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Terragnolo, conclusa la bonifica di 45 residuati bellici: 12 proietti erano a caricamento lacrimogeno

In Trentino, il 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini e il Ce.T.L.I. di Civitavecchia hanno condotto un’operazione di bonifica su 45 residuati bellici della Prima Guerra Mondiale. I test hanno individuato 12 proietti d’artiglieria austro-ungarici a caricamento lacrimogeno. L’intervento si è svolto a Terragnolo con il supporto della Protezione Civile, delle Forze dell’Ordine e della Croce Rossa

Fasi di processo chimico ermetico
Fasi di processo chimico ermetico - © Esercito Italiano
Fasi di processo chimico ermetico
Esercito
Terragnolo, conclusa la bonifica di 45 residuati bellici: 12 proietti erano a caricamento lacrimogeno
Fasi di processo chimico ermetico - © Esercito Italiano
Redazione Redazione 1 min di lettura 12 Scarica PDF

In Trentino, il 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini e il Ce.T.L.I. di Civitavecchia hanno condotto un’operazione di bonifica su 45 residuati bellici della Prima Guerra Mondiale. I test hanno individuato 12 proietti d’artiglieria austro-ungarici a caricamento lacrimogeno. L’intervento si è svolto a Terragnolo con il supporto della Protezione Civile, delle Forze dell’Ordine e della Croce Rossa

Il 2° reggimento genio guastatori alpini dell’Esercito e il Centro Tecnico Logistico Interforze (Ce.T.L.I) di Civitavecchia hanno completato la bonifica di residuati bellici risalenti al primo conflitto mondiale. I manufatti erano stati segnalati per un presunto caricamento chimico.

L’intervento si è svolto in un sito idoneo nel Comune di Terragnolo (TN), in collaborazione con la Protezione Civile e con assetti della Provincia Autonoma di Trento.

Carabinieri e Polizia Locale hanno assicurato la cornice di sicurezza. Il Corpo Militare della Croce Rossa ha garantito il soccorso sanitario, consentendo ai tecnici militari dell’Esercito di operare con misure volte a mitigare il rischio per la popolazione e il territorio circostante.

Dodici proietti classificati come lacrimogeni

Gli specialisti militari hanno monitorato i livelli di alterazione del suolo e dell’aria e analizzato 45 manufatti esplosivi, già indicati come possibili residuati a caricamento chimico.

I test hanno dato esito positivo su 12 manufatti. Gli ordigni sono stati catalogati come proietti d’artiglieria austro-ungarici a caricamento lacrimogeno.

Il Commissariato del Governo di Trento e il Comando Territoriale Nord dell’Esercito hanno curato il coordinamento e la pianificazione delle diverse fasi dell’operazione.

© Esercito Italiano

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