L’Italia si dice pronta a sostenere un’eventuale iniziativa internazionale per garantire la sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per gli equilibri energetici, logistici e commerciali globali. La disponibilità è stata annunciata insieme a Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone, mentre cresce la preoccupazione per il deterioramento della situazione nel Golfo Persico. La scelta arriva pochi giorni dopo il mancato via libera europeo all’estensione della missione Aspides nell’area, ma secondo quanto chiarito dalle autorità italiane non si tratta di un’iniziativa di carattere offensivo. L’obiettivo dichiarato resta infatti la tutela della libertà di navigazione attraverso una cornice multilaterale e condivisa.

Nella nota diffusa da Downing Street, i sei Paesi firmatari hanno espresso la disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto, condannando le minacce e gli attacchi attribuiti all’Iran. Il comunicato richiama la necessità di fermare mine, attacchi con droni e missili, oltre a ogni altra azione capace di compromettere il traffico commerciale. Da parte italiana, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito il testo un documento “politico, non militare”, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha escluso qualsiasi ipotesi di missione di guerra. Roma ribadisce dunque una linea di forte prudenza: nessun ingresso operativo a Hormuz senza una tregua, senza una chiara legittimazione internazionale e senza un’iniziativa più ampia sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Sul fronte opposto, la reazione di Teheran è stata immediata e dura. Il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi ha avvertito che qualsiasi partecipazione a un’azione militare promossa da Stati Uniti e Israele verrebbe considerata una forma di complicità nell’aggressione. Secondo l’Iran, l’attuale crisi nello Stretto sarebbe infatti il risultato diretto del conflitto in corso nella regione. Intanto il presidente francese Emmanuel Macron ha definito “sconsiderata” l’escalation nel Golfo, auspicando una pausa nelle ostilità per favorire il negoziato. Anche il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha richiamato la necessità di riaprire il traffico marittimo in uno dei principali choke point del commercio mondiale. In questo contesto, la posizione italiana appare chiara: contribuire alla stabilizzazione della regione e alla protezione del traffico marittimo, ma esclusivamente all’interno di una cornice giuridica, multilaterale e orientata alla de-escalation.

Stretto di Hormuz, l’Italia pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione






