Una lezione necessaria di Paolo Mieli sul Corriere della Sera, attraverso la chiave di lettura di Gastone Breccia, per risvegliare le coscienze dall'ingenuità
Un faro nella nebbia dell'ingenuità: L'articolo firmato da Paolo Mieli sulle pagine del Corriere della Sera compie un'operazione culturale e politica di fondamentale importanza: squarcia il velo dell'illusione e forza anche gli osservatori più scettici o distratti ad "aprire gli occhi". In un momento storico in cui molti scambiano la mancanza di esplosioni imminenti con la vera pace, Mieli ci ricorda che la cecità di fronte alle minacce sottili è il primo passo verso il disastro.
Prendendo le mosse dal volume di imminente pubblicazione di Gastone Breccia (docente di Storia militare all'Università di Pavia), intitolato Né guerra né pace. L’era dei conflitti ibridi (il Mulino), l'articolo mette in luce come le diverse fasi della conflittualità moderna non siano episodi casuali, ma anelli strettamente concatenati di una stessa strategia di dominio.
La Fase di Logoramento Ibrido: L'Ecosistema del Disorientamento
Come sottolineato nel pezzo apparso sul Corriere della Sera, l'Europa è quotidianamente sotto attacco attraverso un'offensiva invisibile ma devastante: attacchi informatici, pressioni economiche e campagne di disinformazione amplificate dall'intelligenza artificiale.
Dall'analisi di Gastone Breccia e degli studiosi citati emergono tre aspetti cruciali di questa prima fase:
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Erosione della verità e vuoto cognitivo: La disinformazione contemporanea non cerca solo di mentire, ma di creare un vero e proprio "vuoto cognitivo" in cui i fatti accertati perdono peso a favore di emozioni, pregiudizi e percezioni soggettive.
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Paralisi delle risposte collettive: Il costante attrito sottotraccia polarizza l'opinione pubblica. I cittadini, non vedendo carri armati ai confini, rifiutano di cogliere la gravità del pericolo e diventano riluttanti a contribuire alla difesa comune.
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La trappola della negazione: L'arma più subdola è la smentita o la negazione del conflitto da parte di chi lo combatte, una vera e propria trappola che culla le democrazie nel falso sogno di essere al sicuro da pericoli esistenziali.
Il Precedente Storico: Il Decreto Megarese
Per dimostrare la continuità storica di queste dinamiche, Paolo Mieli richiama la ricostruzione che Gastone Breccia fa del celebre decreto megarese del 432 a.C..
Atene non attaccò frontalmente la città di Megara (alleata di Sparta) per non violare apertamente il trattato di pace, ma applicò sanzioni economiche e coercitive all'interno della propria sfera egemonica. Quella manovra "ibrida" ideata da Pericle servì a saggiare la determinazione di Sparta e minare la coesione avversaria, finendo per accelerare lo scoppio inesorabile della Guerra del Peloponneso.
Il Passaggio alla Guerra Aperta: "Il Lampo della Spada"
La tesi centrale del saggio di Gastone Breccia, evidenziata da Paolo Mieli, rilegge il pensiero del teorico militare Carl von Clausewitz: la fase ibrida non è una condizione cronica inoffensiva, ma il preludio necessario al "lampo della spada vendicatrice", ossia al passaggio alla forza militare aperta.
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Logoramento propedeutico: Nel conflitto tra Russia e Ucraina, l'offensiva convenzionale del 2022 è arrivata dopo otto anni di guerra ibrida e logoramento invisibile avviati nel 2014.
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Guerra ibrida protratta: In scenari come quello di Taiwan, la fase ibrida può essere prolungata nel tempo per alterare gli equilibri, fino a rendere la sproporzione delle forze tale da annullare ogni capacità di resistenza anche prima di un attacco aperto.
Conclusione: Il Merito di un Risveglio Necessario
L'articolo di Paolo Mieli sul Corriere della Sera merita di essere elogiato per la sua rara CHIAREZZA analitica e per il suo valore civico. Spiegando il pensiero di Gastone Breccia, Mieli offre uno strumento fondamentale per aprire gli occhi a chi vive nell'illusione che l'assenza di bombe coincida con la pace. Trattare il costante attrito ibrido come un semplice "fastidio" è l'atteggiamento irresponsabile dei sonnambuli; riconoscerlo per ciò che è rappresenta l'unica possibilità per non farsi cogliere impreparati dalla rovina.
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