Roma, 23 marzo 2026 – È stato l’intervento del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Carmine Masiello, a segnare uno dei momenti più rilevanti dell’African Land Forces Summit 2026, in corso a Roma dal 22 al 24 marzo. Davanti ai vertici delle Forze terrestri di Paesi africani, europei e degli Stati Uniti, Masiello ha posto al centro del suo messaggio tre concetti chiave: cooperazione, interoperabilità e sviluppo di capacità comuni. Il summit, organizzato dallo U.S. Army Southern European Task Force, Africa (SETAF-AF), riunisce circa 40 Paesi e oltre 300 tra rappresentanti militari, istituzionali, accademici e del comparto industriale della difesa. In questo quadro, la presenza e l’intervento del capo di SME italiano hanno assunto un valore politico e strategico particolare, anche perché l’edizione 2026 segna la prima volta dell’ALFS in Europa.

Il tema scelto per questa edizione – “Rafforzare la sicurezza condivisa attraverso intelligence, innovazione e industria” – ha offerto a Masiello l’occasione per delineare una visione ampia delle sfide contemporanee. Nel suo intervento, il generale ha sottolineato come lo scenario internazionale imponga risposte sempre più coordinate, capaci di integrare dimensione operativa, tecnologica e informativa. Secondo Masiello, la sicurezza non può più essere affrontata con strumenti isolati o con approcci frammentati: servono invece sinergie stabili tra Paesi alleati e partner, fondate sulla condivisione delle capacità e sulla costruzione di un sistema realmente resiliente. In questa prospettiva, il capo di SME ha richiamato la necessità di consolidare un’architettura di sicurezza efficace, in grado di sostenere la stabilità del Mediterraneo allargato e, allo stesso tempo, di accompagnare la crescita di un’Africa sempre più protagonista della sicurezza globale. Le sue parole hanno collocato il ruolo dell’Esercito italiano dentro un orizzonte strategico che lega strettamente difesa, innovazione e cooperazione internazionale.

Un altro passaggio centrale dell’intervento di Carmine Masiello ha riguardato il partenariato con i Paesi africani. Il generale ha ribadito l’importanza di un modello di collaborazione “da pari a pari”, fondato su fiducia, rispetto reciproco e capacità di recepire le esigenze locali per costruire soluzioni condivise. È una linea che attribuisce grande rilievo non soltanto all’assistenza o al supporto tecnico, ma soprattutto alla creazione di relazioni equilibrate e durature, capaci di produrre stabilità comune. In questo senso, il messaggio di Masiello ha dato una precisa impronta politica al summit, valorizzando una cooperazione che non sia calata dall’alto ma costruita insieme ai partner africani. L’edizione romana dell’ALFS conferma inoltre il crescente peso dell’Italia come piattaforma di dialogo tra Africa, Europa e Stati Uniti, e proprio l’intervento del capo di SME ha contribuito a rafforzare questa centralità. Dal summit emerge così una linea netta: la sicurezza africana è parte integrante della sicurezza euro-mediterranea e il contributo italiano, nella visione espressa da Masiello, passa attraverso interoperabilità, innovazione e sviluppo condiviso delle capacità.

African Land Forces Summit - Cooperazione e interoperabilità al centro della sicurezza
Fonte: https://x.com/Esercito/status/2036019626853753026
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