La traiettoria è chiara: in poche settimane, l’Aeronautica Militare è passata da un impegno operativo-addestrativo senza precedenti nei cieli sauditi a un’intensa agenda di relazioni istituzionali e dialogo industriale a Riyadh. La conclusione della Spears of Victory 2026 (18 gennaio–5 febbraio) e la partecipazione del Capo di Stato Maggiore al World Defense Show 2026 (9–10 febbraio) compongono infatti un unico racconto: interoperabilità, presenza strategica e costruzione di partnership in un’area di crescente centralità geopolitica. Sullo sfondo, si affaccia anche il tema più ambizioso: l’interesse saudita per il GCAP, il programma per il caccia di sesta generazione sviluppato da Regno Unito, Italia e Giappone.

La Spears of Victory 2026, definita la più importante esercitazione aerea dell’Arabia Saudita, si è svolta presso la King Abdulaziz Air Base ed è stata organizzata dall’Air Warfare Center della Royal Saudi Air Force (RSAF). L’edizione 2026 ha riunito mezzi e personale di dieci Paesi: oltre a Italia e Arabia Saudita, erano presenti Stati Uniti, Grecia, Regno Unito e Francia (tra i NATO), insieme a Giordania, Pakistan, Bahrein e Qatar, con ulteriori Paesi in qualità di osservatori (tra cui Turchia, Bangladesh, Oman, Malesia e Marocco).
Per l’Italia, l’elemento distintivo non è stato solo il livello dell’addestramento, ma il valore “storico” della partecipazione: per la prima volta le Forze Armate italiane hanno preso parte a un’esercitazione in Arabia Saudita. E c’è un altro primato che evidenzia la fiducia riposta nel contributo italiano: per la prima volta, nella storia dell’esercitazione (avviata nel 2021), un velivolo straniero con capacità Airborne Early Warning è stato invitato a svolgere funzioni di comando e controllo.
Il dispositivo rischierato ha combinato capacità di combattimento, gestione della battaglia aerea e protezione:
Gli scenari – con oltre 90 assetti coinvolti – sono cresciuti per complessità, con equipaggi immersi per circa tre settimane in un ambiente multi-dominio, mirato a integrare forze diverse e sviluppare tattiche e procedure comuni contro minacce attuali ed emergenti.
Pochi giorni dopo la chiusura dell’esercitazione, il baricentro si è spostato dal cielo alle relazioni. Il 9 e 10 febbraio 2026, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. S.A. Antonio Conserva, ha partecipato al World Defense Show 2026, una delle principali fiere internazionali su difesa, sicurezza e tecnologie militari, organizzata dalla General Authority for Military Industries (GAMI) presso il Riyadh International Convention & Exhibition Center.

La missione ha avuto una doppia natura:
1) Diplomazia militare e cooperazione operativa
A margine della cerimonia inaugurale, Conserva ha avuto un colloquio con il Commander of the Royal Saudi Air Force, Turki bin Bandar Al Saud, affrontando temi legati al contesto geopolitico mediorientale e alla cooperazione internazionale. A seguire, incontri bilaterali con i vertici di altre aeronautiche: il Commander of the Egyptian Air Force, l’AFCENT Commander e il Chief of the Air Staff della Royal Air Force, con un confronto anche sulle prospettive del GCAP e sulle ricadute in termini di interoperabilità e sviluppo capacitivo futuro.
2) Dialogo con l’industria e filiera nazionale
La visita ha incluso un incontro con l’Ambasciatore d’Italia in Arabia Saudita, S.E. Carlo Baldocci, e colloqui con realtà industriali italiane presenti al salone (tra cui AIAD, Leonardo, ELT Group, Iveco Defence Vehicles), oltre a un passaggio presso il padiglione MBDA e una visita allo stand dell’Eurofighter Typhoon.

Mettendo in fila date e contenuti, emerge un rapporto in evoluzione basato su tre livelli: presenza addestrativa, consolidamento istituzionale, dialogo industriale. L’Italia, con Eurofighter e CAEW, ha portato in Arabia Saudita assetti e competenze di alto livello e ha sperimentato un contesto di coalizione più ampio di quello tipicamente NATO. Subito dopo, a Riyadh, ha rafforzato i canali con partner e alleati e ha mantenuto un confronto diretto con l’industria della difesa.
In questo contesto, il GCAP rappresenta un orizzonte strategico: le esercitazioni multinazionali costruiscono procedure e fiducia reciproca, mentre i programmi di nuova generazione trasformano tale fiducia in architetture di cooperazione e sviluppo tecnologico di lungo periodo.

Da Spears of Victory al World Defense Show: l’Italia rafforza presenza e cooperazione aeronautica in Arabia Saudita, sullo sfondo del dossier GCAP
Fonte: https://www.aeronautica.difesa.it/home/media-e-comunicazione/notizie/
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