Dal 25 marzo al 1° aprile 2026, il Mediterraneo Centrale e Occidentale diventano il fulcro della Neptune Strike 26-1, la principale attività di vigilanza avanzata (enhanced Vigilance Activity – eVA) della NATO. Coordinata dal comando STRIKFORNATO di Oeiras (Portogallo), l’operazione mobilita una potenza di fuoco e una capacità di proiezione strategica che unisce le eccellenze navali europee.
L’integrazione delle forze marittime vede protagonisti tre pilastri della difesa europea:

L’esercitazione non si limita al dominio marittimo. Grazie alla sinergia tra caccia di quarta e quinta generazione (come gli F-35B imbarcati sul Cavour) e il supporto dei droni RQ-4D della NATO Intelligence, Surveillance and Reconnaissance Force (NISRF) di Sigonella, il raggio d’azione si estende su tutta l’Europa continentale.
Le missioni prevedono:

Sebbene a guida mediterranea, la Neptune Strike 26-1 vede il contributo di ben 12 nazioni: Albania, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Stati Uniti.
“Concepita nel 2020, la serie Neptune Strike dimostra la rapidità della NATO nell’integrare forze multinazionali. Si tratta di attività difensive, pianificate a lungo termine e pienamente conformi al diritto internazionale, adattate per rispondere con prontezza alle evoluzioni dello scenario globale.”

Per l’Italian Carrier Strike Group, questa iterazione rappresenta il culmine di un percorso di maturità operativa. Non si tratta solo di difesa dei confini, ma di esercitare una deterrenza attiva che tutela la libertà di navigazione e stabilizza le rotte commerciali vitali, confermando l’Italia come perno della sicurezza nel “Mediterraneo Allargato”.

Neptune Strike 26-1: L'Elite Navale della NATO schierata nel Mediterraneo






