Le forze armate polacche hanno avviato l’addestramento del personale sul sistema di difesa anti-drone AS-3 Merops. Lo ha annunciato lo Stato Maggiore polacco, spiegando che il programma prevede una preparazione articolata tra teoria, simulazioni operative e attività pratiche, con l’obiettivo di portare gradualmente gli operatori alla piena prontezza.
La decisione si inserisce in un contesto militare in rapida evoluzione. La crescente diffusione di droni d’attacco a basso costo sta infatti costringendo molti Paesi a rivedere le proprie difese aeree. Negli ultimi anni, l’impiego di piattaforme come gli iraniani Shahed-136 ha dimostrato come sistemi relativamente semplici ed economici possano comunque creare problemi seri, soprattutto quando vengono lanciati in gran numero.
Il nodo è soprattutto economico. Per abbattere droni dal costo contenuto, spesso si finisce per utilizzare missili antiaerei molto più costosi, con un rapporto spesa-risultato sempre meno sostenibile. Anche la Polonia si è trovata di fronte a questo scenario: nel settembre 2025, quando droni russi sono entrati nel suo spazio aereo, sono stati impiegati missili AIM-120 AMRAAM, che possono avere un costo unitario compreso tra uno e due milioni di dollari, a seconda della versione e del contratto.

Per rispondere a questa minaccia con una soluzione più flessibile e meno onerosa, Varsavia ha puntato sul sistema Merops, sviluppato dall’azienda californiana Project Eagle. Secondo quanto comunicato, il sistema sarebbe già stato impiegato con successo anche in Ucraina.
Il Merops è composto da una stazione di controllo a terra, da un lanciatore e da un drone intercettore chiamato Surveyor-Interceptor-UAS. Quest’ultimo è progettato per individuare, inseguire e neutralizzare i droni ostili attraverso una piccola carica esplosiva. L’intercettore può raggiungere una velocità massima di circa 280 km/h e può operare sia in modalità autonoma sia sotto controllo remoto.
Uno degli elementi più importanti del sistema riguarda la capacità di scoperta e ingaggio del bersaglio. Il rilevamento e la fase finale dell’intercettazione avvengono attraverso sensori ottici e infrarossi, supportati da sistemi di analisi delle immagini basati sull’intelligenza artificiale. Questo dovrebbe permettere al Merops di operare con efficacia anche in ambienti disturbati da contromisure elettroniche o da interferenze GPS, una condizione sempre più frequente nei moderni teatri operativi.
La Polonia, che ha acquisito il sistema nel corso del 2025, lo ha integrato nelle proprie unità antiaeree su veicoli fuoristrada. Ogni mezzo ospita la stazione di terra, il lanciatore del drone intercettore e un radar per la scoperta dei bersagli, dando vita a una soluzione mobile, rapida da schierare e adatta alla protezione di unità e infrastrutture.

Secondo le forze armate polacche, l’addestramento sull’AS-3 Merops è stato organizzato in più fasi, in modo da accompagnare gli operatori dalla formazione iniziale fino all’impiego operativo completo. L’obiettivo è costruire una capacità concreta contro una minaccia che, negli ultimi anni, ha assunto un peso sempre maggiore nei conflitti contemporanei.
La prossima tappa sarà la certificazione delle unità con munizionamento reale, prevista tra maggio e giugno 2026 presso il poligono dell’aeronautica polacca di Ustka. Le esercitazioni serviranno a verificare la preparazione del personale in condizioni vicine a quelle reali e a testare sul campo le procedure d’impiego del sistema.
Varsavia ha inoltre sottolineato che il programma di addestramento è stato sviluppato partendo dalle lezioni apprese nei conflitti più recenti, con particolare attenzione all’esperienza maturata in Ucraina e in Medio Oriente. Nella messa in servizio del Merops sono stati presi in considerazione sia i dati tecnici forniti dal produttore, sia le osservazioni raccolte sul campo e i riscontri di operatori con esperienza diretta.
L’avvio dell’addestramento sul sistema AS-3 Merops conferma quindi la volontà della Polonia di rafforzare le proprie capacità di contrasto ai droni con strumenti più mobili, specifici e sostenibili rispetto ai tradizionali sistemi missilistici. In uno scenario in cui i velivoli senza pilota a basso costo hanno assunto un ruolo sempre più centrale, dotarsi di soluzioni dedicate è ormai una necessità operativa.






