Questo pomeriggio, Piazza del Quirinale non è stata solo la cornice di una cerimonia, ma il palcoscenico di un evento senza precedenti. Sotto lo sguardo attento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la storia ha fatto un passo avanti con l’eleganza delle sue radici più antiche.
Nel quadro delle celebrazioni per il 165° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, lo Squadrone e la Fanfara a Cavallo dei Lancieri di Montebello (8°) hanno eseguito il cambio della Guardia solenne, il carosello e lo sfilamento. Un momento destinato a rimanere nella memoria del Paese: per la prima volta nella storia della Repubblica, un reggimento di Cavalleria dell’Esercito si è esibito a cavallo in una cerimonia ufficiale in questo contesto.

Fondato il 16 settembre 1859, il Reggimento “Lancieri di Montebello” deve il suo nome alla sanguinosa battaglia di Montebello, dove la cavalleria piemontese e l’alleato francese caricarono eroicamente contro gli austriaci. Da allora, i “Verdi Lancieri” (così chiamati per il colore delle mostrine) sono diventati custodi di un’identità che fonde l’impeto del combattente con la nobiltà del cavaliere.
La loro unicità risiede nella duplice anima:
Il solenne cambio della Guardia ha visto gli Allievi dell’Accademia Navale di Livorno cedere il servizio ai soldati del Reggimento. Questo passaggio di consegne non è solo protocollo, ma una testimonianza della continuità istituzionale e della sinergia tra le diverse anime delle Forze Armate.
Il momento clou è stato il Carosello Storico: un intreccio di figure geometriche eseguite al trotto e al galoppo, dove il suono delle sciabole e degli ottoni della Fanfara ha rotto il silenzio della piazza, trasmettendo un senso di dignità e professionalità che ha commosso i presenti.
“Custodire la memoria, onorare il presente e offrire al futuro un esempio di servizio.”

Vedere i Lancieri schierati di fronte al Colle non è stata solo una celebrazione estetica. È il riconoscimento del valore della Cavalleria come arma del sacrificio e della velocità, capace di adattarsi ai secoli senza perdere l’onore. La presenza del Capo dello Stato ha suggellato questo legame indissolubile tra l’Esercito e il cuore della nazione.
Questi momenti ricordano a ogni cittadino cosa significhi davvero servire: non è solo un dovere, ma un atto di amore verso il Tricolore, espresso con la precisione di un passo di carica e la fermezza di un saluto militare.

165 Anni di Esercito Italiano: lo storico cambio della Guardia al Quirinale dei Lancieri di Montebello






