La minaccia nucleare russa è improbabile, ma l’Europa deve reagire alla Guerra Ibrida: l’analisi del Colonnello Giorgio Orio Stirpe

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La minaccia nucleare russa è improbabile, ma l'Europa deve reagire alla Guerra Ibrida: l'analisi del Colonnello Giorgio Orio Stirpe

Nel panorama complesso dei conflitti contemporanei, la voce di chi possiede una solida competenza strategica e dottrinale offre una chiave di lettura indispensabile per superare la cortina di slogan e allarmismi del dibattito pubblico. In una approfondita intervista concessa a Il Quotidiano del Sud e firmata da Vittorio Ferla, il Colonnello della riserva dell’esercito Giorgio Orio Stirpe — noto anche al pubblico per i suoi preziosi contributi come ospite delle Dirette Video di Brigatafolgore — ha tracciato un bilancio lucido e articolato sullo stato del conflitto in Ucraina, sul reale peso delle minacce di Mosca e sulle ipocrisie che caratterizzano la politica estera e di difesa dei paesi europei, Italia in testa.

Lo scontro del millennio e la sproporzione dei teatri globali

In apertura, Stirpe invita a ristabilire il senso delle proporzioni nel racconto mediatico internazionale, stigmatizzando la tendenza a equiparare crisi radicalmente diverse: «Su nostri media i conflitti in Ucraina e in Iran stanno sullo stesso piano, ma in Ucraina c’è una guerra totale che ha già fatto 2 milioni di morti e ogni giorno muoiono 1500 persone. Paragonarle vuol dire perdere completamente il senso delle proporzioni. In Iran c’è una scaramuccia condotta malamente, in Ucraina si combatte la guerra del millennio».

Il contributo dell’Ucraina e la svolta nei rapporti con Washington

Un elemento cruciale evidenziato dal colonnello riguarda il mutamento di prospettiva all’interno dell’amministrazione statunitense, favorito proprio dal ruolo attivo di Kiev. Nonostante le difficoltà, l’Ucraina ha dimostrato un’elevata capacità reattiva, sostenendo la difesa aerea negli Emirati Arabi, colpendo asset navali russi nel Mar Caspio e offrendo solida solidarietà agli Stati Uniti sui media. «Gli ucraini sono gli unici che possono dare consigli su come affrontare i droni Shahed. Trump queste cose le apprezza: è cambiato l’atteggiamento verso Kiev», osserva Stirpe, collegando questo dinamismo anche al viaggio a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, chiaro segnale del ritorno in auge della fazione pro-Ucraina a Washington e della centralità inderogabile dell’articolo 5 della NATO.

La realtà della minaccia russa: tra mito nucleare e vulnerabilità strutturali

Sul piano strettamente militare, la capacità offensiva russa viene ridimensionata: Mosca non ha la forza per minacciare realmente i paesi della NATO sul piano convenzionale, né l’ipotesi di un attacco atomico trova riscontri concreti. A proposito della ricorrente retorica sul nucleare, Stirpe la definisce senza mezzi termini «una buffonata che viene fuori ogni sei mesi. La solita minaccia priva di fondamento», ricordando che sul piano militare l’uso dell’arma atomica non offrirebbe vantaggi strategici e esporrebbe le truppe russe — sprovviste di adeguata protezione NBC — a conseguenze catastrofiche, oltre a isolare definitivamente il Cremlino anche agli occhi di alleati chiave come la Cina.

Al contrario, la vera insidia risiede nella guerra ibrida: sabotaggi, droni lanciati da mercantili, cyberattacchi, manovre di destabilizzazione nei paesi baltici e campagne di disinformazione. Una zona grigia che la NATO fa fatica a contenere e che richiederebbe agenzie specializzate dedicate. Paradossalmente, la Russia si mostra estremamente vulnerabile: grazie alla capillare presenza di legami umani e a un’intelligence avanzata, l’Ucraina riesce a colpire in profondità (come nel caso del polo logistico di Wildberries), sfruttando la scarsa capacità di ricognizione satellitare e di infiltrazione di Mosca.

L’ipocrisia sulla gestione politica della difesa

Non manca un giudizio severo sulla classe dirigente italiana. Secondo Stirpe, il nostro Paese vive nella più completa ipocrisia: si inviano aiuti a Kiev — concentrandosi su dotazioni come i generatori ma tacendo sui missili — ma lo si fa «con vergogna», ostaggio di un’opinione pubblica incline all’isterismo e di una politica incapace di fare informazione trasparente. Mentre nazioni serie come la Norvegia educano storicamente i cittadini alla resilienza e alla consapevolezza dei rischi attraverso manuali e direttive pubbliche, in Italia la politica estera dei paesi non potenze finisce per essere interamente subordinata alle convenzioni e alle paure della politica interna.

Riferimenti e Fonti: Intervista a cura di Vittorio Ferla pubblicata su Il Quotidiano del Sud – L’altra voce dell’Italia (28 agosto 2026). Contributi di analisi e approfondimento tratti dalle sessioni delle Dirette Video di Brigatafolgore.

La minaccia nucleare russa è improbabile, ma l'Europa deve reagire alla Guerra Ibrida: l'analisi del Colonnello Giorgio Orio Stirpe
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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione

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