La Francia vuole prepararsi a un mondo più instabile e competitivo, nel quale la guerra non comincia più soltanto con lo scontro armato, ma prende forma prima, nelle sfide diplomatiche, informative, tecnologiche ed economiche. È il cuore della visione strategica delineata dal generale Thierry Burkhard, sintetizzata nella formula: “vincere la guerra prima della guerra”.
Nel documento, la Francia si presenta come una “potenza di equilibrio”, decisa a difendere i propri interessi strategici ed europei in un contesto internazionale segnato dal ritorno della competizione tra grandi potenze, dalla crisi del multilateralismo e dalla persistenza della minaccia terroristica. Parigi ribadisce il proprio attaccamento al diritto internazionale, ma riconosce la necessità di agire con maggiore rapidità e realismo.
Uno dei punti centrali è il superamento della tradizionale sequenza “pace-crisi-guerra”. Al suo posto, la leadership militare francese propone tre nozioni chiave: competizione, contesa e confronto. La competizione diventa la condizione ordinaria dei rapporti internazionali, mentre contesa e confronto descrivono livelli crescenti di antagonismo e uso della forza.

La novità, sottolinea il testo, è che competizione, contesa e confronto possono coesistere simultaneamente. Per questo la Francia ritiene necessario disporre di forze armate capaci non solo di reagire, ma anche di anticipare, dissuadere e bloccare iniziative ostili. Centrale diventa allora il tema delle soglie, utili a controllare l’escalation senza rinunciare alla difesa degli interessi nazionali.
Il documento evidenzia inoltre l’estensione dei campi di confronto. Se un tempo la conflittualità si concentrava su terra, mare e aria, oggi si allarga allo spazio, al cyberspazio, ai fondali marini, allo spettro elettromagnetico e all’ambiente informativo. In questi ambiti si sviluppano strategie ibride che combinano mezzi militari e non militari, azioni dirette e indirette. Secondo la visione francese, le forze armate devono essere in grado non solo di contrastarle, ma anche di dominarle nel rispetto dei propri principi.
Da qui nasce l’ambizione di costruire uno strumento militare pronto al conflitto ad alta intensità, ma già attivo nella fase della competizione. L’obiettivo dichiarato è piegare la determinazione dell’avversario imponendo rapporti di forza favorevoli.

Per raggiungere questo risultato, il documento individua alcune priorità organizzative. La prima è l’agilità intellettuale e operativa, cioè la capacità di anticipare, reagire rapidamente e imporre il ritmo dell’iniziativa. La seconda è la trasformazione digitale, considerata decisiva per il comando operativo e per l’efficienza complessiva delle strutture. A ciò si aggiungono sperimentazioni, simulazioni realistiche e war game, strumenti essenziali per rafforzare preparazione e resilienza.
La visione strategica francese si articola poi in tre assi principali. Il primo riguarda il rafforzamento della comunità militare, considerata la risorsa fondamentale delle forze armate. Il secondo asse punta allo sviluppo di capacità coerenti con una superiorità multiambiente e multidominio. Il terzo trasforma l’addestramento in una componente diretta della credibilità operativa, anche con partner e alleati.
Sul piano internazionale, la Francia conferma il proprio ancoraggio alle alleanze e sostiene una maggiore autonomia strategica europea. Il documento sottolinea l’importanza di pesare di più in sede UE e NATO per rafforzare l’efficacia collettiva. La dottrina delineata da Burkhard mostra una Francia pronta a muoversi lungo tutto lo spettro del conflitto. Nella stagione delle minacce ibride, la deterrenza da sola non basta più.

Francia, la nuova strategia militare: Vincere la Guerra Prima della Guerra






