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Thales tratta con Paesi NATO per HexaForce, il sistema C2 dotato di intelligenza artificiale

L’azienda francese ha testato la piattaforma in Polonia e la propone come livello C2 interoperabile con sistemi nazionali e preesistenti.

Thales tratta con Paesi NATO per HexaForce, il sistema C2 dotato di intelligenza artificiale
Thales tratta con Paesi NATO per HexaForce, il sistema C2 dotato di intelligenza artificiale - Immagine generata con AI
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Thales tratta con Paesi NATO per HexaForce, il sistema C2 dotato di intelligenza artificiale
Thales tratta con Paesi NATO per HexaForce, il sistema C2 dotato di intelligenza artificiale - Immagine generata con AI
Redazione Redazione 25 settembre 2026 5 min di lettura 34 Scarica PDF

Thales tratta con alcuni Paesi NATO per HexaForce, sistema C2 multidominio con AI, già testato in Polonia. La piattaforma aperta integra sistemi nazionali e dati distribuiti, accelera pianificazione e targeting fino a 1.000 missioni al giorno, ma lascia sempre all’operatore umano la decisione finale.

Thales è in una fase «piuttosto avanzata» dei colloqui con alcuni Paesi NATO per l’impiego di HexaForce, il proprio sistema di comando e controllo multidominio potenziato dall’intelligenza artificiale.

Lo ha dichiarato a Defense News Patrick Moreau, vicepresidente dell’azienda per le operazioni multidominio, in un’intervista del 24 settembre. Il dirigente non ha indicato quali Paesi siano coinvolti nelle trattative.

Thales ha annunciato la disponibilità di HexaForce dopo averlo sperimentato nel giugno scorso in Polonia durante la Coalition Warrior Interoperability Exercise (CWIX) della NATO, una delle principali esercitazioni dell’Alleanza dedicate alla verifica dell’interoperabilità tra sistemi di comando, controllo e comunicazione.

Un livello C2 interoperabile

HexaForce è stato concepito come un livello di comando e controllo multidominio capace di collegarsi ai sistemi nazionali già in servizio, dal livello strategico fino a quello tattico.

Uno degli elementi centrali della soluzione è l’architettura aperta, che consente agli utenti di integrare sistemi e applicazioni esistenti e di scegliere anche i modelli di intelligenza artificiale da utilizzare, riducendo così la dipendenza da un singolo fornitore tecnologico.

La NATO sta aumentando il ricorso all’intelligenza artificiale per elaborare quantità sempre maggiori di dati e accelerare i processi decisionali nel comando e controllo. L’Alleanza utilizza già soluzioni sviluppate dalla statunitense Palantir Technologies, mentre in Europa cresce parallelamente l’attenzione verso lo sviluppo di capacità tecnologiche autonome e verso il controllo sovrano delle infrastrutture digitali più sensibili.

Secondo Moreau, l’intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più importante nella gestione di operazioni militari su larga scala, in particolare nel passaggio da attività condotte principalmente a livello di brigata a operazioni che possono coinvolgere corpi d’armata e oltre 100.000 militari.

L’AI dovrebbe consentire di elaborare volumi di dati molto più complessi, abbreviare i cicli di pianificazione e migliorare la consapevolezza della situazione operativa.

Dai battaglioni ai corpi d’armata

HexaForce è progettato per supportare il comando e controllo a più livelli, dal battaglione fino al corpo d’armata.

Thales ha definito insieme agli utenti finali un obiettivo particolarmente ambizioso: consentire la pianificazione di fino a 1.000 missioni di targeting al giorno, un volume circa dieci volte superiore rispetto alle capacità precedenti.

Il sistema utilizza un’architettura aperta basata sugli standard NATO. I Paesi possono quindi collegare applicazioni già esistenti, per esempio per la pianificazione delle missioni, oppure integrare il modello linguistico di grandi dimensioni scelto dall’utilizzatore.

HexaForce integra inoltre agenti di intelligenza artificiale capaci di assistere gli operatori nella preparazione delle missioni e nei processi di targeting.

L’architettura è completamente distribuita e progettata per funzionare attraverso una rete a maglia. Le capacità di elaborazione possono quindi essere ripartite tra diversi centri dati e posti comando, evitando la dipendenza da un’unica infrastruttura centralizzata.

Interfacciandosi con i sistemi già in servizio, HexaForce può aggiungere capacità basate sull’intelligenza artificiale senza imporre la sostituzione dell’intera architettura C2 esistente.

Il sistema non sostituisce però i sensori o le piattaforme tattiche sul campo: opera come livello di comando e controllo e necessita quindi dei dati raccolti e trasmessi dai sistemi impiegati dalle unità operative.

La decisione resta all’operatore

Durante la CWIX, gli utenti finali hanno potuto sperimentare HexaForce e verificarne l’interoperabilità con i sistemi già utilizzati dalle forze NATO.

La piattaforma applica gli standard dell’Alleanza relativi ai quadri Data-Centric Security e Federation Mission Networking, concepiti per permettere lo scambio sicuro di dati e informazioni tra differenti nazioni e sistemi.

In presenza di minacce individuate dal comando strategico, HexaForce può elaborare e proporre diverse linee d’azione, comprese opzioni che prevedono l’impiego di assetti aerei o terrestri.

L’operatore mantiene tuttavia il controllo dell’intero processo decisionale: può valutare le alternative suggerite dal sistema, selezionare quella ritenuta più appropriata e successivamente trasmettere la missione ai livelli tattici.

«Spetta naturalmente all’operatore decidere se premere il pulsante e scegliere l’opzione migliore tra quelle proposte da HexaForce», ha spiegato Moreau. «Non c’è alcuna azione automatizzata».

Il principio rimane quindi quello del controllo umano sulle decisioni operative, con l’intelligenza artificiale utilizzata come strumento di supporto alla pianificazione e non come sistema autonomo di impiego della forza.

Oltre alle informazioni provenienti dai sistemi militari, HexaForce potrebbe integrare anche dati commerciali, come quelli relativi al tracciamento delle navi, oppure informazioni sulle minacce informatiche, contribuendo alla costruzione di un quadro operativo più completo.

Un sistema sviluppato con l’Esercito francese

HexaForce è stato sviluppato con il contributo dell’Esercito francese, ma Thales lo presenta come una soluzione destinata all’intero ambiente NATO e non come un sistema esclusivamente nazionale.

Interpellato sul confronto con piattaforme già esistenti, tra cui SitaWare di Systematic e Multi-Domain Combat Cloud di Airbus, Moreau ha sottolineato soprattutto l’interoperabilità e la capacità di HexaForce di integrarsi con infrastrutture e sistemi differenti.

Secondo il dirigente, il sistema è già pronto ed è stato messo a disposizione delle forze armate. La prima versione di HexaForce è stata sviluppata in appena nove mesi, dalla fase iniziale di progettazione fino alla consegna all’Esercito francese.

La Francia sta parallelamente sviluppando Arcadia, il proprio sistema sovrano di comando e controllo basato sull’intelligenza artificiale.

Secondo Moreau, HexaForce potrebbe costituire «un elemento fondamentale» di Arcadia, anche se la decisione finale sull’architettura del programma francese non spetta a Thales.

Il progetto si inserisce così nella più ampia corsa europea verso sistemi di comando e controllo capaci di integrare intelligenza artificiale, interoperabilità NATO e sovranità tecnologica, mantenendo allo stesso tempo la decisione finale nelle mani dell’operatore umano.

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