Nuovi elementi stanno emergendo riguardo alla crescente collaborazione nel settore della difesa tra Italia e Indonesia, una relazione che negli ultimi anni si è progressivamente consolidata sia sul piano militare sia su quello industriale.
Al centro dell’attenzione vi è la proposta del governo italiano di trasferire alla Marina indonesiana la portaeromobili Giuseppe Garibaldi, storica unità della Marina Militare entrata in servizio negli anni Ottanta e posta in riserva nel 2024 dopo quasi quattro decenni di attività operativa.
Secondo quanto indicato nei documenti governativi, la decisione è legata soprattutto all’evoluzione del ciclo operativo della nave e alla progressiva modernizzazione della flotta italiana. Il trasferimento consentirebbe quindi di valorizzare l’unità all’interno di una collaborazione più ampia tra Roma e Giacarta.
L’eventuale cessione si inserisce in un percorso di dialogo e cooperazione nel campo della sicurezza marittima e dell’industria della difesa. Per l’Indonesia, una piattaforma di questo tipo potrebbe rappresentare un’opportunità per ampliare le capacità di coordinamento e supporto alle operazioni navali.
In questo contesto, l’iniziativa assume anche una dimensione strategica più ampia, contribuendo a rafforzare i rapporti bilaterali tra i due Paesi in una regione – l’Indo-Pacifico – che riveste un’importanza crescente per le rotte commerciali globali e la sicurezza marittima internazionale.
La cooperazione tra Italia e Indonesia nel settore della difesa non nasce con il dossier relativo alla Garibaldi. Negli ultimi anni diversi programmi industriali hanno contribuito a sviluppare un rapporto sempre più strutturato tra le due nazioni.
Tra le iniziative più significative figura l’acquisizione da parte della Marina indonesiana di due unità della classe Pattugliatore Polivalente d’Altura, piattaforme navali multiruolo progettate per svolgere un ampio spettro di missioni, dalla sorveglianza marittima alla sicurezza delle acque territoriali.

Le due unità, entrate progressivamente in servizio nella Marina indonesiana con i nomi KRI Brawijaya e KRI Prabu Siliwangi, rappresentano navi di nuova generazione caratterizzate da elevata flessibilità operativa e da sistemi tecnologici avanzati.
Parallelamente si è rafforzata la cooperazione nel settore aeronautico. Nel 2026 l’azienda italiana Leonardo ha firmato una lettera di intenti con il Ministero della Difesa indonesiano e con l’azienda locale PT ESystem Solutions per la possibile fornitura di velivoli da addestramento avanzato e attacco leggero M-346 nella versione M-346F Block 20.
Il programma prevede fino a 24 velivoli, destinati a rafforzare la capacità di addestramento avanzato dei piloti indonesiani e a supportare il rinnovamento della flotta da addestramento della forza aerea. Oltre agli aeromobili, la cooperazione includerebbe anche attività di formazione, supporto logistico e collaborazione industriale.
Nel complesso, questi programmi testimoniano un percorso di cooperazione che va oltre la semplice fornitura di sistemi, coinvolgendo anche relazioni industriali e tecnologiche tra le rispettive industrie della difesa.
Accanto ai programmi già avviati stanno emergendo nuove opportunità di collaborazione nel settore navale e aeronautico.
Tra le iniziative allo studio figura la possibile fornitura di sei sommergibili compatti della classe DGK da parte dell’azienda italiana Drass, specializzata nello sviluppo di sistemi subacquei avanzati. Il programma, secondo le informazioni disponibili nella stampa specializzata internazionale, potrebbe raggiungere un valore complessivo di circa 1,4 miliardi di dollari.

Il DGK appartiene alla categoria dei cosiddetti “midget submarine”, piattaforme progettate per operazioni in acque costiere e ambienti marittimi complessi. Con un dislocamento di circa 270 tonnellate in immersione e una lunghezza di 34 metri, il battello può operare con un equipaggio di nove persone e garantire autonomia operativa fino a quaranta giorni.
Il sistema d’arma prevede quattro siluri pesanti e sei mine navali, mentre il vano modulare consente l’impiego di ulteriori sistemi come mine supplementari, mini-siluri o veicoli subacquei per operazioni delle forze speciali.
Parallelamente sono allo studio anche programmi nel settore del pattugliamento marittimo. L’industria italiana potrebbe fornire tre velivoli dedicati alla sorveglianza delle acque territoriali indonesiane, con un valore complessivo stimato attorno ai 450 milioni di euro.
Il modello non è stato ancora ufficialmente indicato, ma tra le ipotesi considerate figura una versione da pattugliamento marittimo del velivolo da trasporto tattico C-27J Spartan, piattaforma già utilizzata in diversi Paesi per missioni di sorveglianza marittima.
Nel complesso, queste iniziative riflettono una tendenza crescente verso il rafforzamento della cooperazione militare e industriale tra Italia e Indonesia. In una regione caratterizzata da importanti rotte commerciali e intensa attività marittima, la collaborazione tra i due Paesi rappresenta un elemento di dialogo e cooperazione nel quadro delle relazioni internazionali nell’area indo-pacifica.

Portaerei Garibaldi. Fonte Marina Militare.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=_5Bq0Roz8cI
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