
Presentazione volume Come Folgore dal cielo. Fonte Esercito Italiano.
Non è stata una semplice presentazione editoriale, ma un momento carico di memoria, orgoglio e appartenenza quello andato in scena alla Sala Giunti Odeon di Firenze per il lancio del volume “Come Folgore dal cielo”, opera dedicata alla Brigata Paracadutisti “Folgore”, simbolo assoluto del paracadutismo militare italiano.
Il libro, pubblicato da Giunti Editore, accompagna il lettore in un viaggio intenso tra battaglie storiche, addestramenti durissimi, missioni operative e valori che da decenni rendono i paracadutisti italiani una delle espressioni più riconoscibili dell’Esercito Italiano.
Sin dalle prime pagine emerge con forza il significato profondo del motto che dà il titolo all’opera: “Come Folgore dal cielo… come Nembo di tempesta”. Non soltanto parole, ma una vera dichiarazione d’identità. Un richiamo immediato a quella miscela di coraggio, disciplina, spirito di sacrificio e fratellanza che accompagna ogni paracadutista dal momento del primo lancio fino all’ultimo giorno di servizio.
Il volume si apre con il saluto del Ministro della Difesa, Onorevole Guido Crosetto, e con la premessa del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, decano dei paracadutisti dell’Esercito Italiano.
All’evento, impreziosito dalla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, e moderato dal giornalista del TG2 Fabio Chiucconi, già paracadutista, sono intervenuti il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, il Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, Generale di Brigata Dario Paduano, il dottor Andrea Giunti, Amministratore Delegato di Giunti Editore, e il professor Gastone Breccia, storico e ricercatore esperto di storia militare.
Le parole pronunciate nel corso della presentazione hanno restituito l’immagine di una Brigata che non rappresenta soltanto una grande unità operativa, ma una vera famiglia militare, capace di trasmettere nel tempo uno stile di vita fondato sul senso del dovere, sul sacrificio e sul valore del gruppo.
Il cuore del volume batte inevitabilmente attorno alla memoria di El Alamein, dove nel 1942 i paracadutisti italiani scrissero una delle pagine più intense della storia militare nazionale.
I “Leoni della Folgore”, accerchiati nel deserto e consapevoli dell’enorme inferiorità di mezzi, opposero una resistenza diventata simbolo di coraggio e determinazione. Ancora oggi quella battaglia rappresenta il faro morale della specialità, il punto da cui tutto ha origine.
Il libro racconta però anche l’evoluzione della Brigata nel corso dei decenni. Non soltanto memoria storica, ma trasformazione continua. La “Folgore” moderna viene descritta come una forza altamente addestrata e proiettata nei più complessi scenari internazionali, capace di operare in missioni NATO e multinazionali ad alta intensità operativa.

Grande spazio viene dedicato all’addestramento, vero marchio distintivo dei paracadutisti italiani. Dalle settimane estenuanti di preparazione fisica ai lanci dal Centro Addestramento di Paracadutismo di Pisa, il volume mostra il percorso che trasforma un militare in paracadutista. Un cammino fatto di fatica, resilienza e spirito di squadra, dove ogni difficoltà serve a costruire fiducia reciproca e capacità operative.
Emergono anche le nuove capacità sviluppate dalla Brigata negli ultimi anni: operazioni aviotrasportate, impiego in contesti urbani, attività di risposta rapida e integrazione con tecnologie moderne. Una trasformazione che ha consentito alla “Folgore” di mantenere intatto il proprio prestigio anche nel mutato scenario geopolitico contemporaneo.
Le immagini inedite e le testimonianze raccolte nel libro contribuiscono inoltre a rendere il racconto ancora più coinvolgente, offrendo uno sguardo diretto sulla vita quotidiana dei paracadutisti, sulle missioni all’estero e sul legame umano che unisce generazioni diverse sotto lo stesso basco amaranto.
Tra i passaggi più intensi della presentazione vi sono state le parole del Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, che ha definito la “Folgore” una realtà costruita attorno alla convinzione che “il dovere venga prima di tutto”.
Un concetto che attraversa tutto il libro e che rappresenta probabilmente il vero cuore della specialità. Essere paracadutista significa infatti condividere sacrifici, responsabilità e rischi, mettendo sempre il gruppo davanti al singolo. È il principio del “Noi sull’io”, elemento che da decenni distingue la cultura della Brigata.

Nel volume emerge chiaramente come questo spirito non appartenga soltanto al passato, ma continui a vivere nei reparti operativi di oggi. La “Folgore” viene raccontata come una comunità capace di unire tradizione e modernità, memoria storica e innovazione, esperienza operativa e senso di appartenenza.
Anche il dottor Andrea Giunti ha sottolineato l’importanza culturale dell’opera, definendola un tributo a donne e uomini che rappresentano un’eccellenza italiana riconosciuta nel mondo. Un riconoscimento che nasce non soltanto dalle capacità operative, ma soprattutto dai valori umani che i paracadutisti continuano a incarnare.
“Come Folgore dal cielo” riesce così a trasformarsi in qualcosa di più di un libro storico. È il racconto di un’identità militare che attraversa il tempo, di una fratellanza costruita nell’addestramento e nelle missioni, di uomini e donne che continuano a servire il Paese con lo stesso spirito di chi, oltre ottant’anni fa, combatté nel deserto di El Alamein con il basco amaranto e il tricolore sul petto.






