Il Mangusta e Fenice dell’Esercito sono una capacità C-UAS già disponibile

CONDORALEXCONDORALEXCyberEsercito17 ore fa99 Visualizzazioni

I successi operativi ottenuti dai moderni elicotteri d’attacco nel contrasto alla minaccia dei droni kamikaze evidenziano un cambio di paradigma dottrinale. I recenti riscontri nel teatro mediorientale (giugno 2026), che hanno visto gli elicotteri Tiger francesi intercettare e neutralizzare i droni d’attacco unidirezionali (OWA-UAV) della famiglia Shahed con un tasso di efficacia del 100%, confermano che l’ala rotante rappresenta una risorsa fondamentale e flessibile per la difesa aerea a bassa quota e la Counter-UAS (C-UAS).

Per l’Esercito Italiano, questa evoluzione traccia una rotta chiara: è necessario accelerare lo sviluppo di procedure tecnico-tattiche (PTT) dedicate per le proprie piattaforme da esplorazione e scorta, valorizzando l’attuale linea AH-129D Mangusta e definendo fin da ora la dottrina d’impiego per il nuovo AH-249 Fenice.

I Fattori Chiave del Successo Francese

Per comprendere come replicare e adattare questo modello, occorre analizzare i pilastri tecnici e operativi che hanno reso il Tiger così efficace rispetto ai tradizionali caccia intercettori a reazione:

  • Persistenza e Velocità Relativa: I droni kamikaze volano a velocità relativamente basse (tra i 150 e i 200 km/h) e a quote ridotte, profili che mettono a dura prova i jet veloci, costretti a manovre complesse per non superare il bersaglio (overshooting) e soggetti a ridotti tempi di ingaggio. L’elicottero può “dare la caccia” al drone mantenendo la stessa velocità, tracciandolo a lungo.
  • Optoelettronica e Sensoristica di Bordo: I sistemi di puntamento ed esplorazione elettro-ottici/infrarossi (EO/IR) consentono l’identificazione visiva certa del bersaglio anche in contesti notturni o a bassissima quota, dove i radar di terra soffrono di clutter (disturbi di riflessione del terreno).
  • Letalità Costo-Efficace: L’impiego del cannone automatico da 30mm si è rivelato cinematicamente perfetto e finanziariamente sostenibile, evitando lo spreco di costosi missili superficie-aria o aria-aria per bersagli a basso costo tecnologico.
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Il Mangusta e Fenice dell’Esercito sono una capacità C-UAS già disponibile

La Tabella di Marcia per l’Esercito Italiano

L’Aviazione dell’Esercito (AVES) dispone delle competenze e delle piattaforme per tradurre questa capacità in realtà operativa, ma il salto quantico richiede un approccio integrato tra aggiornamenti dei sistemi e riscrittura dei manuali d’impiego.

1. Ottimizzazione delle Piattaforme Nazionali

PiattaformaStato della Capacità C-UASRequisiti Tecnologici e Tattici
AH-129D MangustaAttuale: Ottima suite optoelettronica (sistema OTS), ma limitata dall’armamento e dai radar di bordo per la scoperta autonoma di piccoli bersagli radar-cross-section (RCS).* Integrazione tattica con dati provenienti da radar di scoperta terrestri o navali tramite Link 16.
* Sfruttamento della precisione del cannone a tre canne rotanti M197 da 20mm con munizionamento specifico.
AH-249 FeniceFuturo (In sviluppo/introduzione): Progettato nativamente per scenari multi-dominio con elevate doti di velocità, autonomia e interconnettività.* Integrazione di algoritmi AI nella suite di bordo per il tracciamento automatico di micro-bersagli.
* Piena operatività del sistema MUM-T (Manned-Unmanned Teaming) per impiegare droni scout come “sensori avanzati” nella caccia ai droni kamikaze.
* Sviluppo di effettori dedicati (es. missili a corto raggio idonei all’ingaggio aria-aria).

2. Sviluppo delle Procedure Tecnico-Tattiche (PTT)

Per rendere sistematico ciò che la Francia ha dimostrato sul campo, l’Esercito Italiano deve focalizzarsi su tre pilastri dottrinali:

  • Integrazione nella Difesa Aerea Nazionale: L’elicottero non opera isolato. Le PTT devono codificare il passaggio dei dati bersaglio (vectoring) dalla rete radar della Difesa Aerea integrata (Aeronautica/NATO) direttamente ai sistemi di missione del Mangusta o del Fenice.
  • Tattiche di Intercettazione a Bassa Quota: Definizione di profili di volo specifici. L’elicottero deve posizionarsi in un settore d’attacco posteriore o defilato rispetto alla traiettoria del drone, sfruttando la torretta del cannone asservita al casco del pilota (IHS) per l’ingaggio dinamico senza dover allineare l’intero aeromobile.
  • Dottrina d’Impiego dell’Armamento: Stabilire una matrice di ingaggio rigida basata sulla distanza e sulla tipologia di minaccia. Il cannone da 20mm resta l’arma d’elezione per distanze d’ingaggio medio-corte, mentre per la protezione a lungo raggio o contro droni più veloci diventa essenziale qualificare vettori aria-aria a corto raggio.

L’Impatto Strategico: Trasformare l’elicottero d’attacco in un assetto Counter-UAS mobile permette di colmare il vuoto operativo tra i sistemi di difesa di punto terrestri (VSHORAD) e i caccia intercettori, offrendo uno scudo flessibile rischierabile rapidamente sia per la protezione del territorio nazionale che per la salvaguardia dei contingenti italiani nei teatri operativi esteri.

I Cacciatori del Cielo: Tigre, Mangusta e Fenice contro la Minaccia dei Droni
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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione

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