MODENA – Il 23 ottobre gli ex allievi ufficiali del 23° Corso hanno celebrato a Modena il sessantesimo anniversario dal loro ingresso nell’Accademia Militare. La solenne cerimonia si è svolta nel Cortile d’Onore del Palazzo Ducale, dove il Comandante dell’Istituto, Generale di Divisione Stefano Messina, affiancato dal Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Valotto (rappresentante del corso), ha passato in rassegna lo schieramento formato dalla Bandiera d’Istituto e dagli allievi ufficiali del 207° Corso “Fermezza” e del 208° Corso “Fedeltà”.
Le personalità presenti e il ricordo dei colleghi
All'evento hanno preso parte circa 150 persone tra ex allievi e familiari. Oltre al Generale Valotto, già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, erano presenti illustri figure dell'Esercito e dell'Arma:
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Generale di Corpo d'Armata Giovanni Bonzano, rappresentante dell’Arma dei Carabinieri;
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Generale di Corpo d'Armata Armando Novelli, già Comandante delle Forze Operative Terrestri;
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Generale di Corpo d'Armata Mario Morelli, già Capo dell’Arma Trasporti e Materiali;
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Generale Domenico De Maria, già Comandante di plotone del 23° Corso;
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Generali Pietro Frisone, Roberto Martinelli e Gabriele Felli.
La giornata è stata arricchita da momenti significativi come il saluto alla Bandiera d’Istituto, la firma dell’Albo d’Onore e la Santa Messa in suffragio dei colleghi scomparsi, concelebrata dal cappellano militare don Marco Falcone e da padre Leonardo Martini, anch'egli ex allievo del corso.
L’intervento del Comandante: «Un ritorno a casa nel segno del dovere»
Il Generale di Divisione Stefano Messina ha rivolto un caloroso benvenuto ai radunisti, evidenziando il valore etico e storico della giornata:
«L’Accademia Militare vi accoglie con profondo orgoglio, affetto e riconoscenza in questa che è la vostra casa madre e testimone della vostra scelta. Sessant’anni fa avete piantato la prima pietra miliare della vostra vita militare, mossi dal desiderio sincero di servire l’Italia con disciplina, onore e fedeltà.»
Il Comandante ha inoltre ricordato come, a fronte delle trasformazioni dell'Istituto negli ultimi sei decenni, la centralità della formazione etico-morale e il senso del dovere rimangano punti fermi immutabili per le nuove generazioni di ufficiali.
Il discorso del Generale Valotto: «Eravamo il corso del cambiamento»
In sostituzione del capo corso Ugo Pavanetto, impossibilitato a partecipare, ha preso la parola il Generale Giuseppe Valotto, ripercorrendo le tappe storiche del 23° Corso:
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La nascita e la numerazione: Il 22 ottobre 1966 fecero ingresso 330 allievi, inaugurando la doppia numerazione come 23° - 148° Corso d’Accademia.
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Il percorso di studi: Designato dallo Stato Maggiore come corso di svolta per formare "ufficiali-manager", affrontò un quadriennio universitario particolarmente severo che ne dimezzò le fila, seguito da 6 mesi di corso tecnico-applicativo per recuperare l'addestramento militare.
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Le riforme e i ruoli sul campo: Il corso visse direttamente le grandi riforme delle Forze Armate (dalla soppressione dei reggimenti all'istituzione del Ruolo Normale Unico) e l'avvio delle missioni internazionali (dall'Afghanistan al Libano, dall'Iraq ai Balcani), distinguendosi nelle operazioni NATO, ONU e UE.
Rivolgendosi infine ai giovani allievi del 208° Corso, Valotto li ha esortati ad affrontare la formazione con il massimo impegno:
«L’attuale situazione internazionale vi richiederà una prontezza d’impiego immediata. Sfruttate questi primi anni: qui in Accademia si crea il carattere del futuro comandante, si consolidano i sentimenti per la Patria e nasce lo spirito di corpo della nostra meravigliosa Una acies!»
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