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Stati Uniti

Marines dentro la kill web: combattere subito, ovunque, con poco

L’esercitazione Steel Knight ha mostrato che in conflitti moderni serve operare subito con forze distribuite e connesse, senza basi sicure né tempi lunghi. La sopravvivenza, sostenibilità e durata (S²D) sono cruciali, poiché la logistica sarà disturbata. Serve spostarsi rapidamente tra nodi, gestire la logistica con mezzi come CH-53K e C-130, e migliorare comando, comunicazioni e interoperabilità

Marines dentro la kill web: combattere subito, ovunque, con poco - brigatafolgore.net
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L’esercitazione Steel Knight ha mostrato che in conflitti moderni serve operare subito con forze distribuite e connesse, senza basi sicure né tempi lunghi. La sopravvivenza, sostenibilità e durata (S²D) sono cruciali, poiché la logistica sarà disturbata. Serve spostarsi rapidamente tra nodi, gestire la logistica con mezzi come CH-53K e C-130, e migliorare comando, comunicazioni e interoperabilità

A dicembre 2025 si è seguita l’esercitazione Steel Knight 25 come un vero laboratorio per capire se forze disperse, operazioni rapide e una rete di sensori e armi collegati (kill web) funzionino in condizioni realistiche. Si è visto che non si può più contare su basi sicure e tempi lunghi per “radunare la forza”: in uno scontro moderno si possono colpire subito comunicazioni e rifornimenti, quindi si deve saper operare fin dall’inizio con unità distribuite e connesse.

Entrare e restare: Sopravvivenza, rifornimenti, tempo (S²D)

Per inserire una forza in un’area contestata si devono porre tre domande: quanto si riesce a sopravvivere, quanto si riesce a sostenere, per quanto tempo si riesce a durare. Questo schema (S²D: Survivability, Sustainability, Duration) conta perché si deve partire dal presupposto che la logistica verrà disturbata e che i rifornimenti non saranno garantiti.

Si è discusso anche del modello hub–spoke–node: si devono definire meglio cosa può offrire un hub e cosa no, quanto debba essere fisso, e cosa debba fare un node. Si è rafforzata un’idea molto pratica: ai node si deve assegnare una “scadenza”. Se si resta troppo nello stesso punto, soprattutto dopo fuoco o trasmissioni, si viene individuati e colpiti. Quindi si deve operare per finestre brevi (ore o pochi giorni) e poi spostarsi, mentre si prepara già il node successivo.

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Il nodo più difficile: logistica

Si è confermato che rifornire forze disperse è il problema più duro. Non si sono trovate “soluzioni miracolose”: si sono individuati solo modi per ridurre e gestire il rischio. Si è sottolineato il valore di piattaforme come il CH-53K per muovere carichi pesanti, e si è notato il potenziale di sistemi autonomi marittimi per sostenere nodi lontani.

Si è visto anche che il supporto dei C-130 dell’Air Force è stato decisivo: senza di esso l’esercitazione sarebbe risultata molto più limitata. Questo ha evidenziato un limite: non si dispongono ancora di numeri sufficienti di alcune piattaforme (KC-130J, MV-22, CH-53K, F-35) per applicare il modello distribuito senza forte supporto joint. In sintesi, si è ribadito che “non si fa con la magia”: si devono avere mezzi, numeri e piani realistici.

Marines dentro la kill web: combattere subito, ovunque, con poco

Comando, comunicazioni e adattamento: come si rende davvero efficace la kill web

Si è osservato che le operazioni distribuite richiedono più delega. Oggi si possono dare a piccoli team capacità di osservazione e ingaggio molto avanzate, ma se non si chiariscono compiti e autorità, il vantaggio si riduce. Inoltre, in ambiente elettromagnetico contestato si deve considerare che anche trasmissioni brevi possono esporre al fuoco avversario: si deve quindi puntare su ordini basati sull’intento, su iniziativa locale e su un equilibrio migliore tra controllo centrale e decisioni sul terreno.

Si è indicata l’interoperabilità digitale come svolta principale: si deve far circolare informazione tra piattaforme e unità, sfruttando asset come l’F-35 anche come sensore e nodo dati, non solo come “aereo d’attacco”. Si è ripetuto un principio semplice: ridondanza = sopravvivenza. Si devono avere più vie di comunicazione (satellitare, reti commerciali, cellulare, fibra, ecc.) perché si deve prevedere che la rete venga disturbata.

Infine, si è richiamata la lezione dell’Ucraina: si deve adattarsi più in fretta dell’avversario. Si deve essere pronti a cambiare tattiche e combinare strumenti diversi quando la realtà sul campo lo impone. In chiusura, si è identificato che si deve lavorare soprattutto su tre priorità: comando e controllo più adatto alla velocità delle operazioni, logistica più robusta, e guida strategica più chiara su cosa debbano fare i node, per quanto, e per quale obiettivo di campagna.

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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore dei siti web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione, esperto di cybersecurity, specialista in data analysis, process management e intelligenza artificiale. Socio Ordinario A.N.P.D'I. Sezione di Siena.

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