Il dibattito medico sui piani di screening obbligatorio per le truppe statunitensi voluti dal Pentagono e il parere della comunità scientifica.
Il recente piano annunciato dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth per introdurre test di screening del testosterone obbligatori per tutti i militari statunitensi di età pari o superiore a 30 anni ha riacceso un vivace dibattito nella comunità medica internazionale. L’iniziativa mira a individuare eventuali carenze dell’ormone maschile e offrire terapie sostitutive, ma la stragrande maggioranza degli esperti e delle associazioni urologiche solleva forti perplessità sull’utilità clinica di uno screening di massa su individui sani.
Il testosterone è il principale ormone sessuale maschile, sebbene sia presente anche nelle donne a concentrazioni inferiori. La distribuzione normale dei livelli di testosterone nel sangue è estremamente ampia: spazia da un minimo di 264 nanogrammi per decilitro fino a 914 ng/dL, secondo il Dr. Shalender Bhasin, professore di medicina alla Harvard Medical School, che studia la materia da oltre quarant’anni. L’ormone viene rilasciato in raffiche, oscillando tra il 90% e il 120% ogni 1–2 ore.
I livelli possono variare fino al 15%–20% nel corso di una singola giornata: il picco massimo si registra solitamente al mattino, tra le 7:00 e le 10:00. Inoltre, i valori possono risultare falsamente bassi a causa di malattie acute, traumi o stress cronico da privazione del sonno.
Contrariamente a quanto molti credono, i livelli di testosterone tendono a raggiungere il picco tra i 20 e i 30 anni, per poi diminuire di circa l’1% all’anno negli uomini sani e magri. Tuttavia, la maggior parte del calo fisiologico è legata all’aumento di peso e all’obesità, come sottolinea il Dr. Brad Anawalt, endocrinologo dell’Università di Washington.
Condizioni croniche come il diabete di tipo 2, l’uso di farmaci (oppioidi, steroidi anabolizzanti, glucocorticoidi e chemioterapici), disturbi genetici e lo stress psicofisiologico cronico possono deprimere ulteriormente i livelli ormonali.
Secondo il Dr. Helen Bernie dell’Indiana University e la American Urological Association (AUA), uno screening generalizzato sugli adulti sani produrrebbe un numero elevatissimo di falsi positivi. Molti uomini con livelli apparentemente bassi non presentano alcun sintomo clinico, e la sola misurazione numerica può generare ansia immotivata o condurre a terapie non necessarie.
La terapia sostitutiva viene regolarmente somministrata tramite gel transdermico, iniezioni settimanali o mensili, pillole o pellet impiantati. Sebbene sia fondamentale per trattare condizioni patologiche gravi (come l’ipogonadismo congenito o l’insufficienza testicolare), il suo utilizzo cosmetico o preventivo comporta rischi significativi:
Le linee guida della The Endocrine Society e dell’AUA raccomandano di eseguire i test sul testosterone esclusivamente in presenza di sintomi clinici evidenti (come calo della libido, disfunzione erettile, perdita di massa muscolare o densità ossea ridotta) piuttosto che come esame di routine preventivo su individui asintomatici.

Testosterone: Chi ne ha bisogno e chi no?
Fonte: Testosterone Testing: Who Needs It and Who Doesn’t - WSJ https://www.wsj.com/health/wellness/testosterone-testing-who-needs-it-and-who-doesnt-dc1875aa
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