La situazione strategica legata al conflitto in corso con l’Iran ha imposto pesanti vincoli alle forze armate statunitensi. Secondo quanto rivelato dal Washington Post, il generale Alexus Grynkewich —Comandante delle Forze Statunitensi in Europa (Eucom) e Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) della NATO — ha inviato una notifica scritta ai vertici del Pentagono per lanciare un allarme urgente: la disponibilità di forze navali non è più sufficiente per continuare a proteggere Israele dai missili balistici in arrivo.
Senza l’assegnazione di un ulteriore cacciatorpediniere della Marina, il generale sarà costretto a una scelta drastica evidenziata dal quotidiano statunitense: dare la priorità alla difesa del territorio nazionale (homeland) degli Stati Uniti rispetto a quella di Israele. Come precisato da un funzionario della difesa al Washington Post, la comunicazione rientra nelle normali segnalazioni di rischio effettuate dai massimi generali quando i comandanti competono per risorse e armi limitate.
Il conflitto, entrato nel suo quinto mese dopo il collasso dei negoziati di pace tra Washington e Teheran, ha prosciugato le scorte di armi difensive e messo a dura prova la Marina militare:
Le responsabilità del comando europeo guidato da Grynkewich rimangono centrali anche per mantenere la prontezza contro qualsiasi incursione russa nel territorio della NATO e per fronteggiare la minaccia missilistica di Mosca contro la terraferma statunitense. Nel frattempo, lo spiegamento militare dettagliato dal Washington Post è esteso su più scacchieri:
La guerra contro l’Iran sta tuttavia alimentando un crescente malcontento tra l’opinione pubblica statunitense e i legislatori di entrambi i partiti. Come riportato dal Washington Post, tra i repubblicani cresce in particolare la preoccupazione che l’impatto del conflitto sui prezzi di benzina e generi alimentari possa pesare sul partito in vista delle elezioni di midterm a novembre.
Come sintetizzato da Tom Karako, direttore del Missile Defense Project presso il Center for Strategic and International Studies (CSIS), l’avvertimento di Grynkewich evidenzia la portata delle sfide: “Essere su un piede di guerra presenta un conto in termini di prontezza e scorte di munizioni. La domanda ora è: qual è la strategia?”.

L'allarme del Generale Grynkewich: Non abbiamo navi a sufficienza per proteggere Israele






