,27 miliardi e un portafoglio record di 60,37 miliardi di euro. L'utile netto sale del 74,2% a quasi 812 milioni, i ricavi crescono del 14,2% a 15,35 miliardi e l'Ebita raggiunge 1,3 miliardi. Il gruppo alza a 29,5 miliardi la stima degli ordini annui, includendo Idv.

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Leonardo macina record: ordini mai così alti e +74% di utile. La strategia del CEO Mariani per il 2026
Leonardo macina record: ordini mai così alti e +74% di utile. La strategia del CEO Mariani per il 2026
Redazione Redazione 4 min di lettura 0 Scarica PDF

Leonardo chiude i primi nove mesi del 2026 con ordini per 23,27 miliardi e un portafoglio record di 60,37 miliardi di euro. L'utile netto sale del 74,2% a quasi 812 milioni, i ricavi crescono del 14,2% a 15,35 miliardi e l'Ebita raggiunge 1,3 miliardi. Il gruppo alza a 29,5 miliardi la stima degli ordini annui, includendo Idv.

Un trimestre da record per il gigante italiano dell'aerospazio e della difesa. Spinto dalle nuove acquisizioni e da una richiesta di tecnologie sempre più forte a livello globale, il gruppo guidato dal CEO Lorenzo Mariani macina numeri da capogiro nei primi nove mesi del 2026: per la prima volta nella storia della società, la dote di ordini accumulata supera il tetto dei 60 miliardi di euro, mentre gli utili schizzano in alto del 74%. E con conti così solidi, l'azienda sceglie di rivedere al rialzo le sue stime di crescita per la fine dell'anno.

Il piano del CEO Mariani: più produzione e super alleanze europee

A spiegare il motore di questa accelerazione è lo stesso amministratore delegato Lorenzo Mariani, che mette l'accento sulla capacità dell'azienda di trasformare i contratti presi in prodotti reali da consegnare ai clienti.

"Siamo impegnati nel migliorare ulteriormente le nostre competenze per tradurre la consistenza del portafoglio ordini in una superiore capacità produttiva e di consegna, rafforzando l'efficienza dei processi e l'esecuzione dei programmi", ha evidenziato Mariani.
Per restare al vertice e rispondere alle sfide globali, la strategia passa per grandi progetti internazionali e partnership chiave:

  • Nuovi caccia e scudi tecnologici: il programma per il caccia del futuro (GCAP) e il sistema di protezione avanzata Michelangelo Dome;
  • Super-intese industriali: le joint venture con i colossi Rheinmetall e Baykar;
  • L'alleanza spaziale: la grande intesa con Airbus e Thales per creare un gigante europeo dello Spazio;
  • Shopping strategico: l'integrazione dei veicoli militari di Iveco (Idv) e l'acquisizione dell'americana Raft tramite la controllata Leonardo Drs.
Leonardo macina record: ordini mai così alti e +74% di utile. La strategia del CEO Mariani per il 2026

Obiettivi 2026: scatta il ritocco all'insù per i nuovi contratti

Visti i risultati commerciali sopra le aspettative, il gruppo ha deciso di alzare le stime sugli ordini totali previsti per la fine del 2026:

  • Ordini attesi per fine anno: salgono a 29,5 miliardi di euro (rispetto alla stima precedente di 28,2 miliardi), contando anche l'apporto di Idv.
Confermati tutti gli altri traguardi finanziari previsti per l'anno in corso:

  • Fatturato: circa 22,1 miliardi di euro;
  • Margine operativo (Ebita): circa 2,21 miliardi di euro (con un guadagno percentuale a doppia cifra sulle vendite);
  • Incassi netti di cassa (Focf): circa 1,37 miliardi di euro;
  • Debito netto: contenuto a circa 2,2 miliardi di euro.

Come vanno le singole divisioni: elicotteri e difesa in prima fila

La crescita delle vendite ha interessato praticamente tutte le aree del gruppo, toccando quota 15,35 miliardi di euro nei nove mesi (+14,2%), nonostante il cambio sfavorevole del dollaro abbia un po' frenato i ricavi delle attività negli Stati Uniti.

  • Elicotteri, Elettronica per la Difesa e Aeronautica: sono state le tre divisioni "regine" che hanno trainato i guadagni e spinto la redditività dell'intero gruppo;
  • Profitti operativi (Ebita): cresciuti del 37,7% a 1,3 miliardi di euro;
  • Redditività sulle vendite (Ros): salita all'8,5% (in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto allo scorso anno).

Utili alle stelle, cassa in ripresa e il peso dell'acquisto di Iveco

I dati di bilancio mostrano un'azienda in salute, capace di assorbire bene anche i costi delle ultime spese strategiche:

  • Utile netto: sfiora gli 812 milioni di euro nei nove mesi, segnando un +74,2% rispetto allo stesso periodo del 2025 e battendo le stime degli analisti finanziari (che si aspettavano 747 milioni);
  • Cassa operativa (Focf): recupera terreno in modo netto passando da -426 milioni a -68 milioni di euro (senza l'acquisto di Idv la cassa sarebbe già in positivo per 22 milioni);
  • Debito netto: sale a 3,3 miliardi (+44%), un aumento ampiamente previsto dopo l'acquisizione da 1,6 miliardi della divisione difesa di Iveco Group (Idv), chiusa lo scorso marzo.

Cassaforte piena: ordini per 60 miliardi (ma la Borsa guarda agli USA)

Nei primi nove mesi del 2026 i nuovi contratti firmati da Leonardo sono cresciuti del 27,8% arrivando a 23,27 miliardi di euro (superando le previsioni degli esperti). Questo porta il serbatoio totale degli ordini da consegnare nei prossimi anni alla cifra record di 60,37 miliardi di euro, di cui circa 6 miliardi portati in dote dalla nuova arrivata Idv.

Nonostante il bilancio brillante e le rosee prospettive, la reazione delle azioni Leonardo a Piazza Affari è stata col freno a mano tirato. Il titolo ha risentito del clima politico internazionale, influenzato dalle elezioni di midterm negli Stati Uniti e dalle conseguenti speranze dei mercati per una de-escalation delle tensioni in Medio Oriente.
Fonte: forbes.it

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