Il nuovo FQ-42 Vengeance di General Atomics è arrivato alla Creech Air Force Base, in Nevada, dove proseguirà le attività di test e valutazione nell’ambito del programma Collaborative Combat Aircraft (CCA) dell’US Air Force.
Il velivolo è stato consegnato il 18 settembre, pochi giorni dopo che il segretario dell’Air Force Troy Meink aveva annunciato ufficialmente il nome Vengeance per l’FQ-42 e Fury per il concorrente FQ-44 sviluppato da Anduril.
Creech ospita la Collaborative Combat Aircraft Experimental Operations Unit, costituita per sperimentare sul campo le modalità con cui questi nuovi velivoli semi-autonomi potranno essere integrati nelle future operazioni aeree statunitensi.
Dal collaudo all’impiego operativo
L’arrivo dell’FQ-42 a Creech non rappresenta ancora l’entrata in servizio operativo del velivolo.
La piattaforma continuerà infatti una serie di attività di test, valutazione e sperimentazione operativa, finalizzate soprattutto a sviluppare tattiche, procedure e modalità di controllo dei CCA durante missioni condotte insieme ad aerei pilotati.
General Atomics ha già mostrato il Vengeance mentre vola insieme a F-35 Lightning II e F-15E Strike Eagle, nell’ambito delle attività preparatorie per le operazioni di controllo collaborativo con velivoli con equipaggio.
Mike Atwood, vicepresidente degli Advanced Programs di General Atomics Aeronautical Systems, ha sottolineato la rapidità con cui il programma sta procedendo, osservando come l’Air Force stia raggiungendo nuovi traguardi con cadenza quasi settimanale.
Un caccia semi-autonomo progettato per combattere insieme agli F-35
L’FQ-42 appartiene a una nuova categoria di velivoli da combattimento concepiti per operare in stretta cooperazione con i caccia pilotati.
Il concetto non è quello di sostituire semplicemente il pilota con un sistema autonomo, ma di creare piattaforme capaci di aumentare il numero di sensori, armi e nodi disponibili durante una missione, distribuendo il rischio su un numero maggiore di aeromobili.
Il Vengeance dispone di una baia interna per gli armamenti e incorpora soluzioni destinate a ridurre l’osservabilità e aumentare la sopravvivenza in ambienti ad alta minaccia.
Il progetto deriva dalla famiglia Gambit di General Atomics e beneficia dell’esperienza maturata dall’azienda con programmi precedenti come MQ-20 Avenger e XQ-67A. La struttura modulare è stata pensata per consentire l’integrazione relativamente rapida di nuovi sensori, armamenti e software di autonomia.
Creech diventa il laboratorio dei CCA
L’FQ-42 non è il primo Collaborative Combat Aircraft a essere sperimentato a Creech.
Nel luglio scorso la base aveva già ospitato un’esercitazione di Agile Combat Employment con l’FQ-44 Fury di Anduril. Durante quelle attività gli equipaggi dell’Experimental Operations Unit hanno effettuato sortite e iniziato a sviluppare le procedure destinate a definire come i CCA saranno impiegati nelle operazioni reali.
L’esperienza maturata a Creech servirà anche a comprendere aspetti meno visibili ma fondamentali: manutenzione, logistica, generazione delle sortite, necessità di personale e capacità di operare da basi disperse.
Le prime sperimentazioni hanno mostrato un’impronta logistica particolarmente ridotta. Durante alcune attività Agile Combat Employment, l’Air Force ha sperimentato persino un rapporto di circa un manutentore per ogni velivolo, elemento potenzialmente importante per l’impiego distribuito dei CCA.
L’Air Force punta ad almeno 500 CCA entro il 2032
Le ambizioni dell’US Air Force vanno molto oltre la fase sperimentale.
Il segretario Troy Meink ha annunciato che il servizio punta ad avere almeno 500 Collaborative Combat Aircraft entro il 2032, parte di una futura forza composta complessivamente da circa 1.000 o più sistemi semi-autonomi.
I primi CCA saranno concentrati prevalentemente sulle missioni aria-aria, ma le successive evoluzioni potrebbero essere impiegate anche per attacco al suolo, ricognizione, intelligence, sorveglianza e guerra elettronica.
Secondo Meink, entro il 2032 questi sistemi saranno in grado di svolgere molte delle missioni oggi affidate ai caccia con equipaggio. Parallelamente, le forze speciali statunitensi dovrebbero disporre di migliaia di sistemi autonomi monouso destinati a missioni d’attacco.
General Atomics prepara la produzione su larga scala
La sfida non riguarda ormai soltanto lo sviluppo tecnologico, ma anche la capacità di produrre centinaia di velivoli in tempi relativamente brevi.
General Atomics ha completato un nuovo impianto per la verniciatura a bassa osservabilità e ampliato gli spazi dedicati alla produzione dei CCA.
Secondo l’azienda, l’attuale capacità industriale permetterebbe di arrivare a sei FQ-42 al mese, con ulteriore spazio disponibile qualora l’Air Force decidesse di aumentare gli ordini.
La società ha inoltre deciso di finanziare direttamente parte della produzione mentre vengono definiti gli stanziamenti governativi, una strategia pensata per evitare che l’attesa dei fondi rallenti le consegne.
General Atomics prevede anche di costruire alcuni esemplari per la propria flotta aziendale, da utilizzare come piattaforme sperimentali per sviluppare nuove tecnologie e ridurre i rischi dei programmi futuri.
Oltre 2,3 miliardi richiesti nel 2027
Il programma CCA occupa ormai un posto importante anche nel bilancio dell’US Air Force.
La richiesta per l’anno fiscale 2027 prevede 996,5 milioni di dollari per l’acquisizione dei primi CCA di produzione, ai quali si aggiungono 150 milioni di dollari di advance procurement per il 2028.
Altri 1,37 miliardi di dollari sono destinati alla prosecuzione delle attività di ricerca e sviluppo.
Nel complesso, la richiesta raggiunge circa 2,37 miliardi di dollari, segnalando il passaggio del programma dalla fase prevalentemente sperimentale alla produzione dei primi velivoli destinati alla futura flotta.
L’Air Force non ha ancora indicato quanti aeromobili verranno acquistati con lo stanziamento previsto per il 2027.
Vengeance contro Fury
La competizione industriale rimane aperta tra General Atomics FQ-42 Vengeance e Anduril FQ-44 Fury, entrambi selezionati per la prima fase produttiva del programma CCA nel giugno 2026.
Anduril ha già avviato la produzione del Fury nel nuovo stabilimento Arsenal-1 in Ohio e punta a una capacità produttiva di circa 150 velivoli l’anno.
L’azienda non ha ancora annunciato quale base ospiterà stabilmente il proprio FQ-44 per le prossime fasi di valutazione, mentre Creech sta progressivamente assumendo un ruolo centrale nella sperimentazione operativa del Vengeance.
FQ-42 e FQ-44 rappresentano però soltanto la prima generazione di una famiglia destinata a evolvere rapidamente.
Per l’US Air Force il Collaborative Combat Aircraft non è più soltanto un programma sperimentale: sta diventando uno degli elementi centrali della futura architettura del combattimento aereo americano, nella quale velivoli pilotati e sistemi semi-autonomi saranno chiamati a operare come parte della stessa formazione.
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