L’Italia si appresta a colmare un vuoto storico nella sua architettura istituzionale. Con il recente Dpcm del 22 aprile 2026, il governo ha tracciato il percorso per la redazione della prima Strategia di Sicurezza Nazionale (NSS). Un’analisi dei ricercatori Gabriele Natalizia, Lorenzo Termine e Laura Donnini per Geopolitica.info mette in luce come questo passaggio non sia solo burocratico, ma rappresenti una potenziale svolta geopolitica per il Paese.
Il decreto stabilisce una gerarchia chiara per la gestione del documento, centralizzando la regia politica e operativa:
Secondo gli esperti, la stabilità dell’attuale esecutivo offre una “finestra politica favorevole” per superare le storiche resistenze dei singoli apparati dello Stato, permettendo finalmente una visione d’insieme che integri difesa, intelligence e diplomazia.
Nonostante l’ottimismo per l’iniziativa, i ricercatori individuano quattro criticità che potrebbero depotenziare il documento, trasformandolo in un’occasione mancata:
Oggi la sicurezza non è più un concetto monolitico legato esclusivamente ai confini fisici, ma si articola in una serie di domini interconnessi che richiedono strategie specifiche.
In primo luogo, la sicurezza digitale e cyber si focalizza sulla protezione delle infrastrutture critiche, come le reti elettriche e i sistemi bancari, oltre alla salvaguardia dei dati. Parallelamente, emerge la necessità di una sicurezza cognitiva, volta a difendere lo spazio informativo dei cittadini dalle minacce della disinformazione e dalle manipolazioni psicologiche.
Sul fronte delle risorse primarie, la sicurezza alimentare e idrica mira a garantire la resilienza delle catene di approvvigionamento, prevenendo crisi sociali legate alla carenza di beni essenziali. A questa si affianca la sicurezza sanitaria, che eleva la salute pubblica a vero e proprio asset strategico per rispondere con prontezza a pandemie o minacce biologiche.
Infine, la sicurezza ambientale affronta il cambiamento climatico non solo come sfida ecologica, ma come un “moltiplicatore di minacce” capace di destabilizzare l’intero assetto territoriale ed economico della nazione.
La futura Strategia di Sicurezza Nazionale non dovrà essere solo un documento “ben scritto”, ma un vero e proprio strumento di indirizzo.
“Il vero nodo non è soltanto l’esistenza della strategia, ma la sua efficacia pratica. Deve indicare con chiarezza quali interessi l’Italia intenda difendere e quali partnership privilegiare.”
Se implementata correttamente, la NSS diventerà la cornice entro cui si muoveranno la Strategia Militare Nazionale e le politiche economiche estere, garantendo all’Italia una voce più coerente e solida nello scacchiere internazionale.

Italia e Sicurezza Nazionale: Verso una Strategia Unitaria tra Sfide e Incognite
Fonte: https://geopolitica.info/strategia-sicurezza-italia-nss/
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