Yemen, il governo lancia l’offensiva contro gli Houthi: obiettivo riconquistare il Paese e il Bab el-Mandeb
Il governo yemenita riconosciuto internazionalmente e sostenuto dall’Arabia Saudita ha annunciato l’avvio di una vasta offensiva militare contro gli Houthi. Il presidente Rashad al-Alimi ha dichiarato che le operazioni proseguiranno fino alla riconquista dei territori controllati dal movimento sostenuto dall’Iran.
Al-Alimi annuncia la controffensiva
Lo Yemen entra in una nuova fase della guerra. Il governo riconosciuto internazionalmente, riunito nel Presidential Leadership Council (PLC) e sostenuto dall’Arabia Saudita, ha annunciato l’avvio di una grande campagna militare contro Ansar Allah, il movimento Houthi appoggiato dall’Iran.
In un discorso televisivo, il presidente Rashad al-Alimi ha affermato che le Forze Armate continueranno le operazioni fino alla riconquista dei territori controllati dagli Houthi. Un portavoce militare governativo ha contemporaneamente invitato i combattenti del movimento a deporre le armi.
La decisione arriva dopo settimane nelle quali l’iniziativa sul terreno era rimasta soprattutto nelle mani degli Houthi. A settembre le loro forze avevano conquistato importanti posizioni lungo il Mar Rosso, avanzando per circa 90 miglia, oltre 140 chilometri di costa, e raggiungendo aree direttamente affacciate sullo strategico stretto di Bab el-Mandeb.
Arabia Saudita in aria, forze yemenite a terra
Secondo fonti regionali e occidentali, l’impostazione dell’operazione prevede un ruolo centrale delle forze yemenite nelle operazioni terrestri, mentre l’Arabia Saudita dovrebbe fornire soprattutto supporto aereo.
Gli Stati Uniti stanno inoltre fornendo intelligence a sostegno delle operazioni saudite, mentre altri Paesi regionali ed europei contribuiscono principalmente al rafforzamento delle capacità difensive del Regno.
Nei giorni precedenti all’annuncio, fonti regionali avevano indicato che i piani allo studio avrebbero potuto coinvolgere oltre 100.000 militari yemeniti, con l’ipotesi di un’offensiva concentrata sulla costa oppure di un’operazione più ampia su più fronti. Il numero effettivo delle forze ora impegnate non è stato però reso pubblico.
Prime avanzate verso Bab el-Mandeb
La controffensiva non è rimasta soltanto un annuncio politico. Fonti militari hanno riferito che le forze governative sostenute dalla coalizione saudita sono avanzate nel distretto di Dhubab, conquistando importanti posizioni nei pressi dello stretto di Bab el-Mandeb.
L’area rappresenta uno degli obiettivi principali della campagna. Bab el-Mandeb collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden ed è uno dei passaggi marittimi strategici tra Oceano Indiano, Canale di Suez e Mediterraneo.
Le recenti conquiste degli Houthi lungo la costa e sulle isole dello stretto avevano aumentato significativamente la loro capacità di condizionare il traffico marittimo nella regione.
La battaglia per Taiz
Il fronte più delicato non è però soltanto quello costiero.
Nelle ore precedenti all’annuncio dell’offensiva, gli Houthi avevano conquistato posizioni sulle alture nei pressi di Taiz, avanzando verso una delle principali arterie che collegano la città con Aden.
La perdita della strada Taiz-Aden potrebbe determinare un sostanziale isolamento della terza città dello Yemen, dove vivono centinaia di migliaia di civili e sono schierate consistenti forze governative.
La nuova offensiva dovrà quindi perseguire contemporaneamente almeno due esigenze operative: respingere gli Houthi dall’area di Bab el-Mandeb e impedire che consolidino ulteriormente le proprie posizioni intorno a Taiz.
Gli Houthi minacciano la risposta contro l’Arabia Saudita
L’avvio dell’operazione rischia inoltre di riportare direttamente l’Arabia Saudita al centro dello scontro.
In coincidenza con l’annuncio del governo yemenita, gli Houthi hanno dichiarato di aver utilizzato missili balistici e droni contro obiettivi della Saudi Aramco, indicando strutture nell’area di Riyadh e di Khurais.
Ansar Allah ha sostenuto che gli attacchi rappresentassero una risposta ai raid aerei e missilistici condotti dalla coalizione nelle ore precedenti. Le dichiarazioni sugli effetti degli attacchi non risultano però pienamente verificabili in modo indipendente.
Una guerra che torna ad alta intensità
Gli Houthi controllano Sanaa e gran parte dello Yemen nord-occidentale dal 2014. L’Arabia Saudita intervenne militarmente nel 2015 alla guida di una coalizione araba, senza riuscire a sconfiggere definitivamente il movimento.
La tregua raggiunta nel 2022 aveva congelato gran parte dei combattimenti su vasta scala, pur senza produrre una soluzione politica. Nel 2026 l’equilibrio si è nuovamente deteriorato, fino alla recente offensiva Houthi sul Mar Rosso e alla successiva risposta delle forze sostenute da Riyadh.
Al-Alimi sostiene che le possibilità di una de-escalation siano ormai esaurite. L’obiettivo dichiarato del governo non è quindi soltanto recuperare le posizioni perse nelle ultime settimane, ma riportare sotto il controllo del PLC tutti i territori oggi detenuti dagli Houthi.
Un obiettivo molto più ampio della sola riconquista di Bab el-Mandeb e che, qualora perseguito fino a Sanaa, potrebbe trasformare l’attuale controffensiva in una nuova campagna militare di lunga durata.
Sintesi
Il governo yemenita sostenuto dall’Arabia Saudita ha lanciato una vasta offensiva contro gli Houthi con l’obiettivo dichiarato di riconquistare i territori perduti. Le forze governative avanzano verso Bab el-Mandeb, mentre resta critica la situazione intorno a Taiz. Riyadh fornisce supporto aereo e gli Stati Uniti intelligence.
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