Gardone Val Trompia – Non è solo un fucile, è un “ecosistema in evoluzione”. Con queste parole Beretta ha presentato ufficialmente il NARP (New Assault Rifle Platform), l’arma destinata a diventare la nuova d’ordinanza dell’Esercito Italiano, sostituendo gradualmente l’ARX-160.
Sviluppato in stretta collaborazione con le forze speciali italiane (tra cui il 9° Reggimento “Col Moschin” e il 185° RRAO), il NARP non è il classico prodotto nato da un bando ministeriale, ma il risultato di un processo di design “clean sheet” iniziato nel 2017.
Durante il video di presentazione con James Reeves (TFB TV), il team di ricerca e sviluppo Beretta ha ammesso con insolita franchezza che il progetto è passato attraverso tre macro-iterazioni.

Il dato più impressionante emerso dai test riguarda l’affidabilità. Il NARP ha superato i protocolli NATO AC-225, affrontando fango, sabbia e temperature da -40°C a +50°C.
“Abbiamo testato la piattaforma oltre i 30.000 colpi senza alcun inceppamento o cedimento strutturale,” ha dichiarato Riccardo, Project Manager del programma ed ex membro delle Forze Speciali.
Il fucile garantisce prestazioni costanti anche nei test “Over the Beach”: è possibile immergere l’arma in acqua (mare o lago), estrarla e sparare immediatamente senza rischi di esplosione o malfunzionamenti.
Il NARP introduce diverse soluzioni che lo distinguono dai predecessori:
Per anni Beretta ha puntato su polimeri futuristici (come nell’ARX-160). Con il NARP, l’azienda torna a un approccio più pragmatico e metallico, focalizzandosi sulla consistenza della produzione su larga scala. La sfida non era creare un singolo fucile perfetto, ma garantire che il 10.000° esemplare uscito dalla linea di montaggio avesse le stesse tolleranze e prestazioni del prototipo artigianale.
Il NARP non è un punto di arrivo, ma una piattaforma che continuerà a evolversi nei prossimi cinque anni basandosi sui feedback dal campo di battaglia. L’Italia sembra aver finalmente trovato l’erede degno di nota per le sfide del XXI secolo.






