Etica della Sicurezza: Cosa Unisce il Pensiero Filosofico di Mancuso e la Visione Operativa di Masiello

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Il dibattito sulla necessità di dotare lo Stato di una difesa solida e reale trova una straordinaria saldatura concettuale quando si mettono a confronto le riflessioni filosofico-politiche sul realismo etico e gli ammonimenti espressi dai vertici dell’Esercito Italiano, in primis il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello. Se da un lato l’analisi di Mancuso pubblicata su La Stampa demolisce l’utopia del disarmo unilaterale richiamando la durezza ineliminabile della storia, dall’altro le posizioni di Masiello traducono questa consapevolezza in termini strettamente operativi, tecnologici e istituzionali, ribadendo che la credibilità di una nazione si fonda unicamente sulla sua reale capacità di deterrenza.

La Fine dell’Illusione Pacifista e la Necessità della Forza

La tesi centrale espressa nell’editoriale di Vito Mancuso individua nell’equazione tra valori morali e situazione reale l’unica base possibile per un’etica responsabile. Considerare la guerra come un’evenienza estranea o superata rappresenta un errore fatale: lo Stato ha il dovere primario di non esporre i cittadini al rischio di essere “sbranati” in un contesto globale in cui oltre la metà delle nazioni è toccata da conflitti.

Questa visione speculare si ritrova puntualmente nei moniti del Generale Masiello sulla fine dell’illusione di pace che ha caratterizzato il periodo post-Guerra Fredda. Nella sua analisi, Masiello ha ripetutamente evidenziato come la stabilità non sia una condizione permanente o garantita, ma un bene da custodire attraverso la preparazione costante. La difesa di una nazione non può ridursi a un esercizio retorico o a enunciazioni di principio: essa richiede una struttura militare pronta, addestrata e strutturalmente attrezzata per confrontarsi con gli scenari multi-dominio ad alta intensità del XXI secolo.

«Il disarmo, compiuto unilateralmente, conduce a essere sbranati. Per amore della pace qualcuno può anche mettere in conto questa fine per sé, ma non è ammissibile che lo Stato faccia correre ai cittadini il rischio di essere “sbranati”, il suo primo dovere è esattamente l’opposto.»

Deterrenza, Credibilità Operativa e Modernizzazione Tecnologica

Nel pensiero di Masiello, il concetto di “difesa credibile” si regge su pilastri fondamentali che dialogano perfettamente con il realismo geopolitico: la versatilità tecnologica, la digitalizzazione e la centralità del fattore umano. Una forza armata è credibile non quando proclama intenti pacifisti astratti, ma quando possiede una deterrenza tecnologica tangibile — dall’integrazione pervasiva dei droni come dotazione base fino alla resilienza delle infrastrutture di comando e controllo.

Come evidenziato dall’esperienza di nazioni europee tradizionalmente neutrali come la Svezia, che oggi si riarmano e integrano nella NATO per proteggere la propria libertà, la forza militare non nega la diplomazia, ma ne costituisce l’imprescindibile contrappeso negoziale. Senza una solida capacità di difesa, la voce di uno Stato perde autorevolezza sui tavoli internazionali. Masiello insiste proprio sulla rigenerazione della componente operativa e sulla modernizzazione delle forze di supporto, affinché l’Esercito Italiano non sia solo uno strumento di gestione della crisi, ma una garanzia assoluta di sicurezza nazionale.

Conclusioni: La Pace Armata come Custode della Libertà

In ultima analisi, il richiamo di Mancuso alla necessità di una “pace armata e, proprio per questo, disarmante” (nel senso di neutralizzante rispetto alle minacce) trova piena attuazione pratica nella dottrina di rinnovamento promossa dai vertici militari. Coltivare l’utopia ideale della pace resta un dovere morale imprescindibile, ma governare una nazione impone il coraggio del realismo. Solo un’Italia dotata di una difesa credibile, tecnologicamente avanzata e saldamente ancorata ai valori istituzionali può tutelare efficacemente i propri cittadini e contribuire con autorevolezza alla stabilità internazionale.

Fonti di riferimento:

  1. Vito Mancuso, «Perché serve anche la forza per salvare la pace nel mondo», editoriale pubblicato su La Stampa, 22 luglio 2026
  2. La Visione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito – Marzo 2025 Gen.C.A. Carmine Masiello

Etica della Sicurezza: Cosa Unisce il Pensiero Filosofico di Mancuso e la Visione Operativa di Masiello
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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione

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