La tensione tra Iran e Stati Uniti torna a salire mentre lo Stretto di Hormuz rimane uno dei principali punti di pressione militare ed economica della crisi mediorientale.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha lanciato un nuovo avvertimento a Washington, sostenendo che un'eventuale ripresa degli attacchi americani contro l'Iran provocherebbe una risposta differente rispetto alle precedenti fasi del conflitto.
Secondo quanto riportato il 21 settembre da Associated Press, il portavoce dei Pasdaran Hossein Mohebbi ha dichiarato che, in caso di nuova escalation, Teheran sarebbe pronta a modificare armi, tattiche e obiettivi della propria risposta militare.
I Pasdaran: una nuova fase della risposta iraniana
Il messaggio dell'IRGC appare significativo soprattutto per il riferimento esplicito alla possibilità di utilizzare strumenti e modalità operative differenti.
Non si tratta quindi soltanto della minaccia di una nuova serie di attacchi, ma dell'indicazione che l'Iran potrebbe rivedere la propria strategia scegliendo nuovi sistemi d'arma, nuovi profili d'impiego e nuovi bersagli qualora gli Stati Uniti tornassero a colpire direttamente il territorio iraniano.
Le dichiarazioni arrivano mentre resta elevata l'incertezza sulle prossime mosse di Washington e Teheran e mentre proseguono, parallelamente alle minacce militari, tentativi diplomatici indiretti per evitare una nuova escalation.
Nuovo incidente nello Stretto di Hormuz
Nelle stesse ore è stato segnalato un nuovo episodio nello Stretto di Hormuz.
Secondo Associated Press, una petroliera in navigazione nell'area sarebbe stata raggiunta da un proiettile di origine non ancora identificata, provocando il ferimento lieve di due membri dell'equipaggio. La nave sarebbe comunque rimasta in grado di proseguire autonomamente la navigazione.
Al momento non esistono elementi sufficienti per attribuire con certezza l'episodio alle forze iraniane.
La distinzione è importante perché soltanto pochi giorni prima, il 18 settembre, l'Iran aveva invece rivendicato apertamente un attacco contro la petroliera battente bandiera togolese Trend, accusata da Teheran di aver tentato di attraversare lo stretto senza autorizzazione.
Hormuz rimane il punto più delicato
Lo Stretto di Hormuz continua così a rappresentare uno dei settori più sensibili dell'intero confronto.
I dati sul traffico marittimo mostrano una situazione ancora fortemente anomala. Secondo Reuters, durante l'ultimo fine settimana soltanto 17 navi commerciali destinate al trasporto di materie prime hanno attraversato lo stretto, contro 37 nella settimana precedente e una media di circa 125 transiti giornalieri prima della guerra.
Una parte del traffico continua inoltre a muoversi con i sistemi AIS disattivati, mentre al largo dell'Oman si è sviluppato un sistema di trasferimenti di greggio ship-to-ship, utilizzato per mantenere operative le esportazioni nonostante i rischi nell'area.
Pressione militare ed economica
La rilevanza dello stretto non riguarda soltanto il confronto militare.
Attraverso Hormuz continua infatti a transitare una parte fondamentale delle esportazioni energetiche del Golfo Persico. Le difficoltà lungo altre rotte, comprese quelle collegate agli attacchi degli Houthi contro infrastrutture saudite, hanno recentemente spinto anche l'Arabia Saudita ad aumentare nuovamente i volumi di greggio movimentati attraverso questa direttrice. Reuters segnala che le esportazioni saudite attraverso Hormuz sono salite da circa 700.000 barili al giorno in agosto a circa 2,9 milioni nel mese di settembre.
Il risultato è una crescente sovrapposizione tra pressione militare, sicurezza della navigazione e sicurezza energetica internazionale.
Le parole dei Pasdaran arrivano quindi in un momento particolarmente delicato: mentre Teheran avverte Washington che una nuova offensiva potrebbe ricevere una risposta diversa per strumenti e bersagli, nello Stretto di Hormuz continuano a verificarsi episodi che mostrano quanto rapidamente un singolo incidente possa trasformarsi in un nuovo elemento di escalation.
Fonti
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Associated Press – 21 settembre 2026
Dichiarazioni dei Pasdaran/IRGC agli Stati Uniti: in caso di nuova escalation l’Iran potrebbe cambiare strategie, armamenti e obiettivi. Nello stesso articolo AP riporta anche la petroliera colpita da un proiettile di origine sconosciuta nello Stretto di Hormuz, con due feriti lievi. AP News -
Reuters – 21 settembre 2026
Situazione del traffico nello Stretto di Hormuz: forte riduzione dei transiti rispetto al periodo prebellico, navigazione di alcune petroliere con AIS spento e trasferimenti ship-to-ship al largo dell’Oman. Reuters -
Reuters – 21 settembre 2026
Aumento delle esportazioni saudite attraverso Hormuz dopo gli attacchi alla pipeline East-West: flussi saliti fino a circa 2,9 milioni di barili al giorno, contro circa 700.000 in agosto. Reuters -
Reuters – 21 settembre 2026
Evoluzione del fronte Houthi in Yemen e pressione sulle alture strategiche tra Taiz e Lahij, con implicazioni anche per la sicurezza energetica e marittima regionale. Reuters
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