Il Summit Internazionale sullo Spazio di Parigi ha segnato una svolta epocale per il Vecchio Continente. Sotto la forte spinta del presidente francese Emmanuel Macron, i Paesi europei hanno deciso di serrare i ranghi per costruire un’autonomia strategica e militare nello spazio, riducendo la pericolosa dipendenza da attori esterni come gli Stati Uniti e la costellazione Starlink di Elon Musk.
I lavori si sono aperti con l’affondo del presidente finlandese Alexander Stubb, che ha rivolto un appello pubblico a Elon Musk affinché consenta all’Ucraina di utilizzare Starlink per difendersi dai micidiali attacchi missilistici russi. L’assenza di Musk e il basso profilo diplomatico scelto dalla Casa Bianca — che ha inviato soltanto una delegazione guidata da un ex membro del Consiglio di sicurezza nazionale — hanno reso plastiche le crescenti tensioni transatlantiche.
A fronte del disimpegno americano, il vertice ha registrato una partecipazione planetaria con oltre 90 capi di Stato, ministri e delegazioni da tutto il mondo. Dal palco di Parigi, Emmanuel Macron ha tuonato contro gli squilibri finanziari globali:
«Quale grande potenza oggi riserva i propri fondi pubblici ad altri che non a se stessa? Quali aziende europee hanno potuto beneficiare di un mercato pubblico e di finanziamenti pubblici americani o cinesi? […] Saremmo davvero gli unici a mettere sul piatto i soldi dei nostri contribuenti per finanziare progetti che non rispondono prima di tutto alle esigenze dei nostri operatori?»

Se la politica ha dettato la linea, l’industria ha risposto con i fatti. Nella sola prima giornata del summit sono stati siglati 51 contratti e accordi per un valore complessivo di circa 20 miliardi di euro. Il cuore di questa maxi-manovra spaziale poggia su pilastri ben definiti:

Parigi ha ospitato anche il primo Forum europeo del spatial de défense, un vertice che ha riunito 130 alti comandanti militari e responsabili politici di oltre 30 Paesi. L’obiettivo è tracciare una dottrina di sicurezza rigorosamente autonoma — incentrata su un approccio difensivo e su decisioni operative indipendenti rispetto alla leadership di Washington — contrapponendosi alla spinta statunitense per un’integrazione stretta nei ranghi dei “Five Eyes” e puntando invece su un modello di pura interoperabilità (iniziativa CSpo).
L’Europa ha deciso di voltare pagina: lo spazio non è più soltanto un terreno commerciale, ma il nuovo e imprescindibile baluardo della sovranità e della difesa continentale.

Summit Internazionale dello Spazio, Parigi chiama gli Alleati: 20 Miliardi per l'autonomia strategica spaziale






