Se pensiamo alle forze speciali moderne e alle loro missioni ad alto rischio dietro le linee nemico, il pensiero corre inevitabilmente al SAS (Special Air Service) britannico. Ma chi ha tracciato la strada per primo, letteralmente? La risposta ha un nome e un cognome: Mike Sadler.
Scomparso nel gennaio del 2024 all’età di 103 anni, Sadler è stato l’ultimo superstite in assoluto tra i membri fondatori (gli “Originals”) del SAS e una figura chiave della Seconda guerra mondiale.
Nato in Inghilterra nel 1920 e trasferitosi da giovane in Rhodesia (l’odierno Zimbabwe) per lavorare, con lo scoppio del conflitto Sadler si arruolò nell’esercito britannico, combattendo sul fronte nordafricano.
La svolta della sua vita avvenne quando entrò in contatto con il Long Range Desert Group (LRDG), un’unità specializzata nell’esplorazione e nella ricognizione a lungo raggio nel profondo deserto.Fu lì che Sadler scoprì di possedere un talento straordinario e quasi mistico: l’arte della navigazione astronomica e desertica.
In un’epoca in cui i navigatori satellitari non esistevano e le mappe del Sahara erano spesso prive di dettagli (se non di qualche linea di longitudine e latitudine), Sadler sapeva guidare convogli di decine di veicoli per centinaia di miglia nel bel mezzo del nulla.
Il suo “equipaggiamento” consisteva in:
Grazie a queste doti, divenne rapidamente il navigatore di fiducia di David Stirling, il leggendario fondatore del SAS.
Come membro chiave del SAS, Sadler prese parte ad alcune delle operazioni di sabotaggio più audaci della campagna del Nord Africa contro le forze dell’Asse di Rommel:
Con la fine della campagna nordafricana, l’impegno di Mike Sadler non si fermò. Continuò a combattere con il SAS anche sul fronte italiano e successivamente in Francia (partecipando alle operazioni dietro le linee dopo lo sbarco in Normandia), concludendo la guerra con il grado di maggiore e ricevendo importanti onorificenze, tra cui la Military Cross e la Military Medal.
Dopo il conflitto, il suo spirito di esplorazione lo portò a lavorare in Antartide e, successivamente, a servire nei ranghi dell’intelligence britannica.
Fino alla sua scomparsa, avvenuta nel gennaio 2024 all’età di 103 anni, Mike Sadler è stato custodito nella memoria collettiva come l’ultimo testimone di un’era irripetibile di eroismo, in cui la sopravvivenza dipendeva dal coraggio e dalla capacità di leggere le stelle.







