IA e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro

CONDORALEXCONDORALEXIndustriaCyber5 ore fa101 Visualizzazioni

C’è un momento in cui una tecnologia smette di essere “promettente” e diventa inevitabile. Per la Difesa, quel momento è arrivato: l’Intelligenza Artificiale non è più una scelta opzionale o una sperimentazione di nicchia, ma una leva strategica che tocca operazioni, organizzazione, formazione e relazione con l’industria. È questo il messaggio centrale della “IA e DIFESA – Strategia della Difesa in materia di Intelligenza Artificiale, Edizione 2026”, che definisce un percorso concreto e ambizioso, impostato su tempi brevi e obiettivi misurabili a similitudine di quanto già fatto dalla Gran Bretagna nel 2022.

AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro
AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro

Una visione chiara: integrare rapidamente, ma con responsabilità

La strategia parte da una constatazione netta: la competizione contemporanea è accelerata, multi-dominio, iper-informata. In questo contesto l’IA diventa l’elemento che consente di ridurre il divario tecnologico, rafforzare la credibilità dell’Italia nelle alleanze (NATO e UE) e soprattutto aumentare l’efficacia operativa, senza perdere la bussola dei valori.

Il documento insiste su due “paletti” fondamentali:

  • approccio responsabile, etico e conforme al Diritto Internazionale Umanitario (DIU);
  • controllo umano e responsabilità della linea di comando, perché la tecnologia deve amplificare la decisione, non sostituirla.

Questa cornice non è un dettaglio: è la condizione per far sì che l’innovazione sia sostenibile, interoperabile con i partner e difendibile anche sul piano politico e giuridico.

Autonomia strategica e sovranità tecnologica: la direzione è “in casa”

Il cuore del “passo avanti” sta nell’obiettivo dichiarato di autonomia strategica e sovranità tecnologica. Tradotto: non basta comprare soluzioni. La Difesa deve mantenere capacità interne critiche per:

  • addestrare/aggiornare modelli anche con dati recenti e in contesti difficili;
  • capire algoritmi, limiti, bias e rischi;
  • garantire conformità a DIU, dottrina e valori;
  • mantenere sistemi operativi anche senza supporto esterno.

Non è una presa di posizione “ideologica”, ma una risposta pratica a tre problemi reali: dipendenze da fornitori, vulnerabilità (anche intenzionali), e rischio di perdere libertà d’azione in crisi geopolitiche o in caso di fallimenti aziendali.

AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro
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Gli asset abilitanti: talenti, dati, algoritmi, calcolo e reti sicure

Ogni strategia è credibile se nomina le condizioni materiali che la rendono possibile. Qui la Difesa lo fa, indicando chiaramente i pilastri:

  • risorse umane qualificate, con attenzione ai “talenti” e alla loro attrazione/trattenimento;
  • dati (integrità, qualità, assenza di bias, superamento dei “silos” e governance);
  • algoritmi (sviluppo, validazione, manutenzione e certificazione);
  • capacità di calcolo proprietaria, con requisiti elevati (anche in prospettiva HPC e ibrido HPC–quantum);
  • reti e connettività sicure, con resilienza e continuità come criteri non negoziabili.

Colpisce il taglio molto operativo: il calcolo non è un “lusso IT”, ma il fattore che alimenta un ciclo virtuoso (più calcolo → più esperimenti → modelli migliori → più capacità) che determina il ritmo del vantaggio.

Un percorso “modulare” e veloce: 1 anno, 2 anni, 3 anni

La strategia sceglie una timeline aggressiva, proprio perché l’IA corre. Il percorso è diviso in tre orizzonti:

  • breve termine (entro 1 anno): consolidare condizioni abilitanti (governance, infrastrutture, competenze, processi, rimozione ostacoli);
  • medio termine (entro 2 anni): realizzare progetti operativi prioritari;
  • lungo termine (entro 3 anni): integrazione diffusa, sicura e sostenibile in tutti gli ambiti della Difesa.

Questo è un punto chiave del “decisi verso il futuro”: non un elenco di desideri, ma una scaletta che rende l’ambizione controllabile e verificabile.

AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro
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Quattro aree di intervento: dove l’IA cambia davvero il gioco

La strategia identifica quattro aree principali che coprono l’intera macchina Difesa.

1) Operazioni: superiorità decisionale, velocità d’ingaggio, protezione multi-dominio

Nel battlespace moderno, la massa di dati e la trasparenza del campo di battaglia rendono insufficiente la sola capacità umana di analisi. L’IA viene descritta come strumento per decision augmentation, wargaming “adattivo”, analisi predittiva, intelligence multi-fonte e protezione contro minacce cyber/elettromagnetiche e contro droni/sciami.

Il documento affronta anche le implicazioni più sensibili (come i sistemi d’arma autonomi) sottolineando la rilevanza dei profili etici e della governance.

2) Contesti organizzativi: produttività, servizi, processi

Qui c’è una promessa concreta: ottenere benefici rapidi. Si parla esplicitamente di strumenti per la produttività individuale e di un possibile Large Language Model “della Difesa” addestrato su documentazione interna, come prerequisito per gestione della conoscenza, bozze, sintesi, estrazione informazioni e coerenza terminologica.

Accanto a questo: assistenza all’utenza con linguaggio naturale, integrazione con automazioni (RPA) e, in prospettiva, agenti IA per problemi non strutturati — sempre con la regola: il giudizio umano non deve essere eclissato.

3) Formazione, addestramento e ricerca: cultura IA e mindset digitale

L’idea è chiara: senza formazione diffusa, l’adozione è fragile. Si parla di alfabetizzazione IA strutturata (dimensione cognitiva, operativa, critica ed etico-normativa) e di reskilling/upskilling per colmare gap generazionali e costruire una forza lavoro mista uomo-macchina.

4) Industria: ecosistema nazionale, open innovation, procurement più agile

Il documento valorizza l’ecosistema industriale nazionale (grandi player, ma anche startup e PMI), con un cambio di passo verso partnership, scouting tecnologico e meccanismi più agili per progetti pilota. L’obiettivo è duplice: accelerare l’innovazione e ridurre dipendenze, rafforzando una base “Defense Tech” competitiva.

Governance e attuazione: UIA e LIAD come motore centrale

Per evitare frammentazione, la strategia prevede una governance multilivello con due perni:

  • Ufficio per l’IA (UIA): indirizzo, supervisione, coerenza strategica, relazioni e presidio etico-legale;
  • Laboratorio di IA per la Difesa (LIAD): polo di eccellenza e AI Delivery Center, orientato a prototipare, sperimentare e rendere operative soluzioni in sinergia con gli utilizzatori finali.

Elemento decisivo: entro 3 mesi dall’approvazione è previsto un Piano attuativo con azioni, responsabilità e KPI di monitoraggio. È qui che la strategia smette di essere “dichiarazione” e diventa gestione.

AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro
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Conclusione: un passo avanti che chiede continuità

“AI e Difesa” non racconta un futuro lontano: descrive un presente che impone scelte. Il bel passo avanti sta nella combinazione di ambizione e pragmatismo: obiettivi ravvicinati, asset abilitanti espliciti, governance chiara, attenzione a etica e DIU, e una spinta netta verso autonomia e sovranità tecnologica.

Ora la parola decisiva è una sola: continuità. Perché l’IA non si “introduce” una volta per tutte: si coltiva, si governa, si misura e si aggiorna. Se questo percorso verrà seguito con disciplina, investimenti coerenti e capacità di attrarre talenti, allora sì: non sarà soltanto un passo avanti. Sarà una traiettoria, finalmente, decisa verso il futuro.

AI e Difesa: un bel Passo Avanti, adesso decisi verso il Futuro

Fonte: https://www.difesa.it/assets/allegati/90197/ia_e_difesa_2026.pdf

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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione

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