Capricorno 2-26: la Brigata “Pozzuolo del Friuli” mette alla prova le capacità del gruppo tattico interarmi

Alessandro LunghiAlessandro LunghiEsercito9 minuti fa90 Visualizzazioni

Capricorno 2-26: la Brigata “Pozzuolo del Friuli” mette alla prova le capacità del gruppo tattico interarmi

Capo Teulada si conferma uno dei principali laboratori addestrativi dell’Esercito Italiano, dove uomini, mezzi e procedure vengono costantemente testati in scenari sempre più vicini alle condizioni operative reali. In questo contesto si è svolta l’esercitazione “Capricorno 2-26”, attività che ha coinvolto diverse unità della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” con l’obiettivo di verificare la capacità di comando e controllo di un gruppo tattico di livello battaglione combined arms.

L’attività, ospitata presso il Centro Addestramento Tattico di 1° livello di Capo Teulada, ha rappresentato un importante momento di verifica per la preparazione delle unità coinvolte. Lo scopo principale è stato quello di sviluppare e consolidare le capacità di pianificazione, organizzazione e condotta delle operazioni terrestri in tutte le loro componenti: offensive, difensive, abilitanti e di stabilizzazione.

Le moderne operazioni militari richiedono infatti una crescente integrazione tra differenti specialità. Fanteria, cavalleria, genio, logistica e trasmissioni devono essere in grado di operare come un unico sistema, condividendo informazioni e coordinando le proprie azioni in tempi estremamente ridotti. Proprio per questo motivo, esercitazioni come “Capricorno 2-26” rappresentano un passaggio fondamentale per mantenere elevati standard di prontezza operativa.

L’addestramento svolto in Sardegna si inserisce inoltre nel più ampio percorso di trasformazione dell’Esercito Italiano, orientato a sviluppare forze sempre più interoperabili, digitalizzate e capaci di affrontare gli scenari complessi che caratterizzano il contesto strategico contemporaneo.

Droni, comunicazioni e mobilità: il valore dell’addestramento realistico

L’esercitazione è stata articolata secondo una progressione graduale, permettendo ai reparti di perfezionare sia le competenze individuali sia quelle collettive. I militari hanno avuto l’opportunità di affinare le procedure tecnico-tattiche, migliorare la familiarità con gli equipaggiamenti in dotazione e incrementare le proprie capacità operative in numerosi settori.

Particolare attenzione è stata dedicata all’attività di tiro, alla guida tattica fuoristrada, alle comunicazioni radio e all’impiego dei sistemi a pilotaggio remoto. L’utilizzo dei droni tattici ha consentito di simulare efficacemente le moderne esigenze di osservazione, ricognizione e acquisizione degli obiettivi, elementi ormai indispensabili sui campi di battaglia contemporanei.

Capricorno 2-26: la Brigata “Pozzuolo del Friuli” mette alla prova le capacità del gruppo tattico interarmi
Sala operativa con osservatore controllore. Fonte Esercito Italiano.

Un contributo determinante al realismo dell’attività è stato garantito dai Sistemi Integrati per l’Addestramento Terrestre (SIAT), infrastrutture tecnologiche che consentono di monitorare e valutare in tempo reale l’operato delle unità partecipanti. Grazie a questi sistemi, ogni azione svolta sul terreno viene registrata e successivamente analizzata, permettendo di individuare punti di forza e aree di miglioramento.

L’impiego di tali strumenti conferma come l’addestramento moderno non si limiti più alla semplice esecuzione delle attività sul campo, ma preveda un processo continuo di valutazione e perfezionamento. L’obiettivo è quello di creare personale e reparti capaci di operare efficacemente anche in condizioni caratterizzate da forte pressione operativa, elevata mobilità e rapida evoluzione della situazione tattica.

Reparti a confronto in uno scenario ad alta intensità

La fase culminante di “Capricorno 2-26” è stata rappresentata da una complessa esercitazione continuativa che ha coinvolto numerosi reparti della Brigata “Pozzuolo del Friuli”. In particolare hanno operato congiuntamente militari del Reggimento Lagunari “Serenissima”, del Reggimento “Genova” Cavalleria (4°), del 3° Reggimento Genio Guastatori, del Reggimento Logistico “Pozzuolo del Friuli” e del 7° Reggimento Trasmissioni.

Le unità si sono confrontate con un avversario rappresentato da aliquote del 3° Reggimento Bersaglieri, all’interno di uno scenario caratterizzato da un progressivo incremento delle ostilità e da una crescente complessità operativa. Questa formula, definita “a partiti contrapposti”, costituisce uno dei metodi più efficaci per verificare la reale preparazione delle unità, poiché costringe i comandanti e il personale a confrontarsi con situazioni dinamiche e spesso imprevedibili.

Capricorno 2-26: la Brigata “Pozzuolo del Friuli” mette alla prova le capacità del gruppo tattico interarmi
Mortaio da 60 tiri notturni. Fonte Esercito Italiano.

Nel corso delle attività i reparti hanno dovuto reagire a eventi inattesi, modificare rapidamente i propri piani e applicare le procedure standard previste per la gestione delle crisi tattiche. Si tratta di un approccio che riproduce fedelmente le condizioni operative moderne, nelle quali la velocità decisionale e la capacità di adattamento rappresentano fattori determinanti.

La riuscita dell’esercitazione ha confermato l’elevato livello di preparazione delle unità coinvolte e la validità del percorso addestrativo intrapreso dalla Brigata “Pozzuolo del Friuli”. Attraverso attività come “Capricorno 2-26”, l’Esercito Italiano continua infatti a investire nella crescita professionale del proprio personale, mantenendo elevati standard di efficienza, interoperabilità e prontezza operativa, indispensabili per affrontare le sfide presenti e future.

Capricorno 2-26: la Brigata “Pozzuolo del Friuli” mette alla prova le capacità del gruppo tattico interarmi

Fonte: https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/capacita-a-confronto-nella-capricorno-2-26/192745.html

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Al secolo Alessandro Lunghi, Maresciallo Ordinario Paracadutista in congedo, brevetto n. 193216. Figlio del 5º Battaglione Paracadutisti El Alamein, XIII Compagnia Paracadutisti Condor. Laureato in Scienze Motorie e Magistrale in Management dello sport e delle attività motorie. Tecnico di 1º livello della federazione Italiana di Atletica leggera e della federazione Triathlon. Ultramaratoneta, Ironman, Educatore Sportivo CONI e presidente dell'ASD Frosinone Sport.

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