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DataCenter nel sottosuolo sardo: le miniere dell’Iglesiente e del Sulcis diventano la nuova frontiera

In Sardegna le miniere di Nuraxi Figus, nel Sulcis, e dell’Iglesiente sono al centro di progetti per data center ipogei. Digital Vault Sulcis e Digital Metalla puntano su temperature stabili, fonti rinnovabili e raffreddamento con acque di risalita. Restano necessari impianti di ventilazione, controlli strutturali e piani di sicurezza.

DataCenter nel sottosuolo sardo: le miniere dell’Iglesiente e del Sulcis diventano la nuova frontiera
DataCenter nel sottosuolo sardo: le miniere dell’Iglesiente e del Sulcis diventano la nuova frontiera - © https://www.lefdalmine.com/
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Redazione Redazione 4 min di lettura 25 Scarica PDF

In Sardegna le miniere di Nuraxi Figus, nel Sulcis, e dell’Iglesiente sono al centro di progetti per data center ipogei. Digital Vault Sulcis e Digital Metalla puntano su temperature stabili, fonti rinnovabili e raffreddamento con acque di risalita. Restano necessari impianti di ventilazione, controlli strutturali e piani di sicurezza.

Mentre la transizione digitale impone una corsa senza precedenti all'infrastrutturazione di server e piattaforme di calcolo avanzato per l'intelligenza artificiale, la Sardegna riscopre il valore strategico del suo patrimonio ipogeo. Non più giacimenti di carbone o di piombo e zinco da estrarre, bensì cavità protette e raffreddate dalla natura, pronte a trasformarsi nei nuovi "caveau digitali" d'Europa.

L'interesse crescente per il riuso delle miniere dismesse o in sonno risponde a una necessità fisica ineludibile dei moderni data center: il contenimento delle temperature e l'efficienza energetica. Se il primo apripista nazionale è stato il Trentino — con il progetto Intacture a Predaia, ricavato in una miniera di dolomia a cento metri di profondità —, è la Sardegna a candidarsi come polo strategico di riferimento per l'intero bacino mediterraneo.

Nuraxi Figus e il "Digital Vault Sulcis": dati ed energia pulita dove c'era il carbone

Nel cuore del Sulcis, la storica miniera di carbone di Nuraxi Figus sta vivendo una profonda riconversione industriale. Qui è in fase avanzata di sviluppo il progetto per la realizzazione dell'Ai Data Center "Digital Vault Sulcis".

Promossa in sinergia con la Regione Sardegna e l'Assessorato regionale dell'Industria, l'iniziativa punta a coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e rilancio occupazionale. Il cuore del progetto prevede un impianto ipogeo ad altissima efficienza integrato con le soluzioni di accumulo energetico di Energy Vault. Alimentata interamente da fonti rinnovabili, la struttura mira a garantire un funzionamento completamente carbon free, trasformando una ferita mineraria in un hub per il supercalcolo sostenibile.

L'Iglesiente e il progetto "Digital Metalla": raffreddamento naturale e blindatura di roccia

Poco distante, nell'Iglesiente, la società Dauvea ha tracciato una rotta analoga con il progetto Digital Metalla, focalizzato su una storica miniera di piombo e zinco.

L'installazione dei server nelle gallerie minerarie sfrutta le caratteristiche uniche della roccia (ricca di galena e blenda), la quale garantisce una schermatura fisica, una temperatura ambiente idonea e costante, e sfrutta l'utilizzo delle acque di risalita per il raffreddamento dei circuiti. Una vera e propria "fortezza digitale" schermata dalla natura contro le escursioni termiche ed eventuali minacce esterne.

La dimensione militare: data server ipogei per la Difesa, l'IA e le comunicazioni spaziali

La collocazione ipogea di queste infrastrutture assume un rilievo ancora più cruciale per la sicurezza nazionale e la Difesa. L'evoluzione dei moderni scenari operativi richiede una capacità ininterrotta di elaborazione dati per alimentare le decisioni AI-driven e governare le operazioni multi-dominio.

I server dedicati alla Difesa necessitano di resilienza estrema contro attacchi cinetici, impulsi elettromagnetici (EMP) e minacce cyber. In questo contesto, l'ambiente sotterraneo delle miniere fornisce una protezione naturale impenetrabile, ideale per ospitare i nodi di calcolo critici collegati alle architetture satellitari e spaziali. La Sardegna potrebbe così offrire la sede ideale per Data Server militari in grado di elaborare in tempo reale i flussi di intelligence proiettati dallo spazio, garantendo alle Forze Armate una superiorità informativa protetta e costante.

I vantaggi tecnici e le sfide ingegneristiche

La riconversione delle gallerie carrabili offre vantaggi logistici ed ecologici evidenti:
  • Zero consumo di suolo ulteriore: riutilizzo di volumetricità ed infrastrutture sotterranee già esistenti.
  • Inerzia termica: la roccia circostante garantisce ambienti con temperature stabili, abbattendo la domanda di base per la climatizzazione.
  • Sicurezza fisica e schermatura: la massa rocciosa offre una protezione naturale superiore rispetto ai fabbricati di superficie.
Tuttavia, come evidenziato dal geologo minerario Fabio Granitzio, la collocazione ipogea richiede valutazioni rigorose. La roccia non smaltisce da sola il calore massivo generato dai cluster di supercalcolo per l'IA: servono comunque impianti di ventilazione ed estrazione dedicati. Inoltre, occorre monitorare costantemente la stabilità strutturale dei fornici, la gestione delle acque e i piani di evacuazione e antincendio.

Il contesto internazionale: dalla Pennsylvania alla Norvegia

La strada intrapresa dall'isola si inserisce in un trend globale consolidato:
  • Iron Mountain (Pennsylvania, USA): data center a 67 metri di profondità in un'ex miniera di calcare, dotato di raffreddamento geotermico collegato ad acquiferi sotterranei.
  • Lefdal Mine Datacenter (Norvegia): campus digitale in un'ex miniera di olivina, che sfrutta l'acqua fredda dei fiordi adiacenti per lo scambio termico.
La Sardegna possiede tutte le carte in regola — patrimonio minerario, accessibilità e risorse energetiche rinnovabili — per guidare questa transizione, dimostrando come la memoria industriale del territorio possa diventare l'infrastruttura critica del futuro digitale e strategico.

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