È scomparso il Comandante Alfa, tra i fondatori del GIS dei Carabinieri

CONDORALEXCONDORALEXCarabinieri19 ore fa100 Visualizzazioni

È morto all’età di 75 anni il Comandante Alfa, figura storica dell’Arma dei Carabinieri e tra i fondatori del Gruppo di Intervento Speciale, il reparto Forze Speciali dell’Arma conosciuto con l’acronimo GIS.

La notizia della scomparsa è stata comunicata nella serata del 19 luglio attraverso la pagina Facebook a lui dedicata, con un messaggio che invita a vivere il momento del lutto con discrezione e sensibilità.

Dietro il nome in codice “Alfa” si celava un luogotenente dei Carabinieri nato nel 1951 a Castelvetrano, in provincia di Trapani. La sua identità personale era rimasta protetta anche dopo il congedo, nel rispetto della riservatezza che aveva caratterizzato tutta la sua carriera operativa.

Dal Tuscania alla nascita del GIS

Carabiniere paracadutista, aveva prestato servizio nel Battaglione “Tuscania” quando, nella primavera del 1977, venne convocato insieme ad altri quattro militari per partecipare alla costituzione di un nuovo reparto speciale.

Nasceva così il Gruppo di Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri, creato in un periodo nel quale l’Italia era duramente colpita dal terrorismo e aveva bisogno di unità appositamente addestrate per affrontare sequestri, dirottamenti, rivolte carcerarie e situazioni con ostaggi.

Il GIS sarebbe diventato negli anni una delle principali unità italiane destinate agli interventi ad altissimo rischio, operando contro il terrorismo e la criminalità organizzata, nella liberazione di ostaggi, nella cattura di pericolosi latitanti e nelle missioni militari all’estero.

All’interno del reparto, il carabiniere conosciuto inizialmente con il soprannome di “Cigno” ricevette il nome operativo con il quale sarebbe diventato noto: Comandante Alfa.

Il battesimo del fuoco nel carcere di Trani

Uno degli interventi più importanti della prima fase operativa del GIS avvenne nel dicembre del 1980, durante la rivolta scoppiata nel carcere di massima sicurezza di Trani.

I detenuti avevano preso in ostaggio alcuni agenti di custodia e occupato una parte dell’istituto. L’intervento del GIS rappresentò il primo grande banco di prova del reparto e si concluse con la liberazione degli ostaggi.

Quell’operazione contribuì a far conoscere, anche all’interno delle istituzioni, le capacità di una formazione allora giovanissima, costituita da uomini provenienti principalmente dal mondo dei Carabinieri paracadutisti.

Quarant’anni di operazioni in Italia e all’estero

Nel corso di oltre quarant’anni di servizio, il Comandante Alfa partecipò a numerose operazioni contro il terrorismo e la criminalità organizzata, oltre che a delicati servizi di protezione di magistrati, autorità e personalità esposte a rischio.

La sua attività si svolse anche nei teatri internazionali. Le biografie ufficiali ricordano incarichi e missioni in Afghanistan, Bosnia-Erzegovina e Iraq, comprese le operazioni IFOR e SFOR, la missione Antica Babilonia a Nassiriya e le attività della NATO Training Mission in Iraq.

Nel tempo divenne anche istruttore, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di operatori e alla crescita professionale del GIS.

Pur essendo conosciuto come “Comandante Alfa”, lasciò il servizio attivo con il grado di Luogotenente e nel corso della sua carriera ricevette numerose onorificenze italiane e straniere.

Tra i riconoscimenti attribuiti al Comandante Alfa figurano la Medaglia Mauriziana, la Croce d’Oro al merito dell’Arma dei Carabinieri, le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e riconoscimenti legati alle missioni svolte in Afghanistan e Iraq.

Era generalmente ricordato come uno dei militari e dei Carabinieri più decorati d’Italia.

Al di là delle medaglie, il suo nome rimase però legato soprattutto alla nascita e allo sviluppo di un reparto che, partendo da un piccolo nucleo di uomini, sarebbe divenuto una componente fondamentale del sistema italiano di contrasto al terrorismo e di gestione delle crisi ad alto rischio.

La vita raccontata senza svelare l’identità

Dopo avere trascorso gran parte della propria esistenza professionale nell’anonimato, il Comandante Alfa decise di raccontare alcune delle sue esperienze attraverso libri, conferenze e incontri pubblici.

Tra le sue opere figurano “Cuore di rondine”, “Io vivo nell’ombra”, “Missioni segrete”, “Dietro il mephisto”, “Parola d’ordine: proteggere” e il volume dedicato all’intervento nel carcere di Trani “Liberate gli ostaggi. L’esordio del GIS: l’assalto al supercarcere di Trani”.

Attraverso questi racconti non descrisse soltanto operazioni, addestramento e missioni, ma anche le paure, i sacrifici personali e il peso che una vita trascorsa nell’ombra può avere sull’uomo e sulla sua famiglia.

Negli ultimi anni aveva incontrato soprattutto giovani e studenti, affrontando i temi della legalità, del senso del dovere e del servizio alle istituzioni.

Il ricordo di un uomo vissuto nell’ombra

Con la morte del Comandante Alfa scompare uno degli ultimi testimoni della fase pionieristica delle unità speciali italiane.

Un Carabiniere Paracadutista che contribuì a costruire dal nulla il GIS e che attraversò alcuni dei periodi più difficili della storia recente del Paese, dagli anni del terrorismo alle missioni internazionali.

La sua vera identità è rimasta protetta.

Rimangono il nome operativo, il mephisto nero e soprattutto l’eredità professionale trasmessa agli uomini che, dopo di lui, hanno continuato a servire nel Gruppo di Intervento Speciale.

È scomparso il Comandante Alfa, tra i fondatori del GIS dei Carabinieri
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Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione

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