KREMENCHUK, Ucraina — Come riportato in un'inchiesta del The Washington Post, quando aveva 16 anni Yaroslav Suzanskyi si è imbattuto in un annuncio sull'applicazione di messaggistica Telegram che prometteva "soldi facili" — circa 165 dollari — per un lavoretto. Quella che sembrava un'offerta innocua si è rivelata essere una chiamata al sabotaggio: l'incarico consisteva nell'appiccare il fuoco a un impianto di segnalazione ferroviaria.
Oggi, a 18 anni, Suzanskyi si trova detenuto in una colonia correzionale minorile a Kremenchuk. È al tempo stesso il colpevole e la vittima di un aspetto nascosto e inquietante della guerra russa contro l'Ucraina: il reclutamento di giovani vulnerabili spinti ad attaccare la propria nazione in cambio di somme irrisorie.
Un fenomeno in crescita: i dati e il metodo
Secondo i dati del Ministero della Giustizia ucraino citati dal Washington Post, almeno 13 minorenni (tra cui cinque ragazze) stanno scontando pene detentive in istituti minorili per casi legati alla Russia. Complessivamente, oltre 300 giovani sono stati fermati con accuse simili, tra procedimenti in corso e libertà vigilate.
Le modalità operative seguono quasi sempre lo stesso copione:
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Canali digitali: Gli handler russi pubblicano offerte di lavoro ingannevoli su Telegram, sfruttando la disperazione economica dei ragazzi.
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Vulnerabilità finanziaria: La maggior parte dei minori proviene da contesti poveri o famiglie disgregate dalla guerra, dove i genitori sono stati arruolati o faticano a sbarcare il lunario.
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Escalation dei compiti: Si parte con piccoli atti di vandalismo o graffiti (pagati poche decine di dollari) per poi passare a missioni più gravi, come incendi di edifici militari o trasporto di ordigni esplosivi.
Un rapporto pubblicato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha evidenziato un netto aumento delle segnalazioni credibili sull'uso di minori ucraini da parte russa per attività di spionaggio, ricognizione e sabotaggio. Dal canto suo, Mosca ha respinto le accuse, sostenendo che siano i servizi segreti di Kiev a reclutare minori russi.
Le storie dei ragazzi dietro le sbarre
L'approfondimento del quotidiano americano apre uno specchio sulle storie dei giovani detenuti nella struttura di Kremenchuk, dove otto dei 72 reclusi scontano condanne per reati legati alla sicurezza nazionale:
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Yaroslav Suzanskyi (18 anni): Dopo il primo incendio alla ferrovia, ha ricevuto un'offerta più alta (circa 1.430 dollari) per consegnare quello che pensava fosse un disturbatore di frequenze, ma che in realtà era un ordigno esplosivo. Intercettato dai servizi segreti ucraini prima di completare la missione, è stato condannato a cinque anni. Aveva solo 200 grivne (circa 5 dollari) in tasca quando ha risposto all'annuncio. Ha recentemente scelto di trasferirsi in un carcere per adulti per "provare la vita vera".
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Oleksii Babakov e Vikentii (entrambi 17 anni): Babakov, fuggito in Polonia dopo aver vissuto l'occupazione russa a Vovchansk, è stato reclutato per fare da tramite e arruolare altri giovani, tra cui l'amico Vikentii. Quest'ultimo, convinto di dover solo assemblare bombe, ha finito per lasciarne una in un bidone della spazzatura vicino a una stazione di polizia a Kharkiv. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Oggi Babakov sconta quattro anni per istigazione, mentre Vikentii ne sconta tre per atto terroristico.
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Maksym Parshyn (17 anni): Originario di Slovyansk, con una madre affetta da schizofrenia e gravi difficoltà economiche, ha cercato lavoro ovunque prima di cedere alle offerte su Telegram. Ha accettato 300 dollari per bruciare un armadio ferroviario e successivamente altri incarichi minori, finché non è stato arrestato e condannato a quattro anni dopo un anno di custodia cautelare.
Motivazioni e riabilitazione
I funzionari del governo ucraino intervistati dal Washington Post sottolineano che i ragazzi non agiscono per ideologia politica o amore verso la Russia, ma esclusivamente per disperazione economica.
«Non lo hanno fatto con il motivo di distruggere lo Stato ucraino o perché amano la Russia. 500 dollari su Telegram, tutto qui», ha dichiarato il vice ministro della Giustizia Yevhen Pikalov.
All'interno della struttura di Kremenchuk, i giovani seguono percorsi di istruzione e riabilitazione monitorati. Non hanno accesso a telefoni personali o social media, ma possono dedicarsi allo sport, alla lettura e al recupero scolastico. Tuttavia, la realtà della guerra incombe costantemente: le onde d'urto dei missili russi hanno danneggiato la struttura tre volte, sebbene i ragazzi fossero al sicuro nei rifugi.
Mentre alcuni sognano un "foglio pulito" o di poter riabbracciare le proprie famiglie al termine della pena, resta la preoccupazione profonda per il futuro e per l'incolumità dei propri cari in un Paese devastato dal conflitto.
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