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Operazione Vivaldi: la controffensiva ucraina spiazza i piani del Cremlino nel Donbass

L'Operazione Vivaldi segna una svolta strategica nel Donbass: il Terzo Corpo d'Armata ucraino, guidato dal Gen. Biletskyi, contrattacca spiazzando Mosca. Due fasi offensive liberano 120 chilometri quadrati, conquistan Shandryholove e penetrano nel Lugansk. Droni e robot autonomi neutralizzano i russi, causando tremila perdite. Il fronte settentrionale si blocca: Cremlino costretto a ripensare i p…

Operazione Vivaldi: la controffensiva ucraina spiazza i piani del Cremlino nel Donbass
Operazione Vivaldi: la controffensiva ucraina spiazza i piani del Cremlino nel Donbass
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Operazione Vivaldi: la controffensiva ucraina spiazza i piani del Cremlino nel Donbass
Operazione Vivaldi: la controffensiva ucraina spiazza i piani del Cremlino nel Donbass
Condoralex Condoralex 22 settembre 2026 3 min di lettura 16 Scarica PDF

L'Operazione Vivaldi segna una svolta strategica nel Donbass: il Terzo Corpo d'Armata ucraino, guidato dal Gen. Biletskyi, contrattacca spiazzando Mosca. Due fasi offensive liberano 120 chilometri quadrati, conquistan Shandryholove e penetrano nel Lugansk. Droni e robot autonomi neutralizzano i russi, causando tremila perdite. Il fronte settentrionale si blocca: Cremlino costretto a ripensare i p…

La "seconda stagione" dell'offensiva guidata dal Terzo Corpo d'Armata e dal Gen. Andrii Biletskyi segna una svolta strategica a nord del Donetsk, bloccando la morsa russa e portando i soldati di Kiev nuovamente nel Lugansk.

A sorpresa, le forze armate ucraine hanno impresso una svolta significativa agli equilibri del fronte orientale. L'offensiva battezzata "Operazione Vivaldi" — dal nome del compositore veneziano le cui note accompagnano i bollettini dei reparti — sta ridefinendo la geografia del conflitto nel nord della regione di Donetsk.

Guidata dal Terzo Corpo d'Armata (erede e sviluppo delle unità operative legate al battaglione Azov) sotto il comando del Brigadier-Generale Andrii Biletskyi, l'iniziativa militare ha inferto un duro colpo alla logistica e ai piani strategici di Mosca, che mirava al controllo totale del Donbass entro la fine del 2026.

Le due fasi dell'offensiva e i territori liberati

L'operazione si articola in due momenti distinti:
  • La prima fase (invernale-primaverile, condotta nel massimo riserbo): Ha permesso di ripulire dai gruppi di infiltrazione russa e riconquistare un'area di 75 chilometri quadrati, neutralizzando tattiche nemiche basate su piccoli nuclei mimetizzati nella gray zone.
  • La "seconda stagione": Ha portato a un'ulteriore avanzata di circa 45 chilometri quadrati, concentrati su obiettivi di altissimo valore strategico.
Tra i successi più rilevanti spicca la presa di Shandryholove, un villaggio fortificato situato tra due laghi che funge da nodo stradale cruciale verso le roccaforti ucraine di Sloviansk e Kramatorsk. Con questa manovra, i reparti di Kiev hanno spazzato via mesi di guadagni territoriali russi e registrato un ritorno simbolico e operativo di alcuni chilometri anche nella vicina regione del Lugansk.
WEW

Innovazione tattica: droni, robot terrestri e la neutralizzazione della "Rubicon"

Dal punto di vista dottrinale e militare, l'Operazione Vivaldi viene già studiata per il coordinamento avanzato tra fanteria, artiglieria, missili, guerra elettronica e una gestione sofisticata dei cieli.

Un fattore determinante è stato il successo nel contrastare e neutralizzare la Rubicon, l'unità di dronisti russi considerata il fiore all'occhiello di Mosca nell'area. Accecando le capacità di ricognizione avversaria, le forze ucraine hanno potuto muovere mezzi corazzati e reparti senza essere intercettati. A ciò si è aggiunto l'impiego pionieristico di esacotteri e robot terrestri autonomi dotati di cariche esplosive, impiegati nelle retrovie per seminare il caos, bloccare i rinforzi e sostituire in parte i compiti dei paracadutisti.

Le conseguenze strategiche e le perdite

Secondo i dati diffusi dai comandi ucraini e confermati in parte da osservatori indipendenti e blogger vicini agli ambienti del Cremlino, l'offensiva ha provocato l'accerchiamento di diverse unità nemiche e pesanti perdite per le forze russe, stimate in circa tremila uomini (tra caduti, feriti e prigionieri) nella sola seconda fase.

Il fronte nord della morsa sul Donetsk appare ora bloccato: per Mosca la riorganizzazione richiederà mesi, costringendo i vertici russi a valutare lo spostamento di riserve verso sud nell'area di Dobropillja. Tuttavia, la pressione costante e i successi tattici di Kiev dimostrano che la resilienza difensiva ucraina si è evoluta in una capacità di contrattacco in grado di rimettere in discussione l'intera strategia del Cremlino nel settore orientale.

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