I veterani statunitensi del conflitto in Afghanistan stanno condividendo le loro esperienze con la Commissione bipartisan sulla guerra in Afghanistan, descrivendo un periodo non solo come un inferno, ma anche come un’esperienza sconcertante, demoralizzante e umiliante. Il loro contributo è fondamentale per il rapporto finale che la commissione presenterà al Congresso, che mira a riflettere la realtà cruda del conflitto.
In un recente forum a Columbus, Ohio, decine di veterani hanno raccontato le loro storie, nessuna delle quali è stata positiva. Le loro testimonianze, intrise di frustrazione e delusione, sono state chiare. Brittany Dymond, veterana dei Marine, ha definito la sua esperienza “orribile”, mentre Florence Welch, veterana della Marina, ha detto che il caotico ritiro del 2021 l’ha fatta vergognare di aver servito in Afghanistan, paragonando l’evento a un “nuovo Vietnam”.
La commissione, creata dal Congresso dopo il ritiro, ha il compito di analizzare l’intero conflitto, che ha attraversato quattro amministrazioni presidenziali e ha causato la morte di oltre 2.400 americani. L’obiettivo non è solo esaminare la fase finale, ma anche l’inizio e lo svolgimento dell’intera guerra.

I co-presidenti della commissione, il Dr. Colin Jackson e Shamila Chaudhary, hanno sottolineato l’importanza di un approccio a 360 gradi. Oltre a esaminare ciò che è accaduto in Afghanistan, la commissione sta ponendo domande più ampie sul ruolo degli Stati Uniti a livello internazionale: “Cosa dovrebbero fare gli Stati Uniti in qualsiasi paese in cui ritengono di avere un interesse per la sicurezza nazionale?“. La priorità assoluta è che il rapporto finale, atteso per agosto 2026, sia un documento che i veterani possano riconoscere come rappresentativo della loro esperienza.
Le testimonianze dei veterani hanno messo in luce i problemi fondamentali del conflitto. Brittany Dymond ha criticato la missione stessa, sostenendo che non si può imporre un’ideologia democratica a una cultura che non la condivide. Questa visione è stata condivisa da Steve Orf, veterano dell’esercito, che ha affermato che l’esperienza ha distrutto la sua fiducia nei leader e nel paese.

Il secondo rapporto provvisorio della commissione ha già identificato temi chiave come la deriva strategica, l’incoerenza tra le agenzie e la potenziale discordanza tra gli obiettivi della guerra interna e quelli della lotta al terrorismo. La commissione ha anche dovuto superare ostacoli burocratici per ottenere documenti governativi cruciali, ma il flusso di informazioni è finalmente iniziato, permettendo al lavoro di procedere.






