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L'Esercito francese trasforma i carristi in piloti di droni FPV

Nel 2026 l’Esercito francese ha trasformato nel 1° Reggimento di Fanteria di Marina uno squadrone di cavalleria in unità sperimentale di droni FPV. Dopo le esercitazioni NATO in Estonia, Parigi punta a creare 15 squadroni entro l’estate 2027. I test indicano però vulnerabilità a disturbi elettronici e maltempo, oltre al fabbisogno di soldati e rifornimenti.

L'Esercito francese trasforma i carristi in piloti di droni FPV
L'Esercito francese trasforma i carristi in piloti di droni FPV - © https://www.defense.gouv.fr/terre
L'Esercito francese trasforma i carristi in piloti di droni FPV
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L'Esercito francese trasforma i carristi in piloti di droni FPV
L'Esercito francese trasforma i carristi in piloti di droni FPV - © https://www.defense.gouv.fr/terre
Redazione Redazione 3 min di lettura 13 Scarica PDF

Nel 2026 l’Esercito francese ha trasformato nel 1° Reggimento di Fanteria di Marina uno squadrone di cavalleria in unità sperimentale di droni FPV. Dopo le esercitazioni NATO in Estonia, Parigi punta a creare 15 squadroni entro l’estate 2027. I test indicano però vulnerabilità a disturbi elettronici e maltempo, oltre al fabbisogno di soldati e rifornimenti.

Nel corso del 2026, l’Esercito francese ha dato il via a una profonda riorganizzazione delle sue unità di cavalleria.  Ispirato dalle lezioni apprese sul campo nel conflitto in Ucraina, il 1° Reggimento di Fanteria di Marina ha riconvertito uno dei suoi tre squadroni di cavalleria leggera in una formazione sperimentale all-drone: il primo squadrone di droni da caccia.

I risultati ottenuti nelle esercitazioni sono stati talmente netti da convincere i vertici militari a scalare il progetto su scala nazionale, fissando l'obiettivo di creare circa 15 squadroni dedicati ai droni da combattimento entro l'estate del 2027. La spinta si riflette anche nella proiezione internazionale, con il primo schieramento di un'unità in Romania nell'ambito della Missione Aigle e ulteriori esercitazioni in Polonia, applicando i classici principi della cavalleria leggera — ricognizione, velocità, aggiramento e distruzione — attraverso l'impiego di velivoli remoti leggeri e furtivi.

L'Impatto sul Campo e le Vulnerabilità NATO

L'efficacia della nuova dottrina è stata provata durante l'esercitazione NATO in Estonia, dove una squadra di appena 10 piloti francesi, pari al 5% della forza attiva del proprio gruppo tattico, ha affrontato un'unità americana dotata di cingolati M2A4 Bradley, arrivando a causare il 20% delle perdite totali inflitte al nemico in un solo giorno. Nelle successive manovre nazionali, i piloti FPV hanno virtualmente distrutto quattro posti di comando reggimentali, convogli logistici e batterie anti-drone.

Tuttavia, le simulazioni in terreni realistici hanno evidenziato che i droni non risolvono ogni problema e presentano forti vulnerabilità. In primo luogo, la guerra elettronica e il disturbo delle frequenze possono neutralizzare interi sciami, consentendo alle forze corazzate nemiche di avanzare. In secondo luogo, emerge la necessità costante della massa umana: se mancano soldati appiedati con armi convenzionali come fucili, mortai e missili anticarro, il nemico può rompere le linee nei momenti in cui i droni non possono volare per via del maltempo o delle interferenze. Infine, durante gli addestramenti al centro CENTAC, le truppe si sono adeguate adottando strategie di camouflage visivo e termico — tra cui l'uso di ombrelli mimetici per spezzare le sagome dall'alto — e inserendo fucili a pompa calibro 12 per la difesa ravvicinata dagli FPV.

La Logistica e il Futuro Industriale ("Queen and Workers")

L'introduzione dei droni altera radicalmente anche la gestione logistica di uno squadrone di cavalleria. Un'unità di 120 elementi con 100 piloti richiede meno munizioni pesanti tradizionali, ma necessita di una costante catena di rifornimento di batterie, generatori da campo e centinaia di telai, considerando che un singolo pilota può consumare tra 10 e 20 droni suicidi durante una sola giornata di combattimento intenso.

Per spingere oltre le capacità operative, il reggimento sta collaborando con diverse aziende della difesa su tecnologie di nuova generazione, tra cui il concetto "Regina e Operaie". In questo sistema, da canestri di lancio montati sul retro di un blindato partono più velivoli: un drone madre individua in autonomia i bersagli tramite intelligenza artificiale e guida i droni suicidi all'impatto. Grazie a queste soluzioni, la guida autonoma terminale punta ad aumentare l'accuratezza dei droni dal 10-30% attuale fino all'80-90%, estendendo il raggio operativo a 10 chilometri per gli attacchi e 20 chilometri per la ricognizione.

Come sottolineato dai comandi francesi, i droni non renderanno obsoleti i carri armati tradizionali, ma ridefiniscono il combattimento ad armi combinate, dove l'obiettivo primario diventa dominare il ritmo della battaglia per privare il nemico del tempo necessario a decidere e reagire.

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