MILANO — Una notte di svago trasformata in un vero e proprio agguato militare, consumato dalla ferocia gratuita di un branco. È quanto vissuto da tre giovani militari del 151° Reggimento Fanteria Sassari, attualmente a Milano nell'ambito dell'operazione "Strade sicure".
La dinamica dell'aggressione
Tutto ha inizio all'alba, quando i tre commilitoni lasciano la discoteca The Club e si incamminano verso corso Garibaldi per recuperare un'auto a noleggio. Liberi dal servizio, disarmati e in borghese, i giovani vengono prima presi di mira con scherni e battute offensive mirate a sbeffeggiare il loro accento sardo.
Nonostante i tentativi dei militari di allontanarsi e di non rispondere alle provocazioni, la situazione degenera in pochi secondi. Un gruppo composto da 7-8 giovani accerchia i tre nei pressi di largo La Foppa, all'altezza di una delle scalinate della metropolitana. Scatta il pestaggio brutale: calci, pugni e l'utilizzo di oggetti contundenti (tra cui si ipotizza una spranga, un manganello telescopico o una stampella) contro le vittime in evidente inferiorità numerica.
Il bilancio dei feriti e la fuga
La violenza cieca lascia pesanti conseguenze fisiche:
- Un soldato ventiduenne è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni a causa di un trauma cranico e della frattura delle ossa nasali.
- La collega coetanea ha riportato la frattura del coccige, giudicata guaribile in un mese.
- Il terzo militare, pur avendo riportato escoriazioni e contusioni multiple al volto e alla testa, ha rifiutato il ricovero ospedaliero.
Gli aggressori si sono dileguati nel nulla prima dell'arrivo dei soccorsi del 118 e dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile, intervenuti sul posto a seguito della chiamata d'emergenza.
Le indagini e la caccia ai responsabili
I militari aggrediti hanno formalmente presentato querela per lesioni personali contro ignoti presso la stazione della metropolitana Moscova. Le indagini dei Carabinieri sono ora a un punto cruciale: gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona e del circuito interno del locale per isolare i frame e dare un volto e un nome ai sette-otto aggressori. Un episodio di intolleranza e violenza urbana che riaccende prepotentemente i riflettori sulla sicurezza nelle aree della movida milanese.
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