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Bosnia, il ricordo dei quattro militari italiani caduti nell'incidente del CH-47 Chinook: le loro storie e il dolore della Difesa

Dietro i nomi comunicati nella serata di ieri ci sono storie di servizio, affetti familiari, esperienze professionali e progetti personali interrotti improvvisamente. Quattro vite, quattro percorsi personali e professionali accomunati dalla scelta di servire l'Italia. A Laura, Franco, Simone e Claudio va il nostro pensiero. Alle loro famiglie e a quella della Difesa le più sentite condoglianze.

Bosnia, il ricordo dei quattro militari italiani caduti nell'incidente del CH-47 Chinook: le loro storie e il dolore della Difesa
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Bosnia, il ricordo dei quattro militari italiani caduti nell'incidente del CH-47 Chinook: le loro storie e il dolore della Difesa
Bosnia, il ricordo dei quattro militari italiani caduti nell'incidente del CH-47 Chinook: le loro storie e il dolore della Difesa
Condoralex Condoralex 9 min di lettura 31 Scarica PDF

Dietro i nomi comunicati nella serata di ieri ci sono storie di servizio, affetti familiari, esperienze professionali e progetti personali interrotti improvvisamente. Quattro vite, quattro percorsi personali e professionali accomunati dalla scelta di servire l'Italia. A Laura, Franco, Simone e Claudio va il nostro pensiero. Alle loro famiglie e a quella della Difesa le più sentite condoglianze.

Si chiamavano Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. Quattro vite, quattro percorsi personali e professionali accomunati dalla scelta di servire il Paese. Sono i militari italiani che hanno perso la vita il 29 ottobre 2026, nell'incidente che ha coinvolto un elicottero CH-47 Chinook dell'Esercito Italiano nella zona di Brčko, in Bosnia-Erzegovina, durante un'attività nell'ambito dell'operazione europea EUFOR Althea.

Due appartenevano all'Aviazione dell'Esercito (AVES), gli altri due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Erano impegnati in compiti diversi, dal supporto al volo all'assistenza sanitaria, nell'ambito della stessa missione internazionale.

A bordo dell'elicottero si trovavano complessivamente 15 persone. Quattro hanno perso la vita e undici sono rimaste ferite. Secondo il Ministero della Difesa, nessuno dei sopravvissuti risulta in pericolo di vita nel primo bilancio ufficiale. Per garantire la migliore assistenza possibile, la Difesa ha disposto l'invio di un'équipe medica italiana in Bosnia-Erzegovina.

Dietro i nomi comunicati nella serata di ieri ci sono storie di servizio, affetti familiari, esperienze professionali e progetti personali interrotti improvvisamente.

Simone Ruggia e Claudio Marchesi, i due sergenti dell'Aviazione dell'Esercito

Il Sergente Simone Ruggia, originario di Salerno, prestava servizio a Viterbo da almeno otto anni. Apparteneva al 1° Reggimento AVES «Antares», reparto dell'Aviazione dell'Esercito.

Aveva costruito la propria carriera nell'ambiente dell'aviazione militare, dove la preparazione tecnica, il lavoro di equipaggio e l'affidabilità costituiscono elementi fondamentali per la sicurezza delle operazioni. Lascia i genitori, una sorella e la fidanzata.

Con lui ha perso la vita il Sergente Claudio Marchesi, 35 anni, originario di Orvieto, anch'egli in servizio presso il 1° Reggimento «Antares» di Viterbo, città nella quale viveva da circa tre anni.

Marchesi lascia i genitori, un fratello e una sorella.

I due sottufficiali facevano parte di una componente altamente specializzata, chiamata a operare in condizioni che richiedono preparazione, coordinamento e conoscenza approfondita dei sistemi di bordo. La loro morte ha colpito profondamente la comunità militare di Viterbo, punto di riferimento dell'Aviazione dell'Esercito.

Franco Adriano Zecchillo, una vita dedicata all'assistenza sanitaria

Il Tenente Franco Adriano Zecchillo, appartenente al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, era nato a Milano il 31 ottobre 1961. Avrebbe compiuto 65 anni appena due giorni dopo il tragico incidente.

Professionista sanitario di lunga esperienza, era tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, specializzato nella gestione della circolazione extracorporea e nell'assistenza tecnica durante interventi cardiochirurgici complessi. Aveva prestato servizio in importanti strutture ospedaliere lombarde, tra cui il San Raffaele di Milano, l'Humanitas di Rozzano e l'Ospedale Civile di Legnano, dove aveva ricoperto incarichi specialistici e di coordinamento. Aveva inoltre svolto attività di docenza presso l'Università dell'Insubria.

Il suo impegno nella Croce Rossa Italiana risaliva al giugno 1984, quando aveva assunto il grado di Sottotenente del Corpo Militare. Dal febbraio 1990 ricopriva il grado di Tenente, maturando successivamente oltre quarant'anni di appartenenza al Corpo, parallelamente alla propria carriera sanitaria.

Durante la missione EUFOR Althea, in Bosnia-Erzegovina, era impiegato come infermiere nella componente sanitaria della Croce Rossa Italiana, a supporto del personale impegnato nell'operazione internazionale. Faceva parte del dispositivo di evacuazione medica, che aveva il compito di garantire assistenza sanitaria in caso di necessità.

Laura Procacci e la prima missione internazionale

Aveva 24 anni Laura Procacci, Sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, originaria di Andria e cresciuta a Montegrosso, frazione della città pugliese.

Si era trasferita a Roma per studiare Medicina e Chirurgia, affiancando al percorso universitario l'impegno nel volontariato sanitario e successivamente il servizio nel Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.

La sua esperienza nell'assistenza agli altri era iniziata prima dell'ingresso nel Corpo Militare. Dal 2019 al 2022 aveva prestato servizio come volontaria presso la Misericordia di Canosa di Puglia, maturando un'esperienza nel settore del soccorso.

Il 28 marzo 2026 aveva pronunciato il giuramento individuale di fedeltà alla Repubblica Italiana.

La sua città le aveva inoltre conferito il Premio Ebe, un riconoscimento per l'impegno dimostrato nell'ambito del volontariato e del servizio alla comunità.

Quella in Bosnia-Erzegovina era la sua prima missione internazionale. Un'esperienza che rappresentava un importante passaggio nel percorso personale e professionale di una giovane donna che aveva scelto di dedicare i propri studi e il proprio servizio all'assistenza degli altri.

Nell'ambito dell'operazione EUFOR Althea, Laura Procacci era impiegata come soccorritrice del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, all'interno della componente sanitaria impegnata nella missione. Faceva parte del team di evacuazione medica, insieme al Tenente Franco Adriano Zecchillo e a un terzo operatore rimasto ferito nell'incidente.

Il cordoglio della Croce Rossa, del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e del Ministero della Difesa

La morte dei quattro militari ha suscitato profonda commozione nelle Forze Armate e nella Croce Rossa Italiana.

Il presidente nazionale della CRI, Rosario Valastro, ha espresso il dolore dell'organizzazione per la perdita dei due appartenenti al Corpo Militare, assicurando il sostegno alle rispettive famiglie e la vicinanza al terzo componente dell'équipe sanitaria rimasto ferito.

Un messaggio di profondo cordoglio è giunto anche dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello, che, a nome dell'intera Forza Armata, ha espresso la propria vicinanza alle famiglie dei quattro caduti.

«A nome di tutto l'Esercito Italiano e mio personale, esprimo il più profondo e commosso cordoglio per la tragica scomparsa dei nostri due militari e dei due operatori del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana», ha dichiarato il Generale Masiello.

Il Capo di Stato Maggiore ha sottolineato il legame che unisce l'Esercito alla Croce Rossa Italiana, definendo il Corpo Militare Volontario una «storica e fraterna alleata in tutti i teatri operativi».

Particolarmente significativo il passaggio dedicato al sacrificio dei quattro caduti:

«Il loro estremo sacrificio, offerto lontano da casa per la stabilità e la sicurezza internazionale, rimarrà scolpito nella memoria e nella storia dell'Esercito e del Paese».

Masiello ha rivolto inoltre un augurio di pronta guarigione agli undici feriti nell'incidente, esprimendo riconoscenza a tutti i militari italiani impegnati nelle missioni all'estero per il coraggio e la dedizione dimostrati quotidianamente nell'adempimento del proprio dovere.

Anche il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato i quattro militari, spiegando che la comunicazione ufficiale delle loro identità è stata diffusa soltanto dopo aver informato i familiari.

Il ministro ha inoltre annunciato la modifica delle celebrazioni previste per il 4 novembre. La cerimonia inaugurale del Villaggio Difesa al Circo Massimo di Roma, programmata per il 30 ottobre, è stata annullata.

Il Villaggio aprirà comunque al pubblico alle ore 14:00, assumendo anche il significato di luogo di raccoglimento e di ricordo dei caduti.

L'incidente del Chinook: il Generale Paolo Riccò ipotizza un problema tecnico

Mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'incidente, questa mattina, 30 ottobre, il Generale di Corpo d'Armata Paolo Riccò, Comandante dell'AVES dal 2017 al 2021, intervistato da RaiNews24 ha espresso una prima valutazione tecnica sulla base delle immagini della caduta dell'elicottero.

Secondo il Generale, la dinamica visibile nel filmato farebbe propendere per un'avaria tecnica, potenzialmente riconducibile alla rottura di un componente meccanico.

Riccò ha osservato che il CH-47 era impegnato in una fase di decollo verticale quando si sarebbe verificata la perdita di controllo.

Sulla base delle immagini esaminate, il Generale ha escluso, nella propria valutazione preliminare, che l'incidente possa essere stato provocato da un errore umano, sottolineando tuttavia la necessità di attendere gli accertamenti delle commissioni incaricate di individuare le cause della tragedia.

«Ora è chiaro che verrà nominata una commissione, come si usa fare, di sicurezza del volo, normalmente gestita dall'Aeronautica Militare, proprio per verificare se si è trattato di un fattore umano o di un fattore tecnico», ha spiegato Riccò.

Il Generale ha quindi aggiunto che, sulla base delle immagini disponibili, ritiene di poter escludere un errore umano, illustrando anche le procedure d'indagine interne alla Forza Armata.

«Parallelamente anche l'Aviazione dell'Esercito crea una propria commissione per verificare quale sia stato il motivo della caduta dell'elicottero, del mancato controllo dell'elicottero», ha precisato, spiegando che gli accertamenti potranno coinvolgere anche la ditta costruttrice, qualora emergessero problematiche tecniche da correggere per prevenire situazioni analoghe su altri aeromobili dello stesso tipo.

Durante l'intervista Riccò ha parlato anche il sistema di manutenzione degli elicotteri militari, caratterizzato da interventi periodici stabiliti in funzione delle ore di volo e delle scadenze temporali, con differenti livelli di complessità. Le attività vengono svolte da personale tecnico specializzato dell'Aviazione dell'Esercito, secondo procedure e controlli prestabiliti.

Ha infine richiamato l'attenzione sulla crescente presenza di sistemi elettronici e automatizzati negli aeromobili moderni, evidenziando come le verifiche dovranno prendere in considerazione anche eventuali anomalie di natura elettronica, oltre a quelle meccaniche.

Le valutazioni espresse dal Generale Riccò costituiscono un'analisi preliminare basata sulle immagini dell'incidente e non rappresentano un accertamento ufficiale delle cause, che rimangono oggetto d'indagine.

Quattro nomi, quattro storie da ricordare

L'incidente del 29 ottobre ha interrotto quattro percorsi di vita differenti.

Simone Ruggia e Claudio Marchesi avevano scelto l'Aviazione dell'Esercito, dedicando il proprio servizio a una specialità nella quale la preparazione tecnica e la responsabilità individuale sono indispensabili per il lavoro dell'intero equipaggio.

Franco Adriano Zecchillo aveva alle spalle una lunga esperienza sanitaria e nella Croce Rossa Italiana. Laura Procacci, appena ventiquattrenne, aveva iniziato a costruire il proprio futuro tra gli studi di Medicina e il servizio nella Croce Rossa, affrontando la sua prima esperienza internazionale.

Quattro persone che avevano scelto, ciascuna nel proprio ruolo, di mettere competenze e professionalità al servizio degli altri.

A Simone, Claudio, Franco e Laura va il nostro pensiero. Alle loro famiglie, ai commilitoni, alla grande Famiglia della Difesa e a quanti hanno condiviso con loro il servizio, le più sentite condoglianze.

Fonti

 

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Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore dei siti web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione, esperto di cybersecurity, specialista in data analysis, process management e intelligenza artificiale. Socio Ordinario A.N.P.D'I. Sezione di Siena.

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